#RaccontiDistopici, vince Fuga dall'Iperuranio2 min read
Reading Time: 2 minutesarticolo apparso su Wired.it
Il contest #RaccontiDistopici si è chiuso a circa due mesi dalla sua apertura. È stato organizzato senza tante pianificazioni, con la disponibilità di due autori, Leonardo Patrignani (Multiversum, There per Mondadori) e Francesco Gungui (Canti delle terre divise, Con te ho imparato a volare per Fabbri editori) che nei loro romanzi hanno visitato vari generi tra cui la fantascienza, e la passione per la letteratura in generale e quella fantascientifica in particolare, del sottoscritto.

La sfida era creare una distopia. Un futuro dove nessuno si augurerebbe di vivere. Letale e affascinante. Come ho già avuto modo di scrivere, mi hanno colpito i racconti per la coerenza con cui hanno inscenato futuri catastrofici. Sono la prova che la distopia ce l’abbiamo nel dna. Se Dante è ricordato soprattutto per l’Inferno è anche vero che i futuri raccontati dalla fantascienza sono memorabili per i loro aspetti drammatici più che positivi (1984, Mondo nuovo, Hunger Games eccetera).
Tornando al racconto vincitore, è stato votato all’unanimità. Che cosa ci è piaciuto di Fuga dall’Iperuranio di Giorgia Cappelletti?
Prima di tutto la coerenza narrativa e la pulizia stilistica, premesse fondamentali per passare la prima selezione. Poi i dialoghi. Molti racconti, pur nella loro coerenza tematica, erano penalizzati dall’esigenza di inscenare il futuro in cui era calata la vicenda, dando a quest’ultima poco spazio e relegando i personaggi ai margini. Il racconto della Cappelletti ha toni leggeri, quasi fiabeschi, ma mette in scena alcuni topic “cari” alla distopia come il condizionamento del pensiero e l’omologazione sociale, allo stesso tempo costruisce una vicenda dinamica in cui i personaggi si esprimono e interagiscono.
Ci sono altri due racconti che noi della giuria abbiamo deciso di menzionare conferendogli rispettivamente il secondo e il terzo posto del podio: Un metro e mezzo da altrove, di Fabio Brusa, e Libero arbitrio, di Gianluca Gangi. Ci è piaciuto il racconto di Brusa per la prosa serrata, le atmosfere claustrofobiche, la scelta di tematiche come la procreazione, la disoccupazione, l’inquinamento, ben concentrate in un solo racconto. Di Libero arbitrio abbiamo apprezzato l’originalità stilistica, il punto di vista dell’io narrante: il racconto è un monologo di un uomo che cambia opinione e contraddice se stesso vittima del condizionamento mentale della sua società.
Come promesso, di seguito il racconto vincitore in pdf.
Qui la lista delle altre opere.
#RaccontiDistopici – Primo classificato
FUGA DALL’IPERURANIO di Giorgia Cappelletti