Il romanzo dell'orsa Daniza, la vita oltre la cronaca2 min read
Reading Time: 2 minutesIl fatto risale a ormai qualche giorno fa: in Trentino una mamma orsa viene accidentalmente uccisa da una dose di anestetico troppo pesante. Morendo lascia i suoi cuccioli soli, orfani di un mondo dove gli animali hanno sempre meno posto e quella tra la natura e l’uomo somiglia a una battaglia persa (per la natura).
Conosciamo il nome dell’orso: Daniza. La sua morte ha sconvolto la rete, movimentato eserciti di twittaroli, seminato post di sdegno su Facebook eccetera.
L’Italia si è scoperta di colpo paese di ambientalisti?

Non lo so. Vi dirò, sulle prime sono rimasto disorientato da tanto cordoglio per un orso, un animale vittima come altri della difficile politica di ripopolamento e dello scarso rispetto che la specie dominante di questo pianeta mostra per i suoi coinquilini. Ho pensato si trattasse di un caso di isteria mediatica. Poi, leggendo le tante opere fantasy postate dagli utenti che partecipano al contest letterario di Wired e Penne Matte, opere che parlano di goblin, draghi, creature strane, bestie che possono appartenere alle giungle della narrativa fantastica come ai nostri sogni, credo di aver compreso il motivo per cui l’Italia si è sciolta in lacrime per Daniza. E alla fine si tratta di un motivo semplicissimo: quello di Daniza non è solo un fatto di cronaca ambientalista, ma una parabola; possiede in sé la forza narrativa di uno straordinario racconto o di un romanzo pieno di metafore dove le bestie ci ricordano chi siamo, tipo La fattoria degli animali di George Orwell.
La vicenda di Daniza è fuori dal tempo ed era già scritta dentro di noi prima che accadesse. E’ quella di una madre che lotta per la prole e viene uccisa dall’indifferenza del mondo che la circonda o dalla troppa paura per ciò che è libero e selvaggio. E’ la storia di un animale che non può far valere il proprio diritto di esistere. E’ anche la storia di un mondo troppo civilizzato, soffocato dal progresso dove la nostra parte selvaggia e sentimentale, se vogliamo fantasy, ha sempre meno spazio per esprimersi.
Forse per questo il genere fantasy incontra così tanto favore presso i lettori, oggi: non è semplice evasione, ma racconta storie semplici e vere, mettendo in scena archetipi che una società complicata e concentrata in se stessa non ci fa più vedere ma che esistono. E se non leggiamo ce ne ricordiamo solo quando succedono fatti come quello accaduto in Trentino.