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Edipo Robot, padri, figli e androidi2 min read

12 Giugno 2020 2 min read

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Edipo Robot, padri, figli e androidi2 min read

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Tra qualche giorno sarà disponibile il mio nuovo romanzo, si intitola Edipo Robot ed è pubblicato da Robin Edizioni. Si tratta di un romanzo di fantascienza, com’è facile intuire dal titolo e la parola “Edipo” può suggerire altre alcune che verranno sfiorate dalla trama. Tengo a precisare che non si tratta di un aggiornamento della tragedia di Sofocle in chiave fantascientifica anche se i rimandi al capolavoro greco sono tanti. Prima di tutto si parla di genitori e figli e di estraneità. Pensiamo di conoscere i nostri padri, pensiamo di conoscere i nostri figli ma credo chiunque sia stato colto dal sospetto che in realtà chi aveva davanti era un estraneo. Questo concetto di estraneità, di impossibilità di conoscersi, è enfatizzato nel romanzo, dalla presenza dei droidi che se da una parte sono simili agli esseri umani dall’altra diventano uno strumento di distanziamento dagli stessi.

I droidi di Edipo Robot sono come quelli de Il mondo dei replicanti (foto sotto), film scifi ispirato al fumetto Surrogates, ovvero sono macchine antropomorfe attraverso le quali, l’essere umano può vivere in remoto, e dunque vestire le sembianze di un giovane quando magari è un vecchio e di una donna quando magari è un uomo o viceversa. La trama procede su due binari che finiranno con l’incrociarsi. In breve e senza fornire troppe anticipazioni: un uomo di nome Giorgio vive connesso a un droide femminile per conoscere altri esseri umani di sesso maschile. Una sera, in un locale, si imbatterà in un uomo da cui si sente attratto ma che sospetta sia in realtà una macchina comandata in remoto dal padre. Nel frattempo, Milano (città in cui è ambientata la vicenda) è sconvolta dagli omicidi di un serial killer che si pensa adeschi e uccida le sue vittime collegato a un droide.

Il romanzo è ambientato in due tempi: la Milano del XXIV secolo e quella del XXV secolo. Una Milano popolata oltre che da droidi, da droni della sicurezza, da ologrammi che, nei cimiteri, ripropongono l’immagine del defunto e IA con cui gli esseri umani interagiscono di continuo. Come potete vedere il progetto grafico è già pronto e il tutto è appena stato inviato in stampa. Con questo romanzo torno alla fantascienza, genere che ho già esplorato con Nubila e che sento a me più affine.

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