Alberto Grandi
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Tutte le bestie del mio giardino

Racconti fantastici di orrore, amore e varia bestialità

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racconto Fantasy

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3 pensieri su “Tutte le bestie del mio giardino

  1. Emanuele Martini

    Il racconto è ben scritto per quel che concerne la tecnica narrativa.
    Unica nota si frammenta un po’ la sospensione dell’incredulità in vari punti.
    Ad esempio: “(…) corrisponde a 9,80665 m/s^2″
    Si tratta di un unità di misura terrestre, costruita a partire da sue standard creati da una popolazione (europei) in una specifica epoca (1800 circa), e che si appoggia su un modo di contare terrestre (base dieci, notazione posizionale). E’ un po’ come se nel decamerone leggessimo la parola Spoiler e nel signore degli o Gengis Khan in una storia cavalcasse urlando “Boia dé!”.
    Essendo alieni antropoidi, quello che farei io nel tuo caso è decidere il numero delle loro dita (14?) e usare un espressione del tipo: “differisce da quella del nostro pianeta per meno di una parte su centonovantasei.”
    In questo modo si da un indicazione sul sistema numerico della specie (posizionale in base 14), sulla loro anatomia (7 dita per mano) e si svincola il testo dall’eurocentrismo non compromettendo la magia della credulità.
    Un altro punto in cui salta fuori la questione e nei: ” (…) 16.000 anni luce da trascorrere…”.
    Gli anni luce misurano la distanza non il tempo, è un po come chiedere “3 litri di Corrente” o un “Gigabite di pasta”, inoltre gli anni sono un unità di misura legata ad uno specifico pianeta in uno specifico sistema solare che ad essere precisi, al tempo dell’arrivo di Plagas, duravano anche un po’ di più che adesso.
    Anche in questo caso sfrutterei il problema come soluzione: 16.000 anni luce = TANTO = due vite di stella = un giorno di detenzione sul satellite-prigione deloria, abbastanta perché il sole della terra finisse il suo idrogeno.
    In questo seconda versione il trucco è che deloria, l’ipotetico pianeta-prigione, è un corpo in risonanza rotazione/rivoluzione con la sua stella.
    Praticamente mostra sempre la stessa faccia all’astro principale ruotando in maniera lentissima (come la luna fa con noi). Una chicca che può essere colta da chi sa un po’ di fisica e che crea una magia doppia.
    Complessivamente di metto 4 stelle: il racconto narrativamente non ha molto di migliorabile (scrivi già molto bene), ma essendo Sci-Fi forse andrebbe un po’ rassodato dal punto di vista scientifico e su quello della consistenza del mondo e dei termini.

    Ema

    PS
    Spero di aver contribuito costruttivamente al miglioramento del racconto, nella sezione Fantascienza se vuoi c’è anche qualcosa di mio, se ci butti un occhio e lasci qualche dritta anche tu fai solo piacere.

    1. Admin PenneMatte

      Wow che belle annotazioni!
      Grazie. In effetti ho una formazione umanistica al… 99,99%.
      Leggerò le tue opere, le mie annotazioni però, riguarderanno più la verosimiglianza del racconto che la fondatezza scientifica.

      1. Emanuele Martini

        Le più corte sono: De cartesii fallacis, Riccardo Cuor di Maiale e Vale Quantum Niente.
        Non sono versioni aggiornate perché le rimaneggio a momenti alterni, ma credo che il tipo di problemi che hanno non sia risolvibile con una semplice riscrittura.
        Se poi hai molto da criticare ti faccio avere anche una mail e dei .doc/.odt 😉