Penne Matte, una biblioteca labirintica costruita anteprima dopo anteprima2 min read
Reading Time: 2 minutesIl self publishing e la rete sono stati un bene o un male per la letteratura? Un bene, penso. Perché? Beh, prima di tutto perché Internet, di per sé, costituisce un passo in avanti sulla strada del progresso. E il progresso è sempre una cosa positiva a meno che non abbia a che fare con bombe e armi di distruzione di massa. Spostando la questione in ambito specificatamente letterario, direi che la rete non può che essere salutata con entusiasmo per un motivo molto semplice:
permette agli autori di farsi leggere senza il filtro di una gerarchia editoriale;
se è vero che questa libertà scioglie le catene a un esercito di egoici narcisisti che parlano solo di se stessi e a se stessi, ignorando l’esistenza di un pubblico che li legge, è anche vero che permette un confronto che prima di oggi era impensabile.
Chi scrive non è più chiuso nella sua cameretta, non sottopone più i suoi scritti a pochi intimi, ma a una platea di lettori – utenti – che non conosce personalmente e quindi super partes. Magari qualcuno offenderà per il gusto di offendere, ma se un autore cerca un riscontro, il web è il posto giusto.
Del resto la letteratura è da sempre fatta di confronti e pareri, anche prima che la rete esistesse. Il romanzo è una fatica solitaria che passa attraverso molteplici punti di vista prima di diventare un prodotto (un prodotto, sì) finito e pronto per il lancio editoriale. Prima il confronto avveniva nell’ambito ristretto delle case editrici, oggi è più allargato. Prima chi ti leggeva era solo l’editor, oggi tanti utenti che si fanno chiamare Johnny_77, Sick_Boy o in altri modi improbabili e di cui tu ignori volto è identità anagrafica. Cambia qualcosa? Sì, cambia parecchio, ma non necessariamente in peggio.
Lo scopo di Penne Matte e del contest lanciato insieme a Wired #fantasycontestpennematte, è esattamente questo: dare la possibilità di pubblicare, leggere e consigliare attraverso lo strumento dell’anteprima.
Perché l’anteprima e non il romanzo completo?
Perché 10 pagine l’utente le legge tranquillamente al computer e gli permettono di farsi un’idea dell’opera e decidere se scommettere su di essa e comprare (o scaricare) la versione integrale oppure no. Il social vuole essere come una biblioteca: gli scaffali sono pieni di romanzi sconosciuti, cover che non compaiono nelle vetrine delle librerie Feltrinelli o di Mondadori Informatica, ma dai titoli accattivanti, titoli che senti vicini in un qualche modo, e che invogliano una rapida letta: La pigrizia dei binari, Incipit, Goblingeddon, Il cacciatore di anime…
Dieci pagine tra un clic e l’altro per dare una chance a chi le ha scritte e a te stesso di scoprire un nuovo mondo.