Archivio mensile:maggio 2018

Sineddoche e metonimia spiegate da Jay McInerney

Sineddoche e metonimia. Due parole dal suono non bellissimo e nemmeno facili da ricordare. Eppure sono due artifici letterari che usiamo molto più spesso di quanto si possa credere, sia parlando che scrivendo. Entrambe le figure retoriche implicano la sostituzione di una parola con un’altra. Nel caso della metonimia (dal greco μετωνυμία, composto da μετά […]

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Quando la morte è un personaggio

Nella letteratura, la morte ha quasi lo stesso peso dell’amore. Eros e Thanatos. Tema centrale, metafora, simbolo. Potremmo stare giorni interi a elencare prodotti letterari che vedono al proprio centro la morte, partendo dall’epica fino ad arrivare a, chessò, L’invenzione della madre di Marco Peano (Minimum Fax, 2015), in cui il protagonista si trova ad […]

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Quando scrivere è insicurezza

Ho spesso a che fare con aspiranti scrittori e, in generale, produttori di testi originali. Qualche giorno fa un’amica mi ha invitata a casa sua con l’allettante prospettiva di una tisana e qualche puntata di una serie tv; già che c’eravamo, ci siamo messe a rivedere insieme la sua tesi, interamente dedicata a un argomento […]

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Come scrivere una scena di paura

Il genere horror, checché ne dicano i detrattori, è senza dubbio uno dei più complessi stilisticamente. Dico questo per il semplice motivo che non è facile far paura a qualcuno con la parola scritta. Non è facile toccare delle corde così intime da poter far spaventare il lettore. La cosa funziona sicuramente meglio al cinema, in cui […]

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