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Romanzi noir ambientati nella Stazione Centrale di Milano6 min read

7 Gennaio 2022 5 min read

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Romanzi noir ambientati nella Stazione Centrale di Milano6 min read

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Gente che va e che viene, poliziotti corrotti e onesti, delinquenti piccoli e boss di grosso calibro, uomini, donne, ragazzi di vita e studenti. Una stazione ferroviaria è un crocevia di vite ed esperienze e la Stazione Centrale di Milano lo è in modo particolare. Lo è per com’è fatta, un edificio labirintico, un’architettura fascista che si perde in propaggini che vanno ben oltre la facciata principale e lo è perché questo stesso luogo è stato battuto da numerosi autori di noir. L’ultimo è Jacopo De Michelis, autore che si è guadagnato la cover dell’inserto Sette del Corriere della Sera e che il critico Antonio D’Orrico ha definito (quanto provocatoriamente si vedrà) “il più grande giallista italiano”. È un primato difficile da ottenere dato che di crime novelist, negli ultimi anni, lo Stivale ne ha avuti e anche di parecchio buoni. Il mio preferito rimane Faletti, ma non c’è dubbio che autori fuori dagli schemi quali Camilleri abbiano dato il loro apporto. Tornando alla Stazione Centrale, difficile che un autore noir, specie se Milanese, resista al suo fascino. Qui di seguito trovate cinque titoli che hanno a che fare direttamente o indirettamente con quel luogo pieno di storia e di umanità.

La stazione, Jacopo De Michelis
Milano, aprile 2003. Riccardo Mezzanotte, un giovane ispettore dal passato burrascoso, ha appena preso servizio nella Sezione di Polizia ferroviaria della Stazione Centrale. Insofferente a gerarchie e regolamenti e con un’innata propensione a ficcarsi nei guai, comincia a indagare su un caso che non sembra interessare a nessun altro: qualcuno sta disseminando in giro per la stazione dei cadaveri di animali orrendamente mutilati. Intuisce ben presto che c’è sotto più di quanto appaia, ma individuare il responsabile si rivela un’impresa tutt’altro che facile. Laura Cordero ha vent’anni, è bella e ricca, e nasconde un segreto. In lei c’è qualcosa che la rende diversa dagli altri. È abituata a chiamarlo “il dono” ma lo considera piuttosto una maledizione, e sa da sempre di non poterne parlare con anima viva. Ha iniziato da poco a fare volontariato in un centro di assistenza per gli emarginati che frequentano la Centrale, e anche lei è in cerca di qualcuno: due bambini che ha visto più volte aggirarsi nei dintorni la sera, soli e abbandonati. Nel corso delle rispettive ricerche le loro strade si incrociano. Non sanno ancora che i due misteri con cui sono alle prese confluiscono in un mistero più grande, né possono immaginare quanto sia oscuro e pericoloso. Su tutto domina la mole immensa della stazione, possente come una fortezza, solenne come un mausoleo, enigmatica come una piramide egizia. Quanti segreti aleggiano nei suoi sfarzosi saloni, nelle pieghe dolorose della sua Storia, ma soprattutto nei suoi labirintici sotterranei, in gran parte dismessi, dove nemmeno la polizia di norma osa avventurarsi? Per svelarli, Mezzanotte dovrà calarsi nelle viscere buie e maleodoranti della Centrale, mettendo a rischio tutto ciò che ha faticosamente conquistato. Al suo ritorno in superficie, non gli sarà più possibile guardare il mondo con gli stessi occhi e capirà che il peggio deve ancora venire. “La stazione” è, allo stesso tempo, thriller e romanzo d’avventura. Mescolando i generi più popolari, Jacopo De Michelis continuamente apre e chiude davanti agli occhi del suo lettore le porte di storie differenti eppure sempre collegate, e lo conduce in giro per sotterranei favolosi e inquietanti.

La stazione, Jacopo De Michelis

Stazione Centrale ammazzare subito, Giorgio Scerbanenco
Nell’apparente quiete delle strade di Milano, uomini discreti si confondono con passo svelto nella folla. Dietro quei baveri alzati, criminali organizzati e piccoli teppisti progettano il prossimo colpo: che si tratti di una rapina a un distributore di benzina o di traffico di valuta internazionale, la polizia sembra sempre un passo indietro ai malviventi, che non esitano a usare la violenza per tutelare i propri interessi. Due storie poliziesche al ritmo di inseguimenti mozzafiato in una metropoli dalle mille sorprese: Giorgio Scerbanenco, il maestro del noir italiano, non sbaglia un colpo.

Stazione centrale ammazzare subito, Giorgio Scerbanenco

Il cacciatore di Caino, Fabrizio Carcano

Milano, gennaio 2020. In una chiesa a due passi da piazzale Loreto, mani ignote depositano un cellulare con un video di un inquietante duplice omicidio. La prima vittima è un sacerdote, esperto in esorcismi, con una croce rovesciata incisa sulla schiena. Il carnefice si presenta come Caino e annuncia nuovi delitti. Una donna danese viene uccisa a forbiciate, i capelli tagliati corti. È la firma del Viaggiatore, un serial killer che da anni sta insanguinando il Nord Europa. Esiste un legame tra il Viaggiatore e Caino? Ancora una volta toccherà al vicequestore Bruno Ardigò, il Cacciatore di Assassini, braccare questi mostri, scavando in un passato torbido. Un’indagine a sfondo religioso che si snoda in una Milano sempre più nera, tra il cimitero di Chiaravalle e i quartieri intorno alla Stazione Centrale, dove i murales dei sottopassi ferroviari raccontano gli intrecci e i misteri che legano i delitti.

Il cacciatore di Caino, Fabrizio Carcano

Nel nome di Ishmael, Giuseppe Genna
1962-2001: corre lungo questi quarant’anni la storia di due poliziotti, David Montorsi e Guido Lopez. Dagli ideali incorrotti e di promettente carriera l’uno, sbiadito dall’usura del mestiere l’altro. Ma è anche la storia di due uomini di Stato: Enrico Mattei, che col suo jet solca le speranze degli italiani, e Henry Kissinger, abile signore della pace e della guerra. Passato e presente si riallacciano anche in una serie di inspiegabili morti infantili. Chi uccide innocenti vittime, facendone il presagio di altre morti? E’ lui, Ishmael – potente, grande, infallibile – il vero protagonista del romanzo. Si muove nell’ombra, agisce al ritmo insospettabile dei grandi del Male. Perché “Ishmael, il più occulto, è davanti agli occhi di chiunque e nessuno lo vede”.

Nel nome di Ishmael, Giuseppe Genna

Omicidio alla Stazione Centrale, Cocco & Magella
Milano, 1992: uno sparo lacera la notte e la vita di due persone, ponendo fine alla discesa all’inferno di un uomo disperato. Più di vent’anni dopo, sul lago di Como, vicino a Villa d’Este, lo schianto di un’auto apre una nuova indagine per il commissario Stefania Valenti. Il legame tra i due fatti, in apparenza scollegati, è uno sconosciuto in coma all’ospedale. Ma chi è davvero la vittima? Qual è l’oggetto che i suoi misteriosi aggressori in motocicletta cercavano, e perché sono ancora disposti a uccidere per impossessarsene? Assieme ai fidi Lucchesi e Piras, Stefania porta alla luce un intrigo di avidità, tradimento e vendetta che comincia nella Milano degli anni Ottanta, tra i politici, i milionari e i faccendieri che frequentano l’ambiguo locale Metropolis, e che oggi allunga i suoi tentacoli verso un bottino che fa gola a tutti: l’Expo. Ma le verità che affiorano sono sempre più scomode e le gerarchie danno segni di nervosismo: forse stavolta la squadra dell’abile investigatrice è andata a infilarsi in una storia troppo grande? Nella seconda avventura del commissario Valenti, Cocco & Magella tornano a mescolare abilmente il passato e il presente del nostro Paese tessendo, tra lo sfolgorante scenario del lago e le ombre delle periferie urbane, una trama nera in cui nessuno è innocente.

Omicidio alla Stazione Centrale, Cocco & Magella
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