Wuh! di Andrea Paolucci – recensione di Bolabooks3 min read
Reading Time: 3 minutesrecensione comparsa su Bolabooks
Voto: 8,5
Di cosa parla?
Musica a tutto volume, corpi che si uniscono attraverso il ballo e lo sballo, droghe, droghe sintetiche, spacciatori, navicelle spaziali di un futuro distopico, fuga di cervelli, amici che si comportano come vampiri, giovani manager in carriera che si ritrovano rovinati.
Di tutto questo parla Andrea Paolucci con i suoi nove racconti raccolti nel libro Wuh!.
Nove racconti ambientati a Roma e che vedono come principali protagonisti i giovani di oggi e il loro mondo.
Commento
Ops! Qui devo rubare da un commento comparso su Il recensore il termine “concept album” , però in effetti questa è stata la parola a cui ho pensato al termine del libro e siccome mi ci ritrovo molto bene la rubo e la uso immediatamente!
Per chi non lo sapesse il concept album è un’opera discografica in cui tutte le canzoni sono incentrate su unico tema o comunque hanno un comune filone conduttore.
Io personalmente non amo moltissimo le raccolte di racconti ma in questo caso devo assolutamente ricredermi o forse si tratta più semplicemente dell’eccezione che conferma la regola. Eh sì perché Wuh! è, a mio giudizio, un’entusiasmante raccolta dove un linguaggio veloce e diretto e lo slang rubato alla strada si mescolano a linguaggi più raffinati riuscendo in tal modo a ricreare nella mente del lettore le situazioni descritte. Le storie sono tendenzialmente astratte, ad esempio in Ballo spaziale ci si ritrova addirittura su un’astronave con musica tecno a tutto volume, eppure anche in questo caso lo stile narrativo è efficace e descrive un contesto verosimile.
Una particolare attenzione l’autore la dedica ai dialoghi che, con battute veloci e divertenti, danno ritmo al testo; è il caso del racconto Il Ciriola o del più articolato Cento non più cento dove il mondo della discoteca, della musica tecno, dei rave, lo spaccio di droga eccetera la fanno da padrona senza scendere mai nell’irriverente o nel mistico, ma, semplicemente parlando di giovani che a modo loro si divertono.
Divertire e divertirsi.. e sì è in fin dei conti è lo scopo del libro e così in Ellelle l’autore cambia un po’ stile, la narrazione è a scatti con un punto di vista esterno e, al centro, c’è il rapporto tragicomico tra uomo e donna all’interno di una discoteca. Sempre nella notte, con le sue code davanti alla discoteca, le tipe che fanno le gatte morte, la festa delirante che scorre da un locale all’altro ci ritroviamo assieme al protagonista a rimbalzare da un luogo all’altro in Roma parental control.
Paolucci non parla solo di discoteche ma anche del mondo diurno e con un certo cinismo ci riporta alla realtà che è anche fatta di sacrifici come quelli che il protagonista di Bye spaghetti, Ciao spaghetti deve fare quando decide di andarsene dall’Italia per trovare una propria dimensione. Nel secondo racconto, più strutturato, Wuh!, che presta il titolo alla raccolta, al centro c’è l’invidia nel mondo del lavoro. Infine, quasi a esorcizzare un infinito elenco di cattive e immorali azioni, troviamo ne La confessione un racconto tutto ambientato nella mente del protagonista nella forma di un monologo interiore costituito da mille pensieri che si accavallano.
Un finale da domenica mattina col cerchio alla testa.
Nel complesso la raccolta parla del mondo dei giovani italiani di oggi e tocca davvero tutti temi: lavoro, feste, precarietà, emigrazione, falsi miti, e questo credo sia il tema centrale del nostro concept albulm letterario.
Citazione:
“Mani che si agitano e creano forme nell’aria, corpi che ancheggiano a ritmi tecnologici, piedi che seguono i battiti ritmati e cervelli che viaggiano in paradisi personalizzati. Tutti sono guidati da lei, la magia che unisce suoni e batteria, dalla musica tecno.”