#Lettureincrociate terzo gruppo4 min read
Reading Time: 4 minutesI primète
Jason Violenza
Stile
Oggettivo, corretto, si legge.
Trama
Siamo a bordo di una stazione orbitante che ruota intorno a una terra allo sfascio. La scena e gli ambienti mi sembrano ben delineati a eccezione dell’inizio; lì ho fatto fatica a capire chi pensava cosa. Ma nel complesso la storia prende.
Dialoghi
Ben scanditi. Spontanei.
Personaggi
Ho letto l’anteprima, da quel poco che ho potuto constatare, sembrano ben delineati.
Samanha Terrasi
Il racconto presenta un incipit che spinge a continuare la lettura. Lo scandire giornaliero come fosse un diario dà l’idea della missione. L’ambienta fantascientifico è appena delineato spingendo il lettore a immaginarsi uno sfondo apocalittico. I personaggi sono subito delineati ma i ruoli all’interno dell’equipaggio non sembrano delineati. Non danno ipotesi del disastro che è avvenuto sulla terra. Forse l’ipotesi è rimasta nella testa dell’autrice. La fine ribalta la visione del tutto, permettendo di entrare in po’ in empatia con il personaggio Martha, ma non spiega la non reazione dell’equipaggio al disastro. Risulta inverosimile. La scrittura è fluida presentando delle incongruenze. Non volevano mandare via l’altra donna e poi ne mandano una sulla terra? A quale scopo?
Si poteva lavorare meglio sul mondo prima e mondo futuristico dopo dando alla fantascienza dei connotati più specifici. Il mondo fantascientifico è alla base e qui viene fuori poco al di là del disastro, dell’equipaggio e della navicella. Ci voleva forse più incisività. Carina l’idea delle lamine di zinco.
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Boe di salvataggio
Jason Violenza
Stile
Introspettivo nella prima parte, tutto teso a registrare i piaceri, i sapori, gli odori di una giornata al mare di bagni e rivelazioni. Nella seconda si fa più disteso e scandito da dialoghi. Forse è un po’ lento, si sofferma un po’ troppo sui particolari. Nel complesso buono.
Trama
Difficile esprimere un parere dalle poche pagine dell’anteprima. Non posso dire né bene né male. Anche se siamo davanti a un racconto intimistico che affonda nelle sensazioni del quotidiano, di una giornata, e quindi una trama elaborata non è una necessità.
Dialoghi
La voce dell’io narrante è quella che domina, nel leggere seguiamo quasi un flusso di coscienza, poco è lasciato alle battute dei personaggi che esprimendosi in dialetto, immagino siano utili a rimarcare un senso di regionalità, di localismo che pervade il racconto.
Personaggi
Interessante il protagonista Mariuzzo, le sue tante contraddizioni, ciò che ha dentro e fatica a venire fuori, il suo amore per Cettuzza.
Anna Murano
Stile
Alcune descrizioni sono molto belle. È interessante la sensazione che ti dà il racconto di qualcosa che non viene espresso, di cose violate e di una perdita imminente.
Trama
Mariuzzo, adolescente di 16 anni, trascorre un pomeriggio con Cettuzza, senza riuscire a comunicarle il suo amore. Sullo sfondo, la figura della madre invadente del ragazzo.
Dialoghi
Brevi, bruschi, in dialetto siciliano.
Personaggi
Mariuzzo, Cettuzza, la madre. Tra i personaggi inserirei anche il paesaggio marino, molto particolare, aiuta a comprendere gli stati d’animo dei protagonisti (ad esempio ci sono tesori svelati, spostati e nascosti dalle onde; le alghe che ti si aggrappano e ti imprigionano; la stella marina rotta su cui Cettuzza si è seduta senza saperlo, che lui raccoglie e che non troverà più, ecc…). Questi elementi aiutano ad interpretare i sentimenti dei personaggi, lasciando emergere più informazioni sui protagonisti di quante ne darebbero loro stessi.
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Vandali del multiverso
Anna Murano
Stile
Scorrevole, la voce del protagonista è sincera e credibile.
Trama
Due amici scoprono un passaggio per una dimensione che potrebbe essere il futuro o un mondo parallelo. Mi è piaciuto il loro ritrovarsi vandali (o assassini) inconsapevoli del futuro (o di un mondo parallelo), e il fatto di poter cercare risposte (anche se inattese) alle loro domande sul futuro.
Dialoghi
Verosimili, incisivi.
Personaggi
Il protagonista, il druido e la creatura. Credo siano ben definiti, lo sviluppo della storia è coerente con il loro carattere.
Samantha Terrasi
Il racconto parte con un’atmosfera surrealistica. Un’esagerazione che si marcherà spesso durante tutto il racconto. Un futuro dove il sesso è portato all’estremo o almeno è quello che immagina l’autore e che vuole far percepire attraverso il suo personaggio. Il Druido forse poco credibile come ex tossico che poi spaccia, è un po’ una figura alter ego. La connotazione di fantascienza è nel retaggio culturale dell’autore che lancia una carrellata di nozioni su star trek e affini. L’atmosfera della capsula è ben vissuta e qui forse si poteva approfondire meglio la sensazione. C’è un approccio che non dà confini in cui muoversi ma solo informazioni. Il continuo paragone alla droga è forse eccessivamente ridondante se pur serve a far capire le due realtà Viaggi nella mente di chi si spara l’ero e di chi viaggia in universi paralleli. Anche qui secondo me si doveva far percepire meglio le due realtà. I dialoghi a volte forzati a volte più naturali scorrono, qualche volta non ho capito dove si volesse andare. Il finale forse rientra nel nonsense ma è lo stesso una chiusura che molto si avvicina a questo genere di fantascienza che sfiora con viaggi strani percorsi da decifrare.