blog di Alberto Grandi
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Quel bugiardo di Salvini, quel mediocre di Houellebecq e quell'onesto artigiano della parola scritta di Zafón3 min read

16 Gennaio 2015 3 min read

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Quel bugiardo di Salvini, quel mediocre di Houellebecq e quell'onesto artigiano della parola scritta di Zafón3 min read

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Quanti libri leggono i politici all’anno? Di sicuro Salvini della Lega meno di quanto vuole far credere, almeno stando all’ultima gaffe su Twitter in cui è inciampato. I fatti: all’Europarlamento il 13 gennaio durante il discorso finale di Renzi sul semestre italiano il premier cita Ulisse. Il leader della Lega Matteo Salvini gli dice: «È il deserto, non ti ascoltano neppure i tuoi». La controrisposta di Renzi: «leggere più di due libri è difficile per alcuni di voi, lo capisco…».
Salvini usa Twitter per cinguettare all’attacco e posta le copertine di due romanzi che sta leggendo, Mondo nuovo di Aldous Huxley e Sottomissione di Michel Houellebecq, romanzo a causa del quale lo scrittore francese è stato minacciato dagli integralisti islamici.
Purtroppo Sottomissione non era ancora in libreria al momento di venire twittato, e così Salvini è diventato il politico che «legge i libri del futuro». Il leader del Carroccio toglie la copertina del libro che non avrebbe mai potuto leggere, ma lo sputtanamento è ormai avvenuto.
La cosa triste, oltre alla menzogna, è com’è stata concepita. Salvini ha scelto due libri che gli facessero fare bella figura: Mondo nuovo (chissà poi se lo ha letto) che è un romanzo politico, o meglio, fantapolitico perché immagina una società basata sulla logica della produzione in serie e Sottomissione, il romanzo del momento, contemporaneo in quanto non lo si può non associare alla strage di Charlie Hebdo.
epic-fail-salvini
La letteratura non è un obbligo. Personalmente sono contro chi si lamenta che gli italiani comprano e leggo pochi romanzi spiegando così la loro ignoranza. L’ignoranza si misura con la scarsa conoscenza e il poco rispetto che si ha della società in cui si vive, quindi ignorante è il cittadino che non paga le tasse, il politico che dice bugie agli elettori (comprese quelle che vorrebbero farlo apparire colto, ma alla fine sono le meno gravi, dai…). Uno può passare il tempo in altro modo che leggendo un libro e nessuno gli direbbe nulla.
Comunque, io l’ho letto (credetemi!) Mondo nuovo di Huxley e non l’ho trovato così bello come molti sostengono. Di Houellebecq mi è bastato leggere Le particelle elementari; libro di cui tutti parlarono a suo tempo, ma che mi sembrò contenere poca letteratura e molta politica, poca furia dirompente e molta provocazione pianificata. Una furbata pronta e impacchettata per giornalisti che abbiano voglia di misurarsi, giocare ai futurologi eccetera. Un romanzo di idee, quelle stesse idee che Louis Ferdinand Céline (un autore troppo politicamente scorretto perché Salvini ammetta di leggerlo, se mai lo facesse), maestro dello stile, odiava.
Insomma, Salvini secondo me se avessi twittato come libro L’ombra del vento di Zafón che su Facebook avevi definito tra i più bei belli della tua vita – e io sono sicurissimo che tu lo abbia letto – magari scrivendo con candore che ti era piaciuto così tanto che lo stavi leggendo per la seconda volta, non avresti fatto brutta figura. Zafón non è Dante, non gode l’attenzione politica di Houellebecq, né il prestigio di Huxley, ma, a suo modo, è un onesto scrittore, un artigiano della parola scritta e serve bene il suo scopo: fare della lettura un intrattenimento.
Segui i tuoi gusti, Salvini, anche se sono un po’ naïf, gli elettori lo apprezzeranno più che le pose da uomo colto che denotano una sottomissione sì, non alla cultura, ma al complesso dell’ignoranza.
Segui la forza!
zafon

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