5 libri che potrebbero diventare videogiochi e 5 videogiochi pronti per essere libri5 min read
Reading Time: 4 minutes
Ci sono certi videogiochi che con il mondo della narrazione scritta hanno veramente poco a che fare. Parlo di quei titoli basati sulla compulsione, sui riflessi, la rapidità con cui si schiacciano i tasti. Molti sparatutto in soggettiva, ad esempio. Ci sono altri titoli, invece, che hanno una forte componente letteraria e verrebbe quasi voglia di ritrovarli in romanzo dopo averli letti. Viceversa ci sono alcuni romanzi che hanno in sé del potenziale videoludico. E non parlo necessariamente di romanzi sci/fi o fantasy, due generi che dilagano sugli scaffali dei negozi di videogiochi, ma di opere la cui struttura e il cui ritmo potrebbero essere ritradotti in un prodotto da console.
Ecco 5 opere letterarie che si prestano bene a diventare videogiochi e altrettanti videogiochi che hanno in sé un libro (e aspettano magari che un autore di fanfiction cominci a scriverlo).
5 LIBRI PRONTI PER DIVENTARE VIDEOGIOCHI
Odissea – Omero
Il poema omerico secondo me è un perfetto platform. Il singolo eroe, Ulisse, procede di prova in prova fino al boss finale, ovvero i proci invasori. In ogni prova – isola – si deve cimentare col boss di turno per passare di livello e guadagnare poteri. Varie le abilità che deve assimilare per arrivare alla fine: guerra, navigazione, astuzia, resistenza alle tentazioni eccetera.
Divina Commedia – Dante Alighieri
Per la verità un videogioco su questo poema è già stato prodotto, Dante’s Inferno. Io però, più che sui diavoli da scannare, mi concentrerei sull’ambientazione e la struttura del poema dantesco. Ne farei anziché un picchiaduro, un prodotto immersivo, d’avventura, con indovinelli da sbloccare via via che si passa di girone e poi si prosegue sulla strada del paradiso terrestre e del purgatorio, verso Dio. Qualche mostro da abbattere sì, ma senza esagerare.
Orlando Furioso – Ludovico Ariosto
Altro platform in cui un eroe, in questo caso un cavaliere, deve affrontarne di tutti i colori per rinsavire. Ne farei un power up sul genere di Maximo (o Ghost’n Goblins).
Trilogia dei nostri antenati – Italo Calvino
Ovvero Il barone rampante, Il cavaliere inesistente e Il visconte dimezzato. I tre più bei romanzi di Italo Calvino sono anche i più giocosi: un barone che balza di albero in albero senza posare più piede a terra, un visconte che cerca la propria metà, un cavaliere senza corpo. Perfetti per dei videogiochi.
Il nome della rosa – Umberto Eco
L’ambientazione è quanto di meglio per un action adventure sul genere dei primi Resident Evil (Code Veronica per intenderci) o Silent Hill: un frate è chiamato a indagare per i labirintici corridoi e le stanze di un oscuro monastero tra i cui monaci si cela un terribile assassino. Aggiungiamoci qualche creatura maledetta tipo zombie o un mostro del folclore medievale che il nostro Guglielmo da Baskerville deve ammazzare prima di essere morso, e il prodotto è fatto.
5 VIDEOGIOCHI PRONTI PER DIVENTARE LIBRI
Ico
Questo videogioco d’avventura (foto in alto), dall’ambientazione affascinante, è quanto di più bello abbia inserito in console nei miei anni di videogiocatore. Ambientazione perfetta (una fortezza immensa e labirintica), un ragazzino e una ragazzina che fuggono oscure presenze, una strega cattiva. Potrebbe venirne fuori un fantasy anomalo, molto poetico. Oppure una fiaba sul genere di quelle dei fratelli Grimm.
GTA
La saga di Grand Theft Auto potrebbe ispirare un James Ellroy, perché no? Avete letto American Tabloid? E L. A. Confidential? Sono romanzi thriller dalla scrittura serrata e dove si inscena una violenza improvvisa e traumatica. Pura adrenalina. Proprio come il giocatore in GTA si diverte a compiere le peggiori scelleratezze, nei suoi libri Ellroy si diverte a raccontare il lato più marcio dell’America inscenando storie pazzesche e verosimili.
Resident Evil
Lo so, ci sono già dei libri che si ispirano alla celebre saga horror, ma secondo me in modo sbagliato. Da grande appassionato di questo brand ho provato ad avvicinarmi alla sua versione scritta, ma rimanendone sempre deluso. Resident Evil, almeno per quantoriguarda i primi titoli, diciamo fino al 4, meriterebbe una penna d’autore, un Tommaso Landolfi o uno Stephen King. Perché in alcuni capitoli questo videogioco vantava una grafica immersiva, un’ambientazione così persuasiva da far passare in secondo piano gli zombie. Parlo dei corridoi con pavimenti a scacchiera di Code Veronica o della fortezza piena di stanze segrete di Resident Evil 4.
The Last of Us
C’è un romanzo di un autore mai del tutto riconosciuto, Guido Morselli, che si intitola Dissipatio HG (dove HG sta per Human Generis). Parla di un aspirate suicida che decide di togliersi la vita annegandosi in un lago sotterraneo. Ma invece di portare a termine il suo intento si addormenta sulle sponde, quando si sveglia, esce dalla grotta e trova il mondo completamente disabitato. Durante il sonno la specie umana si è estinta e lui passa il tempo a vagare in cerca di una spiegazione. Scenario analogo è quello di Fine dello spagnolo David Monteagudo: un gruppo di amici si ritrova in un casolare di campagna, poi scoprono l’indomani mattina, che il resto della specie umana è sparita e anche loro cominciano a sparire uno ad uno. Due scrittori del genere si presterebbero benissimo a scrivere un romanzo dagli scenari desolanti e post apocalittici che troviamo in The Last of Us.
Metal Gear
Solid Snake è una fusione di Jena Plinsky e James Bond. Un agente segreto infiltrato, ma non solo, un ribelle, l’ultimo dei romantici, un guerriero che combatte per la pace. Per descriverlo ci vorrebbe veramente una penna sì da best seller, ma versatile, attrezzata su più fronti: il thriller per costruire trame di spionaggio, la fantascienza perché tra la tuta che rende invisibile e altri gadget l’eroe della Konami ha spesso strizzato l’occhio a questo genere letterario, e psicologico perché quella di Snake è l’anima di un guerriero traumatizzato.
Solo cinque libri e cinque videogiochi…
Ovvio che ce ne sono tanti altri.
Avete titoli da suggerire?