Penne Matte, la letteratura non è mai stata così social3 min read
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È online Penne Matte, il social network dedicato a chi è appassionato di letteratura. Ai tanti autori e lettori che si collegano a Internet per pubblicare le proprie storie o leggerne di nuove. Per capire come funziona vi rimando alla pagina delle FAQ. Qui mi piacerebbe descrivere come è nato questo sito e che ruolo intende ricoprire in una rete ogni giorno più grande e diversificata.
Prima di tutto le presentazioni: mi chiamo Alberto Grandi, sono giornalista professionista da più di dieci anni. Sono nato e cresciuto, professionalmente sul web con qualche rara incursione nella carta stampata. In Condé Nast, casa editrice per cui lavoro (oggi nella redazione di Wired.it), sono stato tra i redattori che hanno partecipato al lancio di GQonline, prima testata web del gruppo. Era il 2000 e Internet era diversa da com’è oggi (i nativi digitali non possono immaginare quanto); nel corso della mia carriera ho avuto modo di assistere alla sua evoluzione, alla nascita del web 2.0 e dei vari social network e ho cercato di capire che posto potesse avere in tutto questo la letteratura. E con letteratura intendo non solo l’opera scritta ma quanti la circondano, autore, editore, critici, lettori eccetera. Come già avvenuto in altre circostanze – ad esempio per il giornalismo d’informazione – dopo un’iniziale diffidenza da parte di editori e autori tradizionali (o cartacei, che dir si voglia), la rete si è imposta come una realtà condizionante per quanto riguarda le sorti del mercato editoriale e non solo il mercato.
Oggi con i grandi store come Amazon e Kobo e la diffusione degli ebook, la rete è diventata uno sconfinato catalogo a cui attingere. La lettura di un’opera genera like, tweet e post sui blog, gallery, opere derivate, fanfiction, insomma un dibattito culturale enorme che ieri era unica prerogativa di circoli letterari ristretti.
L’altra rivoluzione che ha ridefinito la letteratura, è stato il self publishing che ha permesso a chiunque abbia una storia nel cassetto di pubblicarla e ha dato a ciascuno il diritto di essere letto. Incuriosito dagli autori self, per Wired.it, a febbraio del 2014, avevo tentato una selezione – basata su mie letture e pareri di blogger -, arrivando a nominare i 10 migliori autori autopubblicati in Italia. La classifica aveva suscitato approvazioni e critiche. Giusta o sbagliata che fosse era stata fatta col cuore e mi aveva messo in contatto con un mondo creativo, quello del self publishing appunto, pieno di energia e di voglia di fare.
E ora veniamo a Penne Matte. Se è vero che in Italia siamo tutti ct della nazionale, è anche vero che siamo tutti scrittori. Ma non solo in Italia, pensiamo all’Islanda dove il 10% della popolazione ha scritto un libro! Alcuni chiamano questo fenomeno “grafomania”, per me invece è qualcosa di meno patologico, è l’istinto a narrare che è dentro di noi e accompagna l’uomo da quando ha preso coscienza di sé. Il web può essere inteso come un’unica grande narrazione collettiva in tempo reale fatta di autori più o meno capaci ma che hanno comunque il coraggio di mettersi in gioco. Ciò che manca, secondo me, è un luogo dove tutte queste storie possano essere presentate (e lette) in modo chiaro, ordinato, piacevole; un social network dove un autore pubblichi le proprie storie con un’impaginazione bella, semplice, sfogliabile, le conferisca autorevolezza e veste grafica superiore a quella del post di un blog e un lettore legga al computer in tutta tranquillità, sfogliando le pagine senza impegno, come fosse in libreria.
Penne Matte fornisce questo agli utenti: una stanza fornita di tutti tools necessari per pubblicare a chi scrive, una libreria virtuale a chi legge e un caffè dove votare, discutere e lanciare dibattiti a chi trova nelle storie un buono spunto per fare amicizia. E ora la penna passa a voi: avete storie da raccontare? Volete leggerne di nuove? Tutto quello che dovete fare è iscrivervi al social network. E se avete domande da farmi, sarò lieto di rispondervi. Scrivetemi su penne.matte@gmail.com