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Kurt Vonnegut sull'odio e l'età adulta4 min read

2 Febbraio 2015 3 min read

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Kurt Vonnegut sull'odio e l'età adulta4 min read

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Va bene, la tecnologia e Internet hanno distanziato di parecchie lunghezze la carta stampata, ma oggi c’è un buon motivo per comprare un giornale e sporcarsi le mani d’inchiostro: la pagina R2/Cultura di Repubblica riporta un discorso pronunciato da Kurt Vonnegut nel 1978. Se non sapete chi è Kurt Vonnegut correte in libreria e comprate Mattatoio n. 5, il più bello, divertente, amaro, profondo romanzo pacifista che io abbia mai letto, oltre che un bell’esempio di fantascienza satirica. Oppure Le sirene di Titano altro romanzo di fantascienza contro la guerra e gli assolutismi tipo la religione. Vonnegut, come lui stesso amava definirsi, è stato un’umanista e i suoi libri sono pieni di umanità dove alla tragedia si mescola l’ironia. Vonnegut è stato anche un precursore, nelle sue opere troviamo quell’ibridazione di più generi e un senso dell’assurdo che oggi si riscontra in numerosi romanzi.
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Il pezzo di Vonnegut pubblicato oggi da Repubblica parla di riti di passaggio all’età adulta e dell’odio. In sostanza l’autore spiega come la guerra, ai suoi tempi, fosse giudicata il vero rito di passaggio capace di garantire la maturità e di come oggi, erroneamente, molti opinionisti giudichino i giovani – che non hanno una guerra da combattere e non hanno il “lusso” di garantirsi l’età adulta attraverso un vero rito di passaggio –  facili alla noia.
Vonnegut è critico verso questo approccio psicologico. Secondo lui i giovani di oggi – cioè del 1978, ma nemmeno i giovani del Duemila hanno una guerra da combattere, almeno non ancora – non sono meno uomini di quelli della sua generazione. Semplicemente non hanno l’odio come carburante che li fa muovere, agire e sentire adulti (in una maniera spesso distruttiva).
Ecco su questo punto il discorso di Vonnegut è datato rispetto ai tempi in cui fu pronunciato e ai giovani a cui era dedicato: penso che i giovani di oggi, ma forse tutti, abbiano odio da vendere, come carburante. La crisi, l’intolleranza, il fanatismo religioso, la disoccupazione. C’è un odio generalizzato, forse meno nobile e focalizzato di quello che un tempo un soldato americano provava nei confronti dei nemici. Un odio liquido, come tutto in questi tempi di Internet e sovra informazione, start-up e disoccupazione, che non ci fa sentire più adulti solo più arrabbiati e scontenti.
Di seguito alcuni estratti dal capolavoro dell’autore americano.
CITAZIONI DA MATTATOIO N. 5
E io mi domandai rispetto al presente, quanto vasto fosse, quanto profondo fosse, quanto fosse mio.

Vista a rovescio da Billy, la storia era questa: gli aerei americani, pieni di fori e di feriti e di cadaveri decollavano all’indietro da un campo di aviazione in Inghilterra. Quando furono sopra la Francia, alcuni caccia tedeschi li raggiunsero, sempre volando all’indietro, e succhiarono proiettili e schegge da alcuni degli aerei e degli aviatori. Fecero lo stesso con alcuni bombardieri americani distrutti, che erano a terra e poi decollarono all’indietro, per unirsi alla formazione. Lo stormo, volando all’indietro, sorvolò una città tedesca in fiamme. I bombardieri aprirono i portelli del vano bombe, esercitarono un miracoloso magnetismo che ridusse gli incendi e li raccolse in recipienti cilindrici di acciaio, e sollevarono questi recipienti fino a farli sparire nel ventre degli aerei. I contenitori furono sistemati ordinatamente su alcune rastrelliere. Anche i tedeschi, là sotto, avevano degli strumenti portentosi, costituiti da lunghi tubi di acciaio. Li usavano per succhiare altri frammenti dagli aviatori e dagli aerei. Ma c’erano ancora degli americani feriti, e qualche bombardiere era gravemente danneggiato. Sopra la Francia, però, i caccia tedeschi tornarono ad alzarsi e rimisero tutti e tutto a nuovo. Quando i bombardieri tornarono alla base, i cilindri di acciaio furono tolti dalle rastrelliere e rimandati negli Stati Uniti, dove c’erano degli stabilimenti impegnati giorno e notte a smantellarli, e separarne il pericoloso contenuto e a riportarlo allo stato di minerale. Cosa commovente, erano soprattutto le donne a fare questo lavoro. I minerali venivano poi spediti a specialisti in zone remote. Là dovevano rimetterli nel terreno e nasconderli per bene in modo che non potessero più fare male a nessuno.

Billy è andato a dormire che era un vedovo rimbambito e si è risvegliato il giorno delle sue nozze. Ha varcato una soglia nel 1955 ed è uscito da un’altra nel 1941. È tornato indietro da quella porta e si è ritrovato nel 1963. Ha visto molte volte la propria nascita e la propria morte, dice, e rivive di tanto in tanto tutti i fatti accaduti nel frattempo.
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