World Book Day 2015, libro da promuovere e da difendere3 min read
Reading Time: 3 minutesarticolo di Maria Rosaria Iovinella per Wired.it
Come per tutte le giornate mondiali, anche sul World Book Day che cade oggi può aleggiare lo scetticismo di chi pensa che difficilmente le persone cambino idee e comportamenti grazie alle giornate dedicate; tuttavia, l’appuntamento promosso dall’Unesco non è solo un richiamo a continuare a leggere, ma, in particolare quest’anno, anche a difendere e a conservare intatta la capacità del libro di impattare sulla società e di farsi simbolo globale di processo sociale.

Non a caso nel messaggio del direttore generale dell’Unesco Irina Bokova si ricorda come i libri siano “diventati obiettivi per coloro che denigrano l’educazione e la cultura, che rigettano il dialogo e la tolleranza”. Libri bruciati, intellettuali uccisi, libertà di espressione in pericolo, ancora nel 2015 e negli scorsi mesi: la sfida, purtroppo, non è più solo portare il libro a chi non legge, combattendo un analfabetismo che arriva a toccare – secondo la grande istituzione internazionale che ha sede a Parigi – 175 milioni di adolescenti, ma anche difendere l’istituzione libro dalle minacce del fanatismo e dell’intolleranza e usarlo, più generalmente, come mezzo culturale per promuovere “percorsi di sviluppo più inclusivi e sostenibili”.
A rappresentare nel 2015 la world book capital è Incheon, città della Repubblica Coreana, nominata dall’Unesco in virtù delle politiche per promuovere la lettura, anche e in particolare verso le fasce svantaggiate della popolazione. Le città scelte anno per anno non ricevono fondi dall’Unesco, ma solo un riconoscimento formale; di contro però devono proporre attività e strategie a supporto della promozione del libro. Appuntamenti che la metropoli coreana declina lungo il corso dei 12 mesi e che spaziano dai touring book concert alle esibizioni di manoscritti di grande autori della cultura letteraria nazionale, per avvicinare il pubblico a una peculiare forma di libro fisico che va ormai scomparendo dall’orizzonte di chi legge. A supportare i progetti agenzie governative, istituzioni culturali, librerie, come in tutti i casi in cui è meglio fare sistema per arrivare all’obiettivo. Se siete in città, potete anche fare un salto alle public library locali, come la Baekryeong Library e la Bugae Children’s library.
Anche in Italia, la giornata mondiale del libro è il momento adatto per riaffermare lo scarto qualitativo che leggere apporta alla nostra vita: è un po’ il senso della campagna #ioleggoperché , iniziativa voluta e lanciata dall’Associazione Italiana Editori. Una mobilitazione generale con al centro i messaggeri della lettura, ovvero tutti coloro che amano leggere e possono consigliare ad amici, parenti e sconosciuti i vantaggi di questa buona pratica. Una vera e propria evangelizzazione per convertire chi non legge, o chi guarda al libro con diffidenza e poca curiosità; ma forse, come dice il nome stesso dell’iniziativa, bisogna prima trovare un senso e un perché per approcciare l’universo letterario. Per tutti, fedeli e non, l’appuntamento con i protagonisti dell’iniziativa è in piazza Gae Aulenti a Milano, per una serata di parole, confronto e idee; evento meritevole anche di diretta tv, su Rai3.

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