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Senza zucchero – L’ex migliore amico4 min read

11 Gennaio 2022 3 min read

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Senza zucchero – L’ex migliore amico4 min read

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È sera e Arturo siede in auto e guarda la finestra del quarto piano del palazzo, dall’altra parte della strada.

   La finestra del quarto piano del palazzo dall’altra parte della strada, è la finestra della sua camera da letto. Lui sa che sul suo letto, in quel preciso istante, sua moglie Gloria e il suo migliore amico Franco stanno facendo l’amore. Arturo lo sa. Ne è certo. Ha seguito Gloria. Ha finto di dover stare via un paio di giorni per motivi di lavoro, per darle modo di muoversi liberamente e Gloria lo ha fatto. Liberamente ha telefonato al suo amante, si è data appuntamento in un bar con lui e con lui ha raggiunto casa, alle sette e trenta di sera. Una volta dentro casa, Arturo, attraverso le finestre, ha visto le varie luci accendersi: quella della cucina, la prima stanza a cui si accede tramite la porta principale, quella del salone e infine quella della camera da letto, Quella della camera da letto è rimasta accesa un paio di minuti, poi si è spenta.

   A Gloria è sempre piaciuto fare l’amore a luce spenta.

   Arturo sospira.

   Non appena ha visto sua moglie e il suo migliore amico – ma forse, a questo punto, sarebbe il caso di parlare di ex migliore amico – ha avuto come un trauma.
   Sapeva che sua moglie lo tradiva, ma un conto è saperlo, un conto è vederlo, constatarlo con i propri occhi.

   Quando ha scoperto che lo tradiva con Franco, il suo amico di una vita, il suo testimone di nozze, si è sentito sull’orlo di un attacco di panico. Ma non è andato in panico. È rimasto dentro l’auto, posteggiata poco lontano dal bar, e ha visto, attraverso la vetrata, i due sedere a un tavolino, bere un drink e prendersi la mano. Poi li ha visti uscire dal bar e prendere un taxi. Arturo, allora, ha seguito il taxi a mano a mano che le ombre della sera calavano.

  Il taxi ha frenato davanti al suo palazzo. Sua moglie e l’amante sono usciti e sono entrati per il portone principale. Non hanno dovuto preoccuparsi di non essere visti dato che la portinaia aveva già staccato. E poi, in quel palazzo, in quell’elegante palazzo di Via Compagnoni, nella vecchia Milano, la gente si fa sostanzialmente i fatti propri. Hai un amante? Fai pure a noi non importa. Fatti tuoi. Basta che non dai troppo scandalo.

   Ora, Arturo è solo nella sua auto, ghermito dalle ombre della sera che è scesa completamente, lenta come una colata di inchiostro. È solo col suo dolore, la sua umiliazione. Sua moglie è come se non fosse più sua moglie. Non puoi amare una donna che ti tradisce col tuo migliore amico. Puoi odiarla e a volte l’odio è una forma alternativa di amore, d’accordo, ma non puoi amarla serenamente, col sorriso sulle labbra, ringraziando ogni giorno che Dio lascia cadere in terra di esserti svegliato accanto a lei, e quello è esattamente il tipo d’amore di cui ha bisogno un marito per vivere tutta la vita con la donna che si è scelto come moglie.

   Riguardo a Franco, come sua moglie ha smesso di essere sua moglie, anche lui ha smesso di essere il suo migliore amico, perché un uomo che ti fa da testimone di nozze e poi seduce e ti porta via la moglie di nascosto non è più un migliore amico. E allora che cos’è?

   Ad Arturo vengono in mente una serie di parole molto spiacevoli, parole sussurrate a fior di labbra, dentro l’abitacolo dell’auto, partorite dalla tenebra densa di livore in cui è immerso, poi, al termine di quella sequela di insulti, le labbra ne scandiscono un’ultima di parola, questa in modo chiaro, preciso, pulito.

   Un po’ come quando Arturo aveva detto “sì” davanti all’altare.

   “Vuoi tu prendere come tua legittima sposa la qui presente Gloria Gudelli, per amarla, onorarla e rispettarla, in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà, finché morte non vi separi?”

   E lui aveva detto: “Sì”, un sì puro come una goccia d’acqua di sorgente.

   E con la stessa purezza, Arturo, riguardo al suo ex migliore amico, dice: “Morto”.

   Un migliore amico che ti ruba la moglie, diventando un ex migliore amico, non può che, da ultima trasformazione, diventare un morto, già.

   “Morto” ripete Arturo, un’ultima volta, aprendo il cruscotto dell’auto e impugnando una pistola.

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