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Riscopriamo Chiara Palazzolo, una delle grandi autrici del fantastico italiano6 min read

5 Maggio 2021 5 min read

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Riscopriamo Chiara Palazzolo, una delle grandi autrici del fantastico italiano6 min read

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Articolo pubblicato su Wired e scritto da Giulia Caterina Trucano

Non mi uccidere, film gotico horror da poco in sala, girato da Andrea De Sica e con Alice Pagani e Rocco Fasani, può essere piaciuto o meno (a noi di Wired non tanto), ma ha comunque il merito di aver riportato all’attenzione del pubblico il nome di un’autrice prematuramente scomparsa, che firmò nel 2005, sette anni prima di lasciarci, il romanzo omonimo a cui è ispirato. Parliamo di Chiara Palazzolo e il pezzo che segue ha l’implicito invito a riscoprirla.

La Palazzolo, originaria di un paese in provincia di Siracusa, ma residente a Roma, è stata una delle migliori autrici gotiche italiane. La sua trilogia più famosa, che parla di morti, di ritornanti e relativi cacciatori, è sì un young adult, ma non aspettatevi Twilight, per favore. La Palazzolo immette in una classica storia d’amore e morte elementi alieni per le opere del genere, che di solito sono a veloce uso e consumo e del tutto stereotipate, la contamina con rimandi di antropologia e filosofia che possono soddisfare palati più raffinati.

Carlo Ginzburg e i suoi Benandanti sono una chiara fonte di ispirazione. Di certo un libro imprescindibile, I benandanti, Stregoneria e culti agrari tra il Cinquecento e il Seicento (2002,Einaudi), in cui Ginzburg analizza queste figure misteriose. Eretici per la chiesa, eroi per il popolo, i Benandanti sono entità tra luce e ombra. Sono stregoni malvagi o sono dediti a proteggere la popolazione – antesignani folkloristici di narrazioni moderne quali Buffy e la sua gang? La Palazzolo rielabora elegantemente questi temi, per metterli al servizio di una storia cupa, che parla di perdita, rinascita e angst adolescenziale.

Una scena tratta dal film Non mi uccidere

Mettendo da parte la sua trilogia più famosa, che appunto, consta di Non mi uccidere, Strappami il cuore e Ti porterò nel sangue, degni di nota sono i rimanenti, troppo pochi, romanzi. La Palazzolo esordisce con La casa della festa, un romanzo cupo e straniante, che prende il via da un lussuoso attico in cui una padrona di casa aspetta i suoi ospiti per una cena formale. Un connubio di scrittori, artisti, musicisti, professori universitari, che si ritrova per conoscere e scoprire il giovane romanziere del momento. Ma i segreti tra di loro sono tanti e mentre la serata prosegue, la casa in cui la comitiva sta mangiando si fa sempre più minacciosa. Strane presenze, strani rumori, apparizioni.

La follia, il tradimento, il rimorso, malattia e morte allungano i propri tentacoli sui commensali. Alcuni scamperanno alla resa dei conti, altri i conti li faranno con la pazzia e la disperazione, in un’opera che si svolge come uno spettacolo teatrale. Come se fossimo in un loggione, davanti a noi si aprono la cucina, la sala da pranzo, l’attico, la mansarda, lo studio e infine la serra, che diventano quinte per il dipanarsi di segreti orribili, i quali fioriscono o marciscono come le piante della padrona di casa, unica sua gioia in un matrimonio convenzionale e infelice. L’elemento fantasy, è svelato solo alla fine, in un raffinato gioco di rimandi e di vendetta, a lungo sopita, ma che arriverà implacabile. Senza spoilerare, la Palazzolo comincia qui la sua rilettura sapiente dell’archetipo della Strega, che avrà compimento nel suo penultimo libro.

Il libro successivo è I bambini sono tornati, (2003, Piemme) con cui partecipa allo Strega. È un romanzo crudele e freddissimo, grazie alla capacità della Palazzolo di mischiare un’ambientazione di provincia, normale, noiosa (di quel tedio che solo Guccini ha saputo descrivere così bene), a un’atmosfera minacciosa e angosciante e a fare diventare il tutto una realtà da incubo. La vita di una giovane madre prosegue serena: famiglia benestante, casa con villetta, tutti tipi di comfort e di relazioni che capitano a chi “si è sposata bene”, come dicevano le nostre nonne. Una vita sicura, una vita felice.

Ma un giorno, avviene un tragico incidente. Un incidente a cui lei non vuole credere, perché i bambini, ebbene sì, i bambini sono tornati. La vacuità dei rapporti umani, l’inutilità del conforto rispetto al lutto, l’ipocrisia e l’illusione di una vita borghese vengono usati dalla Palazzolo, come schermo per l’orrore e la pazzia che sono subito alle nostre spalle. Basta un piccolo passo, una deviazione dalla norma, e ci saranno addosso. Castle Rock, la Derry di It, Bangor, sono molto più vicini di quanto pensiate, la cittadina di provincia in cui vivete.

Ne Il bosco di Aus, del 2011, candidato allo Strega, la protagonista è Carla. Insegnante stressata dai tre figli e da un marito assente, compie un salto di classe sociale quando si trasferisce in una villa con parco al limitare del bosco, adiacente alle proprietà di un’anziana possidente sulla quale si narrano molte storie, ma che conduce vita ritirata. Da qui, la vita normale di una madre e moglie di provincia, che passa la giornata a recuperare i figli da una parte all’altra della cittadina in cui abita, precipita lentamente nel sinistro e nell’incubo. È in questo romanzo che la Palazzolo rivisita l’immagine della Strega, che si muove al limitare tra superstizione, fantasia e mito. Il quotidiano viene stravolto, la casa non è più rifugio ma elemento perturbante, anche un semplice tè con le vicine o una partita a carte diventano eventi pericolosi, in cui ci si può giocare la vita. Si aggira tra le pagine la figura di Ecate, Dea della luna e della notte. E delle streghe.

E fino all’ultima pagina non sapremo per chi tifare, chi è la strega, chi è il Male, laddove nessuno è privo di colpe, nessun personaggio ha la coscienza pulita. La Strega sono loro, la Strega siamo noi.
Di Chiara Palazzolo ci rimane un romanzo pubblicato postumo e che verrà presto ristampato: Amor panico. È la glaciale cronaca di una mattinata al mare, in piena estate, su di una remota spiaggia libera. Partendo da un intreccio che collega tra loro i diversi frequentatori della spiaggia e con un narratore esterno che li osserva di nascosto, la Palazzolo costruisce un’inquietante atmosfera dove “i dettagli del quotidiano diventano le mostruosità perturbanti dell’anima.”

Dice della Palazzolo Loredana Lipperini, scrittrice e giornalista, candidata allo Strega con La notte si avvicina: “L’abbiamo amata, abbiamo amato i suoi libri e li amiamo ancora. Per questo, il prossimo 6 maggio alle 19, saremo insieme, quattro per una. Con Stefania Auci, Eleonora C. Caruso e Giuliana Misserville, noi saremo insieme, per ricordarla”. L’incotro avverrà in un evento in diretta sulle pagine Facebook di Bookadvisor e Sem, in occasione della riedizione dei romanzi gothic dark della scrittrice, la cui trilogia verrà appunto ristampata dalla Società Editrice Milanese.

Un buon modo per ricordarla è rileggerla e amare i suoi romanzi. Perché, come ha scritto “…la volontà è più forte della morte. L’amore è volontà”.

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