La cultura si fa pedalando. Hai visto mai? – #BiciStorie6 min read
Reading Time: 5 minutesarticolo di Alessandra Beltrame per Wired.it
No, non parliamo della famosa corsa. Mentre quella stava per finire, un altro Giro partiva. Non competitivo: non si vincono coppe, né maglie rosa. Casomai magliette (peraltro ambitissime). Il traguardo (si fa per dire) sarà in luglio a Bari, ma la partenza si è già guadagnata molti trofei. Il Giro d’Italia in 80 librerie (di questo parliamo) è stato infatti accolto da una folla da stadio al suo esordio in Friuli Venezia Giulia. Unire sport e cultura funziona, se si fondono in modo intelligente. E divertente, perché no?

Partenza da Tarvisio, al crocevia dei confini con Austria e Slovenia. Comunità trilingue, un liceo sportivo che diploma campioncini di sci ed è intitolato non a un asso della discesa bensì alla scrittrice Ingeborg Bachmann. Ancora sport e cultura che si uniscono in un matrimonio di fatto. Intelligente, vedendo quali sono i risultati. Da queste aule, con vista su una foresta millenaria di larici e e abeti, ha preso il via il Giro 80, staffetta con scrittori, fotografi, blogger ed editori a pedalare giù fino in Puglia, ma senza affanno. Sì perché andando piano si arriva dove non ti aspetti, nei luoghi che pochi (o nessuno) raccontano. Venzone, set di film memorabili come Addio alle armi e La Grande Guerra, ricostruito pietra su pietra dopo il terremoto del ‘76. La vicinissima Gemona, patria di una Cineteca che fa gola a Hollywood. Udine, capoluogo con 20 e più librerie, un record difficilmente eguagliabile (per meno di centomila abitanti). Palmanova, città fatta a stella ricca di cimeli napoleonici. Aquileia, con alcuni dei mosaici più belli del mondo (ma chi lo sa?). Poi Grado, che ha una biblioteca con terrazza vista mare (hai visto mai?), la Cormons dei vini del Collio, luogo di alchimisti a saperli cercare. Poi, scendendo giù lungo la costa adriatica, ecco la vitale Argenta, in provincia di Ferrara. Ecco Monte Grimano Terme, nelle Marche, il paese del bookcrossing: 1250 abitanti e 22 punti per scambiarsi i libri. Si chiama Libera Libri e l’ha inventato una dipendente dell’ufficio anagrafe. Geniale. Questo per dire che andando piano si finisce in luoghi che la cultura la fanno davvero, a piccoli passi, con pochi mezzi. Pedalando, scegliendo le vie secondarie, il Giro 80 queste esperienze, queste piccole grandi meraviglie, le sta incontrando, le sta mettendo assieme.

Che la cultura in Italia viaggi a pedali è un dato di fatto. C’è chi al ciclo ha intitolato una casa editrice (di successo). Chi ha lanciato un premio letterario (si vince una bici: sù, cicloletterati, scatenatevi!). Da manifestazione sportiva, il ciclismo è entrato a far parte della vita sociale, urbanistica (le agognate, discusse piste ciclabili), letteraria. Il Giro in 80 librerie è la seconda edizione di un viaggio ideato da Letteratura Rinnovabile, che l’anno scorso si era espresso sulla via Francigena e in questa edizione scende lungo la via Adriatica. Vie storiche, di pellegrinaggio, scambi, civiltà. Belle e ricche perché antiche, dunque fantastiche da percorrere a passo lento, godendo di ogni incontro, monumento, ricordo, memoria. Fermandosi nelle librerie, appunto: monumenti anch’esse di un certo modo antico e sempre rinnovabile di fare cultura nel senso di incontro, relazione, condivisione, scambio, consiglio, incrocio di sguardi e sorrisi e strette di mano. Nel nome del comune amore per la pagina scritta.

Non avete idea di come sia stato bello partecipare a Udine al Giro della città in 80 minuti (ma si rifarà in altre città), con decine di ciclisti arrivati da tutta la regione e anche da fuori, che pedalavano di libreria in libreria (sono più di 20 quelle cittadine, un numero da record per un capoluogo di meno di centomila abitanti). Entravano, caschetto in testa e tutine tecniche e gilet catarinfrangenti, accolti dai librai con un omaggio (un libretto di versi in serie limitata, un segnalibro) e con una lettura dedicata: al viaggio, al cammino, al mondo e al perché ne facciamo parte.

Che poi questo Giro 80 sia ispirato ai classici non è un dettaglio: Twain, Bulgakov (di cui, udite udite, è stato presentato proprio in occasione del tour la versione in audiolibro del Maestro e Margherita: imperdibile), Austen, Alighieri, Balzac, London, Leopardi… Di loro e di altri ancora parla lo show “Chi l’ha letto?”, format rigorosamente non televisivo che va in onda (pardon, in scena) nelle piazze. Scrittori contemporanei che parlano dei libri che li hanno ispirati. Ovvero; come divulgare cultura più di tante paludate lezioni accademiche. Ascoltare Devis Bonanni alias Pecoranera (in ottobre esce il nuovo, attesissimo libro, sempre per Marsilio) leggere Thoreau che parla della sua coltivazione di fagioli ti fa venire voglia, oltre che di mollare tutto e ritirarti in campagna a dissodare e seminare, di comprare Walden e tutti gli scritti del filosofo trascendentalista americano.
A Tarvisio, confine dell’estremo Nord-Est, ogni giorno passano decine di stranieri a piedi. Li fermano, li spediscono nei Cie. In bicicletta, invece, ne arrivano a frotte e li lasciano andare. Ci mancherebbe: sono turisti che percorrono la Ciclovia Alpe Adria, magnifica strada solo per due ruote che austriaci e friulani si sono inventati al posto della vecchia ferrovia asburgica. Da Salisburgo parte, e arriva a Grado, cioè sul mare, salvo alcune interruzioni dove, giocoforza, tocca prendere la statale, o alcune strade provinciali. Ma va bene lo stesso, tanto il paesaggio è magnifico. A migliaia, tedeschi (una, Petra Sobinger, viaggiava con il figlio di 10 anni per raccontarlo sul suo giornale, Be Outdoor), svizzeri, francesi, nordici di ogni Paese si mettono in bici per pedalare fino alla laguna. Italiani pochissimi, salvo gli editori, i lettori, i librai e i bibliotecari del Giro in 80 librerie. Testimoni curiosi di tanta passione ciclistica, magari futuri narratori o ispiratori di storie legate ai pedali.
E se la bicicletta non sembra abbastanza lenta, ecco affacciarsi un nuovo filone, quello della letteratura pedestre: Edizioni dei Cammini, come dice il nome, stampa solo libri di gente che procede a 4-5 chilometri all’ora, tanta è la velocità di chi va passo dopo passo, zaino in spalla. Il gemellaggio col #Giro80 è stato immediato. Complice Darinka Montico, 2910 chilometri fatti l’anno scorso a piedi dalla Sicilia a Baveno, paese d’origine: un modo un po’ faticoso per ritornare a casa dopo 15 anni vissuti fra Africa, Australia, Asia e Nuova Zelanda facendo mille mestieri, fra cui la spogliarellista e l’angelo, ovvero la massaggiatrice delle teste dei giocatori nei tornei di poker. Walkaboutitalia, il suo progetto, è diventato una Ted conference e ora un libro. Lo sta promuovendo al seguito del #Giro80 su una bicicletta di bambù, confezionata apposta per lei da Carrus Cicli di Savona.
A piedi, in bici, pure in barca. Oggi il #Giro80 partecipa a Venezia a Libri in Voga. Sempre lentamente, perché così deve essere, ma facendo funzionare le braccia (cioè vogando) invece delle gambe. Pedali o remi, tanto è lo stesso. Muovendo (bene) il corpo si muove bene anche il cervello.

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