Boxe e letteratura: i libri per prepararsi al mega fight Mayweather-Pacquiao3 min read
Reading Time: 3 minutesIl 1 maggio si terrà l’Expo a Milano e speriamo vada bene, ma l’attenzione mondiale sarà subito dirottata il giorno dopo su un altro evento, l’incontro di boxe tra i due pugili migliori in questo momento Floyd Mayweather Jr e Manny Pacquiao. Lo so che suona strano parlare di boxe, ma se allarghiamo i nostri orizzonti, superiamo i confini nazionali, ciò che il mondo – non solo sportivo – sta aspettando è il mega fight atteso da tutti i fan per da più di cinque anni e che finalmente diventerà realtà il 2 maggio, a Las Vegas.
Attorno all’evento girano cifre da capogiro che la serie A – specie di questi tempi – può solo sognare. Tanto per dire, ad oggi si sa che il pugile afroamericano Mayweather (47 incontri, tutti vinti di cui 26 per ko) prenderà come ingaggio per questo match 120 milioni di dollari mentre il filippino Pacquiao (57 vittorie, 38 per ko, 5 sconfitte, un pari) 80 milioni.

Tenete conto che il match si disputerà per un massimo di 12 riprese da 3 minuti ciascuna intervallate da break di un minuto. Quindi per un evento di poco meno d’un’ora questi due si vedranno cadere addosso una pioggia di milioni. Nessun incontro del passato è paragonabile a questo che pure non si disputa per le corone dei pesi massimi (la categoria che raccoglie più pubblico), ma welter. Si parla di oltre 700 giornalisti che si sposteranno per assistere al match e riportarlo dal vivo, e biglietti che partono da 1000 dollari per arrivare a 5000 (ma si pensa che nel tempo il prezzo salirà vertiginosamente).

Ora vi chiederete: ma perché in un social di letteratura si parla di boxe? Perché da appassionato di letteratura e di boxe, almeno nella mia memoria di lettore, penso che la “nobile arte” come viene chiamato il pugilato, rimanga lo sport che sulla pagina – e non solo, vedi Rocky – si è espresso meglio. Più del calcio, troppo intellettuale, secondo me, troppo parcellizzato tra i 22 giocatori disposti sul campo, la boxe è metafora della vita. Antagonismo di un uomo contro un altro e contro se stesso. Tecnica e passione, astuzia e coraggio. La grande arte è fatta sempre di due elementi, è ambivalente e così è il pugilato.

La prova di quello che dico sono le tante testimonianze letterarie sulla boxe. Una su tutte, Cinquanta bigliettoni di Ernest Hemingway, splendido racconto di un pugile fallito, oppure Il professionista, romanzo di W. C. Heinz. Numerose le penne che si sono prestate a descrivere i grandi pugili, Mailer con Ali in La sfida, Joyce Carole Oates con Tyson. Poi, certo, il cinema, Toro scatenato, Cinderella Man e il già citato Rocky.
E poi abbiamo un italiano. Colgo l’occasione di questo match imminente per consigliarvi un autore toscano, già affermato (la sua opera più letta forse è I Cariolanti) ma che me meriterebbe molta più attenzione di quella che ha e che tempo fa si cimentò in un riuscitissimo romanzo breve (o racconto lungo) sulla boxe: parlo di Sacha Naspini e del suo Cento per cento (Perdisa Pop, 4,20 euro in formato Kindle).

Poco più di 100 pagine che scorrono che è una bellezza dove si racconta la storia di Dino Carrisi, immigrato italiano negli State, pugile di incontri clandestini fino ad approdare al match per campione del mondo. Lo stile è diretto e molto colloquiale, anche perché il romanzo è in forma di intervista e la voce dell’io narrante ci dona un personaggio davvero umano e strepitoso nei suoi pregi e difetti.
Dunque, ecco il mio consiglio per il 2 maggio: non perdetevi quello che è già stato definito l’incontro del secolo, anche se non siete appassionati di pugilato, l’immediatezza e la bellezza di questo sport ve lo faranno subito piacere. E per riscaldamento leggete questo notevole romanzetto e magari Cinquanta bigliettoni di Hemingway e… fuori i secondi!