#Lettureincrociate: primo gruppo8 min read
Reading Time: 7 minutesDel primo gruppo di letture incrociate fanno parte tre opere di genere fantascientifico. Ovvero:
La vita prima della vita di Lady Oscar.
Lo svedese di Alberto Pancaldi
Mai più sulla Terra di Andrea Bompresso
Con uno scambio di email più rapido del previsto, ciascuno degli autori ha letto e valutato l’opera degli altri, che hanno valutato la sua.
Anche io ho partecipato al gruppo per quanto unicamente nelle vesti di lettore.

Partiamo da Lo svedese di Alberto Pancaldi
Riassunto:
In un futuro lontano, gli umani si sollazzano con droidi di piacere. Una sera un robot modello “svedese” si reca a un appuntamento con una vedova annoiata e viziosa.
Lady Oscar
STILE
Mi è piaciuto lo stile, diretto, anche se alle volte sembrava tirato via. A me di solito piacciono le storie con i dialoghi e questa ne aveva, anche ben ritmati, secondo la mia opinione. Forse, certe battute potevano essere elaborate meglio. Sembrano un po’ buttate lì, però nel complesso hanno funzionato.
TRAMA
La trama è semplice, azzeccata per un racconto di fantascienza comica. Come lo stile, secondo me anche qui un po’ più di elaborazione non avrebbe fatto male. Specie verso, la fine la storia sembra chiusa troppo frettolosamente, come se l’autore si fosse stancato di raccontarla.
DIALOGHI
Vale quello che ho detto sullo stile: divertenti, veloci. Sono la parte che mi è piaciuta di più.
PERSONAGGI
Divertenti, anche se poco elaborati. Alla fine risultano più degli abbozzi.
Andrea Bompresso
STILE
Diretto, fatto di battute brevi, pochi aggettivi. Forse a volte risultava persino troppo veloce. Comunque meglio essere veloci nei dialoghi che tortuosi e lenti.
TRAMA
La storia non è niente di speciale. C’è uno spunto comico, ma, insomma, non è che poi ho riso tanto. La cosa positiva è che c’è una evoluzione. Non è una vicenda campata per aria. Ci sono un inizio e una fine pertinenti all’intera vicenda.
DIALOGHI
Rapidi, secchi, divertenti. Sono ciò che ho preferito.
PERSONAGGI
Quello che mi è piaciuto di più è la vedova.
Alberto Grandi
STILE
Come scritto dagli altri lettori, questo è un racconto veloce. Nessuno spazio alla digressione, poco alla descrizione. Il testo si fonda su brevi dati oggettivi e battute secche. A volte riescono bene nella loro brevità, le battute, altre meno. Il racconto sconta la sua rapidità, una scelta stilistica che alle volte lo somiglia più a una traccia che a una prova narrativa compiuta.
TRAMA
Nulla da ridire sulla trama. Siamo davanti a un racconto breve, nemmeno 9mila battute. Non dobbiamo aspettarci una concatenazione di eventi che non lascino respiro. Giusto, puntare sui dialoghi anticipati da descrizioni che ci forniscono le coordinare di tempo e luogo.
DIALOGHI
Come già detto e ripetuto, i dialoghi sono l’elemento distintivo di questa prova narrativa. A volte riusciti a volte meno. Concedo all’autore il merito di non aver annoiato. Questo testo si legge rapidamente ma si legge. Si arriva alla fine senza fatica, anzi.
PERSONAGGI
I personaggi non avevano necessità di essere delineati in profondità. Quindi va bene tratteggiarli, lasciare che si descrivano da soli attraverso ciò che dicono. Però una cosa mi ha lasciato perplesso: tra il droide e l’umano che vuole prendere il suo posto, non ci sono differenze di pensiero. Mi spiego: il droide suppone, riflette, immagina esattamente come l’uomo. Sarebbe stato meglio far emergere chiaramente la sua natura di macchina come controparte a quella umana segnata dalle incertezze e dai cambi di umore.

La vita prima della vita di Lady Oscar
Riassunto: un alieno atterra su un pianeta disabitato ideale per crescervi una nuova specie che viva all’insegna dell’amore; poco dopo atterra sullo stesso corpo celeste, un altro alieno, questo pazzo e spinto da istinti assassini.
Andrea Bompresso
STILE
Un po’ volgare alle volte. Per esempio la descrizione dell’alieno buono che fa la cacca dentro la grotta, poteva anche essere risparmiata. Anche la parte in cui viene descritta la composizione dell’atmosfera terrestre con tutte le percentuali. Sa un po’ di copiaincollato da Wikipedia.
TRAMA
La storia in sé è originale. Immaginarsi la genesi del genere umano come frutto del mix di due razze aliene una buona e una cattiva è una buona idea. Sa molto di Prometheus, il prequel di Alien e, a giudicare dalla cover, è un film che ha ispirato l’autrice.
DIALOGHI
Non sono un elemento fondamentale nel racconto come invece ne Lo svedese. Comunque, limitatamente a quello che servono, mi sembrano corretti.
PERSONAGGI
Sono fondamentalmente due: l’alieno buono e quello cattivo. Sono ben caratterizzati entrambi. Ovviamente, la mia preferenza va a quello cattivo!
Alberto Pancaldi
STILE
Bello, diretto, senza fronzoli. Descrittivo, ma al punto giusto. Sapiente nel tratteggiare il panorama terrestre ai suoi esordi: una terra arida soverchiata dalla notte stellata. Ci sta!
TRAMA
Storia divertente. Una fantascienza pulp oserei definirla, per il peso che ha la violenza. Penso che il racconto abbia un debito con cera letteratura della dissociazione, ad esempio Lo strano caso del dottor Jekyll e Mister Hyde. Lì era la stessa persona che si trasformava. Qui siamo al cospetto di due alieni diversissimi, uno totalmente buono, l’altro totalmente cattivo, ma che si completano. Alla fine è un racconto sul bene e sul male, direi, due opposti che coesistono.
DIALOGHI
Il dialogo tra l’alieno buono e il suo simile, cioè quando il primo spiega al secondo perché il pianeta su cui si trovava è quello giusto, mi è sembrato un po’ didascalico. A tratti assumeva toni scientifici eccessivi.
PERSONAGGI
Bello l’alieno cattivo. Un prototipo di schizofrenico e assassinio seriale felice di esserlo. Un po’ meno riuscito l’abitante di Primato, cioè l’alieno a favore dell’amore.
Alberto Grandi
STILE
Andrebbe un po’ limato, ma direi che è sostanzialmente buono. Non eccessivamente letterario, ma nemmeno povero. Ha le giuste descrizioni nell’inscenare il palcoscenico dove prende piede la vicenda: un pianeta perfetto ove ospitare la vita eppure ancora disabitato. Avrei curato di più il dialogo che l’Essere supremo, l’alieno buono, ha con il suo simile. La descrizione che fa della Terra risulta un po’ scontata e affrettata nella prima parte, poi, da un linguaggio generico, in cui si dice grosso modo com’è fatto il pianeta, si passa a uno scientifico dove si descrivono dettagliatamente le componenti della sua atmosfera.
TRAMA
La trama è stimolante e pertinente a se stessa, ha un inizio, una giusta evoluzione e un finale sorprendente. Ha anche delle tematiche ben precise e focalizzate: il bene e il male, la loro coesistenza. Mi sono posto però una domanda: la nostra specie è anche frutto di un incidente, l’impatto di un asteroide che, a quanto dice la scienza, ha sottratto ai dinosauri il dominio della Terra. Tenendo conto di ciò, l’incontro-scontro tra i due alieni, non può essere considerato come la genesi della evoluzione umana, essendo avvenuto ben prima della nascita dei dinosauri e dell’impatto che li ha eliminati. In questo senso il racconto contraddice la Storia. A meno che i due alieni non rappresentino genericamente le categorie di male e di bene che albergano in ogni essere vivente, cosciente e non.
DIALOGHI
A parte il dialogo in cui viene descritto il nostro pianeta che, come ho specificato alla voce “stile”, alterna senza linea di continuità, uno stile generico e colloquiale a uno scientifico, mi sembra che funzioni.
PERSONAGGI
Anche i personaggi sono riusciti: buono, ingenuo e goffo l’abitante di Primato, cattivo senza pentimento il kruger. Si alternano bene e alla fine la loro diversità ha il giusto effetto nel finale del racconto che conosciamo.

Mai più sulla Terra di Andrea Bompresso
Riassunto: un essere umano viene rapito dagli alieni e condotto in un mondo simile al suo, dove vive una specie uguale nelle sembianze, migliore nelle abitudini a quella terrestre
Lady Oscar
STILE
Un po’ debole e anche banale, se mi posso permettere. A volte la scrittura sembra veramente tirata via, non elaborata. Parte bene, ma poi l’autore dimostra stanchezza nell’elaborare i dialoghi e anche argomentare la vicenda.
TRAMA
Il rapimento da parte degli alieni è un classico. Pure capitare su un pianeta simile al proprio è qualcosa di già letto. La svolta, qui, poteva consistere nello scoprire le lievi ma decisive differenze tra alieni e terrestri, ma secondo me, la cosa non emerge.
DIALOGHI
Un po’ tirati via, come tutta la storia, mi spiace ma la vedo così.
PERSONAGGI
Non sono caratterizzati nemmeno quello del terrestre rapito. Alla fine il suo desiderio di rimanere su Goonar non è ben spiegato.
Alberto Pancaldi
STILE
Un po’ confuso. Specie col procedere della vicenda. Non ci sono grossi errori di grammatica è che i dialoghi mi sembrano poveri, le descrizioni scontate.
TRAMA
Bah, non saprei. Uh terrestre viene rapito dagli alieni che lo depositano su un pianeta dove vivono altri alieni, simili ai terrestri. Su questo pianeta il terrestre conosce una femmina, va a una festa, gli piace questa femmina e non vuole più tornare sulla terra. La vicenda mi sembra un po’ scontata.
DIALOGHI
A tratti buoni, a tratti banali, puerili.
PERSONAGGI
I goonoriani che dovrebbero essere umani migliori, non sono ben tratteggiati. In nulla sembrano differenti dagli umani. Sembrano solo… umani simpatici!
Alberto Grandi
STILE
Parte bene, rapido, parlo della parte in cui il protagonista, Ciabatta, viene rapito e si ritrova all’interno del disco a parlare con un alieno invisibile. Poi, la prosa, più si evolve la vicenda, meno è sentita, dando un’impressione di frettolosità, di sciatteria, in certe soluzioni descrittive.
TRAMA
Una Terra ideale questo dovrebbe essere il pianeta Goonar. Ma per quanto il protagonista esprima chiaramente perché questo pianeta è migliore del suo, la cosa non emerge con la dovuta forza nel corso della lettura. Una bella città, un traffico che non inquina, un’aria pura, donne disponibili ed emancipate. Io penso che i goonariani siano troppo simili agli umani pure per risultare convincenti in quanto umani migliori.
DIALOGHI
I dialoghi sono la prova che l’autore non ha scritto con sufficiente “amore” il suo racconto. Perché alcuni sono ben ritmati, esordiscono forti di una loro spontaneità, ma poi sono poco curati, diventano banali, frasi messe lì in bocca ai personaggi per far proseguire una storia che in un qualche modo deve trovare un compimento.
PERSONAGGI
Poco caratterizzati. Appena abbozzati. Manca un’idea alla base dei personaggi. Forse l’unico tratto riuscito e il senso di disagio, di mancata integrazione sociale che è alla base del protagonista.