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Storie d’amori digitali (malati) e altri spam3 min read

10 Marzo 2015 3 min read

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Storie d’amori digitali (malati) e altri spam3 min read

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Articolo di Paolo Armelli per Wired.it
Uno degli ambiti che, al giorno d’oggi, più inquieta molte delle persone che hanno a che fare coi media digitali  è il rapporto e il peso che questi vanno via via assumendo nella nostra sfera più intima. Come invadono la nostra privacy, come gestiscono le nostre informazioni e i nostri ricordi, come ci rappresentano agli occhi degli altri, come interagiscono coi nostri affetti più cari. Al netto delle esagerazioni e generalizzazioni eccessive, non stupisce che la letteratura si interroghi su queste questioni, declinando anche le storie d’amore e di vita personale in salsa social, non senza ombre e spigolosità.
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Un esempio riuscitissimo è Confessioni di uno spammer del brillante scrittore Claudio Morici, pubblicato dalle Edizioni e/o. La storia è proprio quella di uno spammer pentito che ruba gli indirizzi di tutte le persone a cui quotidianamente spediva messaggi trabocchetto, iniziando a inviare prima una e poi molte e-mail di scuse. Ne nasce una confessione a cuore aperto, costruita mail dopo mail, dove il diffusore di spam racconta i motivi e le disperazioni che l’hanno portato a quell’attività: ovviamente a monte di tutto c’è una donna in difficoltà. Ma non è la solita storia strappalacrime: il libro ha un finale genialmente costruito, che lascerà sorpresi, divertiti e anche un po’ confusi i lettori.
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Non di amore, ma di identità e di affetti, parla invece Prendi la mia vita dell’esordiente Lottie Moggach (Editrice Nord), titolo che ha mandato in visibilio lo scorso anno i giornali inglesi fra cui l’Observer. Il pressuposto della storia è effettivamente intrigante: Tess, una donna che dalla vita pare aver avuto qualsiasi cosa ma nasconde profondi e oscuri segreti, decide di abbandonare tutto e tutti e di farsi sostituire “virtualmente” da Leila, una giovane introversa e solitaria che vive solo di fronte al computer rifuggendo ogni contatto umano. Leila dovrà apprendere ogni informazione sulla vita e la personalità di Tess (dalle password alle canzoni preferite fino ai dettagli più intimi della sua famiglia e dei suoi amici) per poi continuare a impersonarla nelle interazioni online con chi la conosce. Il tema è quello della possibilità di assumere completamente l’identità di un’altra persona, almeno online: eventualità inquietante eppure non così lontana dalla realtà.
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Altrettanto inquietante, ma avvolto da una scrittura precisa, graffiante e piena di ironici riferimenti pop, è Tu (Mondadori). Il romanzo è stato scritto da Caroline Kneps, autrice di telefilm americani e collaboratrice di numerosi siti di spettacolo e gossip. La storia è incentrata sull’ossessione che un librario, Joe, sviluppa nei confronti di una sua cliente casuale, Beck. Quello che inizia come un flirt genuino e assolutamente “analogico”, si trasforma in un dramma della gelosia e del possesso in cui a farla da padrone sono le informazioni private che Joe riesce a estorcere da Facebook, mail e cellulari della donna. La sua perversione si nutre ed è calibrata da questo stalking digitale. La forza del romanzo sta tutta nel continuo rimbalzo fra la lucida e spietata malattia ossessiva del giovane e la sua intelligenza quasi acuta e bisognosa d’affetto: una contraddizione che tiene incollati fino all’ultima pagina.
In generale otrebbe sembrare che questi libri prendano origine da un partito preso: che Internet, cioè, faccia male alle relazioni e alle vite delle persone, le snaturi, le renda più fragili. Anche se in parte questo è vero, il punto interessante sembra qui un altro: ovvero il modo in cui la letteratura sia estremamente attenta a come cambia il modo di interagire delle persone. Lo è sempre stata, del resto, e il mondo del digitale e del virtuale apre una serie di variazioni e di nuove formule – nelle relazioni come nella scrittura – che i libri finalmente stanno tracciando con estremo e crudo realismo.

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