Cosa può insegnare Pokemon Go al mondo dell’editoria1 min read
Reading Time: 2 minutesLa app di Pokemon Go ha spalancato le porte della realtà aumentata e dei contenuti digitali geolocalizzabili, ma rimarranno aperte oppure si chiuderanno non appena la moda di questo giochino si sarà sgonfiata?
Di sicuro la realtà aumentata è vista come una possibilità da contemplare per tutti quei settori che sono alla ricerca di nuove strategie di marketing per sedurre il consumatore. Incluso quello dell’editoria. Soprattutto per quanto riguarda la letteratura dell’infanzia, la realtà aumentata sembra poter diventare uno strumento di divertimento come mostra il video a questa pagina.
È recente il caso di un insegnante in Belgio, Aveline Gregoirs, che ha creato un gioco che prende spunto dalla realtà aumentata, una sorta di caccia al libro attraverso la rete. Qui però non c’è geolocalizzazione, né è indispensabile avere lo smartphone. Semplicemente i partecipanti postano le foto di un libro sulla pagina Facebook, Chasseurs de livres, piazzato in qualche punto della città in attesa che qualcuno lo prenda (e lo legga). Qualcosa che ricorda il Bookcrossing. In agosto, la pagina aveva già ottenuto migliaia di like.
Il trend potrebbe essere quello di combinare digitale e reale, fare arrivare gli utenti, attraverso Facebook o lo smartphone, a libri veri e propri, oggetti cartacei. Qualsiasi cosa purché la gente compri libri e si metta a leggere.