#BiciStorie, 2 nuovi racconti – facciamo tappa al Salone del libro di Torino5 min read
Reading Time: 5 minutes#BiciStorie – conconcorso in collaborazione con
REcicli e BC Magazine


Prosegue il concorso e nuovi racconti si affiancano a quelli già in corsa per i tornanti di questi mesi che ci separano dal traguardo: 15 settembre, chiusura delle iscrizioni; il 30 dello stesso mese verrà annunciato il vincitore. Approfitto di questo post per informarvi che il 16 maggio – sabato prossimo – alle ore 16 sarò presente al Salone del Libro di Torino per tenere una conferenza sulle writing community e la scrittura in rete.
Sarò affiancato in questo intervento da Leonardo Patrignani, autore della trilogia Multiversum per Mondadori, già ospitato su questo social network qualche tempo fa e Paola Chiozza e Irene Pistolato che alcuni di voi potrebbero conoscere col nick di MolokoVellocet e Bijouttina, le due autrici più lette su Wattpad. Wattpad è, nel caso non lo sapeste, una delle più grandi writing community a livello mondiale. Per maggiori indicaizoni cliccate qui.
Bene, ecco gli ultimi due concorrenti che si sono aggiunti alla lista dei racconti di #BiciStorie.
Cliccate, leggete e votate.
E a seguire un articolo interessante, ma soprattutto utile su come legare la bicicletta per non farsela fregare!
La bicicletta a sonagli di Giulia Cocchella

Massa Marittima – Barcellona, Tout droit di Andrea Franceschi

articolo di Michela Dell’Amico per Wired.it
Come lego la mia bici

Tutti sanno perché i ladri di bicicletta sono così pericolosi: sebbene il loro guadagno per ogni bici sia basso, il lavoro necessario per ogni mezzo è veloce ed esente da rischi. È sul numero, dunque, che devono contare per fare soldi, ed è per questo che ogni bici legata per strada è in pericolo, sempre (e per lo stesso motivo è bene lottare per avere uno spazio comodo all’interno del proprio condominio, almeno di notte).
La facilità del lavoro di ladro me l’aveva raccontata un ladro milanese: si può rubare di notte come di giorno, in centro o in periferia, persino chiedendo l’aiuto di un poliziotto. Tanto chi può dimostrare che quella bici non è tua e che semplicemente non hai perso le chiavi del lucchetto? Infiniti video sul web ci dicono poi che dalla parte del ladro c’è anche l’indifferenza dei passanti, ed è così in tutto il mondo. Date un’occhiata a questa storia che arriva da New York:
Ma sfruttando la psicologia del ladro, ci sono validissime regole da rispettare sempre per evitare l’irreparabile. Ecco le mie preferite:
Proprio perché un ladro di bici opera sul numero, e non si accanisce su una bici “difficile”, legarla bene può bastare a disincentivarlo. Io ho due bici e uso un bloster a U per la prima, che deve essere piccolo per dare poco spazio di manovra per tagliarlo, e di buona qualità. Insomma deve costare un po’ e io lo uso per la mia bici migliore, che ha anche un secondo lucchetto da legare al bloster (vedi sotto). Non è un segreto che per molti – e certamente per me – il preferito è il Kryptonite Mini Lock. Per l’altra bici metto una buona e pesante catena, che può andar bene a patto di legarla stretta attorno alla bicicletta e al palo, per lo stesso motivo, chiudendo il lucchetto alla maglia più corta. Nel lucchetto ci devono stare la ruota, un tubo del corpo della bici, il palo: non un centimetro di più.
Posizionare la bici su un muretto, legandola alla staccionata, è anche un buon trucco, purché al ladro non basti usare il ginocchio per fare leva e tagliare (valutate l’altezza del muro).
Come spiega in giro per il web l’esperta Yvonne Bambrick, che sull’argomento ha scritto diversi libri, se la vostra bici è di valore, o la zona in cui la parcheggiate vi convince poco, questo metodo dell’immagine sotto può lasciarci direi più che sereni alla nostra giornata. Io lo uso, come dicevo, per la mia bici migliore.

I lucchetti hi-tech possono valere la pena per una bici costosa. L’oggetto del desiderio per ogni ciclista è Skylock, che lega la tua bici al cloud. Si apre e si chiude con il tuo telefono o quello delle persone di cui ti fidi, ti avverte per un tentativo di furto e poi localizza la bici col GPS, mentre si alimenta con un piccolo pannello solare. Tuttavia costa come una bici nuova, circa 200 euro, quindi aspettiamo e vediamo. Al secondo posto tra i miei preferiti c’è Litelok, molto meno futuristico, ma grazie ai supermateriali che lo compongono garantisce non meno di 5 minuti per essere aperto da un ladro: un’eternità rispetto al tempo medio impiegato con gli altri lucchetti (da 20 secondi a un minuto, che è poi uno dei motivi per cui si può rubare alla luce del giorno: nessuno ci fa caso).
Infine qualche regola generale:
Non legare la bici a un albero: può essere inutile e anche sancire la morte dell’albero.
Nonostante tutto, parcheggiate in luoghi illuminati e affollati.
Ancora, considerate la possibilità di rendere brutta e vecchia la vostra bicicletta rovinandola un po’. Lo so, è un dolore. Ma in fondo molti ciclisti, come me, sono mossi dalla praticità del mezzo, più che dalla sua estetica. Infine, può valere la pena fotografare la vostra bici e tenere nota del numero di telaio, nel caso il vostro Comune abbia un registro delle (purtroppo poche) biciclette recuperate dai ladri (come succede a Milano).

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