Project Hail Mary, finalmente un romanzo su alieni che non sembrano scorpioni o rasta con le treccine2 min read
Reading Time: 2 minutesProject Hail Mary, romanzo di Andy Weir (autore di The Martian) da cui è stato tratto un film sciocchino e un po’ troppo nerd, per i miei gusti, merita di essere letto dagli appassionati di fantascienza, per almeno due motivi.
Il primo: si tratta di una fantascienza “scientifica”. L’astronave Hail Mary non è semplicemente un mezzo che attraversa lo spazio, ma il luogo in cui si svolgono osservazioni, e ragionamenti. La scienza non è uno sfondo decorativo: è il motore della narrazione. Non possiedo una preparazione tale da stabilire quanto ciò che viene raccontato sia effettivamente plausibile, ma è evidente lo sforzo dell’autore nel costruire un universo coerente e fondato su principi razionali. Questa attenzione ai dettagli rende credibili anche gli sviluppi più straordinari della storia.
Il secondo motivo è che Weir affronta uno dei temi più classici del genere: l’incontro con un’intelligenza aliena. Proprio perché il romanzo ci ha abituati a un approccio quasi ingegneristico ai problemi, il confronto con una forma di vita extraterrestre riesce a innescare meraviglia nel lettore. L’incontro non appare come un espediente narrativo scontato (tipo: oddio arrivano gli omini verdi!), ma come una scoperta che coinvolge e appassiona. E questo non è poco in un panorama fantascientifico dove ormai gli alieni sono xenomorfi simili a scorpioni (Alien) o cloni di Bob Marley sotto estrogeni (Predator)
Pur appartenendo al genere fantascientifico, il romanzo possiede una forte impronta illuminista. Il protagonista, Ryland Grace, ricorda per certi versi Robinson Crusoe: si trova in una situazione estrema, isolato e apparentemente senza possibilità di aiuto, ma riesce a sopravvivere e ad avanzare grazie al proprio ingegno. Come Crusoe affrontava le difficoltà dell’isola con spirito pratico e razionale, così Grace risolve i problemi che incontra attraverso l’osservazione, il metodo scientifico e la capacità di elaborare soluzioni creative.
Il romanzo sembra condividere con l’Illuminismo una fiducia quasi assoluta nella ragione e nella scienza. Ogni ostacolo, per quanto enorme possa apparire, viene affrontato come un problema da comprendere e risolvere. Non sono la forza, il destino o l’intervento provvidenziale a guidare gli eventi, bensì la conoscenza, l’esperimento e la collaborazione tra intelligenze diverse.


