FantasyContest: chiarimenti su voto e selezione della rete3 min read
Reading Time: 3 minutesAlla mezzanotte del 16 ottobre, le iscrizioni al FantasyContest (#fantasycontestpennematte) verranno chiuse. Al momento – mezzogiorno, martedì 7 ottobre – si contano in home page 100 opere. La risposta degli autori è stata entusiastica e conto che continui ad esserlo. Riguardo ai voti, regna un po’ di confusione. Come già detto e ripetuto più volte, una prima selezione la fanno – la stanno facendo – gli utenti. Come? Esprimendo il loro parere favorevole sulla singola opera. E come si esprime il parere favorevole? Cliccando sull’icona “capolavoro”. Le opere che hanno totalizzato maggiori feedback positivi, verranno consegnate nelle mani di una giuria tecnica che selezionerà la migliore. Il problema è che alcune opere hanno totalizzato anche feedback negativi. Accanto all’icona “capolavoro”, si trova “cartastraccia”. E molti utenti l’hanno cliccata.

Quando il sito è stato lanciato, non sapevo che avrebbe ospitato un concorso di autori insieme a Wired e Lucca Comics. Le icone non avevano la funzione di selettore ma di strumento (un po’ altisonante, lo ammetto) per esprimere il gradimento o meno di un’opera. In teoria, al momento di lanciare il concorso, sarebbe stato opportuno eliminare l’icona “cartastraccia”, ma mea culpa, la cosa non è stata fatta. Quindi come considerare tale icona? Se un utente ha 1000 “capolavoro” e 999 “cartastraccia” è come se avesse un solo “capolavoro”? Risposta: NO. Quello che conta, come specificato nel primo post che annunciava la gara, sono i “capolavoro”. I “cartastraccia” verranno considerati come una sorta di “alert”. Se un’opera ha totalizzato 1000 “capolavoro” e 999 “cartastraccia” i “capolavoro” rimarranno l’unità di misura della reazione suscitata online. I “cartastraccia” mi spingeranno a leggerla attentamente per capire cosa c’è che non va. Sono un punto esclamativo. Una spia luminosa che mi avverte che bisogna dare una seconda controllata al motore, allo stesso modo dei commenti alle opere, ma non sottraggono voti.

Come tutti sappiamo, la rete non è così democratica come vorremmo che fosse. Wired e Penne Matte non hanno peccato d’ingenuità nel momento in cui hanno deciso di coinvolgere gli utenti in una prima selezione delle opere. Sappiamo benissimo che molti “capolavoro” sono stati assegnati da amici e parenti. Così come sappiamo benissimo che molti “cartastraccia” sono stati assegnati da nemici (parenti e non) col solo scopo di penalizzare un autore a prescindere dal valore letterario della sua opera. La selezione della rete è stata una scelta inevitabile per due motivi. Uno di ordine tecnico: nessuna giuria che conta tra i propri ranghi nomi di autori “impegnati” come Licia Troisi e Alan D. Altieri, accetterebbe l’impresa di leggere e valutare più di 100 opere lunghe potenzialmente 20mila battute in poco più di un mese. L’altro, più umano: questo è un contest ospitato dalla rete e a cui partecipano autori che scrivono e pubblicano soprattutto in rete.
È giusto che a giudicarli siano anche gli utenti.
Infine, sì, forse siamo un po’ ingenui, speriamo che parte dei “capolavoro” siano ispirati da un genuino riconoscimento al valore letterario. Detto questo, sulla selezione della rete, noi redazione di Wired abbiamo comunque l’ultima parola. Mi spiego: il sottoscritto, che fa parte della giuria ed è anche amministratore di Penne Matte, in questo contest ricopre un po’ il ruolo di lupo a guardia del bosco.
Mi spiego: sto leggendo tutte le opere in concorso. Perché?
Prima di tutto perché mi diverte e poi per controllare che nessun malintenzionato sconfini.
Opere offensive, troppo volgari, zeppe di errori o suscettibili, in qualche modo, di urtare la sensibilità dei lettori, non passeranno in finale, a prescindere dal favore della rete.
Opere che io personalmente ritengo meritevoli di andare in finale, ma non hanno totalizzato abbastanza “capolavoro”, non passeranno la selezione della rete.
Tutto chiaro?
Se avete altre domande, mi trovate al seguente indirizzo:
penne.matte@gmail.com