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Il dono di Rachel, un romanzo sui robot atipico2 min read

21 Agosto 2019 2 min read

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Il dono di Rachel, un romanzo sui robot atipico2 min read

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Articolo pubblicato su Wired.it

Rachel Prosper, una donna geniale, che lavora nel campo della robotica e dell’intelligenza artificiale muore, colpita da aneurisma cerebrale. Le sopravvivono il marito Aidan e la figlia Chloe. I due senza la moglie-madre perfetta, faticano a tirare avanti. Soprattutto il marito, nonostante Rachel lo avesse sempre messo al secondo posto, dedicando tutta se stessa al lavoro. Un giorno, però, il padre e la figlia si vedono piombare in casa un androide che riprende esattamente le sembianze di Rachel e possiede un’intelligenza artificiale sofisticata, in grado di interagire in modo non scontato con gli esseri umani.

Se state pensando che Il dono di Rachel di Cass Hunter (Longanesi editore – bellissimo il titolo in inglese, The After Wife, purtroppo non replicabile in italiano), sia il solito romanzo su un robot troppo perfetto per non essere scambiato per umano, allora ci avete visto giusto. Ma, pensiamoci, che cos’altro si potrebbe raccontare di un robot? È dai tempi di Asimov che la fantascienza, quando parla delle macchine umanoidi, lo fa tirando in ballo da una parte il desiderio degli uomini di considerarle umane dall’altro il desiderio delle macchine di venire considerate alla stregua di esseri consapevoli. La questione, dunque, non è tanto quali temi tratti un romanzo sui robot quanto in che modo lo faccia, e Cass Hunter riesce a essere abbastanza originale da coinvolgerci.

Il romanzo sfugge a un genere preciso. La presenza di un androide potrebbe farlo ricadere nella fantascienza più pura, ma iRachel (questo il nome della macchina) finisce con l’essere più uno spunto per riflettere sulla difficoltà dei rapporti familiari e sull’elaborazione di un lutto che sulla pervasività della tecnologia. Alla fine il robot non è un sostituto sintetico della donna, ma una sua estensione. È come un computer animato che interagisce con Aidan e Chloe sbloccando in talune circostanze file audio e video che Rachel, consapevole che a causa di una malformazione cerebrale sarebbe potuta morire da un momento all’altro, aveva depositato nella sua IA come testamento emotivo da rilasciare in caso di morte.

Se il lettore, all’inizio, è portato a considerare l’androide come una minaccia all’integrità dell’essere umano, abituato in tal senso dalla fantascienza letteraria e cinematografica, oppure come un probabile sollazzo alle notti troppo solitarie di Aidan, poi si stupisce nel constatare che l’autrice lo tratta in tutt’altro modo. iRachel aiuta il padre e la figlia a reintegrarsi nel mondo e ad affrontare i loro problemi, umanissimi come una nonna che sta perdendo colpi, un lavoro precario e una migliore amica che ti delude.
Se siete lettori avidi di fantascienza, Il dono di Rachel si rivelerà una storia non scontata, se non siete lettori avidi di fantascienza, vi ritroverete tra le mani un libro che tratta di rapporti tra padre e figlia, litigi e rappacificazioni.
In entrambi i casi vale la pena leggerlo.

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