"Il clan degli invisibili", la recensione di Simone Bolassa2 min read
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di Simone Bolassa
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IL CLAN DEGLI INVISIBILI – GIOVANNI TIZIAN
Mondadori
Voto 7
CI FARESTI UN FILM?
Sì, un buon mix fra scene d’azione, suspense e dialoghi intelligenti.
DI COSA PARLA?
Ambizione, denaro, pragmatismo, strategia, corruzione di questi colori si tinge chi, come la nuova generazione della ‘ndrina dei De Pasquale , vuole il POTERE.
Loro sono Gigi detto “Cane di porco” consulente finanziario a Milano, Ciccio “Il bianco” punto di riferimento in Colombia per il traffico internazionale della cocaina, Giampaolo “Bulgari” immobiliarista in Costa Azzurra, Francis “U Spice” proprietario e gestore di una catena internazionale di ristoranti, Simone “U dutturi” giovane uomo politico, e Demetrio “Il Signorino” il boss del gruppo l’unico rimasto in Calabria.
Il loro modo di gestire gli affari è diverso da chi li ha preceduti e dalle altre cosche mafiose, hanno uno stile più fine meno chiassoso a attraverso una rete ramificata che coinvolge l’alta finanza inglese, la massoneria,servizi segreti, imprenditori e uomini politici del Nord Italia sono in grado di gestire business miliardari. Nessun uomo di potere o seduto nei posti giusti sembra incorruttibile. A questo gioco però non ci sta Libero Freccia, un giornalista, che dopo aver visto morire il suo collega e mentore Luigi De Carlo, per un articolo pubblicato su un quotidiano bolognese sul clan dei De Pasquale, decide di proseguire l’inchiesta pubblicando altri 4 articoli.
Libero andrà incontro a qualsiasi tipo di resistenza e dovrà destreggiarsi in un mondo parallelo che ormai ha invaso la sua amata Bologna e ha addirittura travalicato i confini nazionali.
COMMENTO
Di questi tempi il romanzo è di incredibile attualità e l’autore dimostra di essere un buon conoscitore del sistema delle cosche ‘ndrine e dei giochi di potere, unendo poi, un sapiente uso dei colpi di scena, rende la lettura appassionante e coinvolgente.
Compaiono così personaggi come il politico del Fronte Padano che deve sistemare dei fondi neri,un ex cassiere del clan dei Casalesi residente a San Marino, i giuramenti di sangue a S.Michele Arcangelo e le cene con politici di spicco.
Degni di nota sono i discorsi del boss dei De Pasquale in riferimento alla sua posizione e alla necessità di sistemare il caos e in maniera contrapposta il dialogo fra Libero e sua sorella dove emerge come nella nostra società sembra più pulito e più ben voluto un ricco boss dell’ndrangheta rispetto al piccolo delinquente immigrato.
Tizian si dimostra un ottimo scrittore di meccanismo al quale l’unico suggerimento che darei è quello di strutturare di più la parte emotiva dei suoi personaggi rendendoli così più vivi.
CITAZIONE
“Ma la precarietà dell’esistenza, in fondo, è la scommessa che accetti quando ti mettono al mondo“