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"Io sono Alfa", il noir imperdibile di Patrick Fogli3 min read

31 Marzo 2015 3 min read

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"Io sono Alfa", il noir imperdibile di Patrick Fogli3 min read

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articolo di Roberto Casalini per Wired.it
Patrick Fogli, 43 anni, bolognese, ingegnere informatico. Segnatevi il nome: è il più bravo autore di noir della sua generazione, uno dei pochi che valga davvero la pena di leggere e seguire oggi in Italia. Autore di noir (di thriller) è forse una definizione un po’ riduttiva, nel suo caso: meglio dire che Fogli è uno scrittore tout court, di notevole talento, e che indaga le zone oscure, gli angoli bui, i demoni che si annidano nei comportamenti individuali e collettivi.
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Plot ricchi e sorvegliatissimi, i suoi. Personaggi credibili e “quotidiani”, vicende non di rado pubbliche (Il tempo infranto, 2008, ha per oggetto la strage del 1980 alla stazione di Bologna; Non voglio il silenzio, 2011, prende le mosse da Borsellino e scava nella lunga stagione degli attentati; e ancora, negli altri romanzi, giri pedofili, ragazze che scompaiono, l’amianto killer), un approccio che ricorda l’Ellroy di American tabloid. E, nelle ultime prove (Dovrei essere fumo del 2014, che rievoca la Shoah, impresa temeraria portata a termine con struggente sicurezza), un approdo visionario e allucinatorio, una tensione etica e una predilezione per l’apologo crudele che fanno venire in mente Kafka e DeLillo.
Io sono Alfa, che inaugura il nuovo corso di una casa editrice storica come Frassinelli, è forse con il precedente il suo romanzo più perfetto e potente, il più asciutto e scioccante.
Stragismo, ultimo atto: in Italia, qui e ora, mentre una rete invisibile di hacker etici rende pubblici i segreti dell’economia e della politica, un nemico senza volto mette bombe davanti alle scuole elementari e ai licei. Le nasconde dentro i cassonetti della spazzatura, le fa esplodere con il telecomando e, quando arrivano i soccorsi, completa l’opera con una seconda detonazione che amplifichi il panico e non lasci neppure un superstite.
Nei luoghi delle stragi, che nessun comunicato rivendica, soltanto una firma: Alfa, la prima lettera dell’alfabeto greco, scritta su un muro (su un pavimento, su una vetrata, su un confessionale) con una vernice rossa dall’insolita formula chimica.
La strategia del terrore, che si intensifica e moltiplica (attentati nelle chiese e nei supermercati, auto che sparano all’impazzata sulla folla, eliminazioni individuali), ha successo, portando alla soppressione prima della privacy e subito dopo, via via, dei diritti, fino al coprifuoco e all’instaurazione di uno stato di polizia. Nessuna reazione individuale e collettiva, soltanto l’isteria e la paura: le ronde, il linciaggio di improbabili sospetti, la fuga, l’asserragliarsi in casa.
Poi, alla fine, l’indagine plurima (la conducono magistrati, giornalisti, politici) arriva a una conclusione, ma forse qualcosa si è rotto per sempre.
Una riflessione originale, sotto le movenze apocalittiche, sui rischi che corre la democrazia e sulle pulsioni autoritarie che accompagnano la lotta al terrorismo (ricordate le ultime discussioni, in materia di ordine pubblico, dopo le stragi parigine?).
Scrive Patrick Fogli: “Io sono Alfa è il libro del tempo in cui vivo. È un libro sulla paura quotidiana -anche la mia, in qualche modo-, quello che non hai mai provato, che tocca non solo la tua esistenza, ma la natura di essere umano. Ed è un libro sulla rabbia, la superficialità, l’inconsistenza, l’ignavia, nel piccolo cortile quotidiano in cui ci siamo asserragliati, si tratti di terra o di idee, e che difendiamo da assedi immaginari, da nemici invisibili“.
Un romanzo che è difficile dimenticare.
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