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10 romanzi di fantascienza italiana da leggere (per cominciare a leggere la fantascienza italiana)8 min read

25 Luglio 2019 7 min read

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10 romanzi di fantascienza italiana da leggere (per cominciare a leggere la fantascienza italiana)8 min read

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Prima di snocciolare la lista dei titoli, alcune premesse doverose. Si tratta di una lista personale. I consigli che potrei dare a un amico. Nessuna pretesa di imporre una top ten: non ne ho gli strumenti, né la voglia. Poi, quelli che consiglio non sono i migliori romanzi di fantascienza, ma titoli curiosi, particolari, che recano in sé – a mio modesto parere – un imprinting per cui solo in Italia potevano essere scritti. Si tratta di dieci libri che suggerisco nella speranza che la loro lettura smuova le acque stagnanti dell’indifferenza che, ingiustamente, circondano la fantascienza italiana, colpita dal pregiudizio che non possa essere buona fantascienza. Invece lo è, buona, e anche interessante proprio in quanto, se vogliamo, marginale, periferica (che poi il termine “periferico”, in tempi di globalizzazione, forse non ha più nemmeno senso usarlo). Ultima premessa: molti di questi titoli sono fuori catalogo o difficilmente reperibili. Purtroppo.

Memorie di un cuoco di astronave – Massimo Mongai
Su Mongai ho già scritto diverse volte. Passato a miglior vita qualche anno fa, fu un autore dalle capacità d’invenzione e di fabula che ricordavano lo Stanislaw Lem più fiabesco e umoristico (per intenderci non quello di Solaris). Il romanzo è un caso tipico di fantascienza italiana in quanto parla di cucina e lo fa servendoci, tra un capitolo e l’altro, improbabili (o forse probabilissime?) ricette del futuro. Ma quello che affascina è lo scoprire come la cucina diventi strumento di conoscenza di altre specie aliene. Rudy Basilico, il protagonista, cuoco di un’enorme astronave, difatti, si trova a cucinare per alieni diversissimi, per forma, gusti e modo di intendere il cibo, dalla specie umana a cui appartiene. Il romanzo, vincitore del premio Urania, emerge come un bestiario futuristico pieno di trovare e portato avanti da una scrittura sempre divertita.

Quarta dimensione – Lino Aldani
È un libro fuori catalogo. Quindi o avete la fortuna di trovarlo tra gli scaffali dell’usato oppure dovete bussare alla porta di una biblioteca. Ne varrebbe la pena perché questa antologia scritta da uno dei pionieri del scifi italiano, è davvero sorprendente. Scritta quarant’anni fa sembra firmata dal Lansdale migliore. Buonanotte Sofia, l’ultimo racconto, anticipa addirittura il cyberspazio. La prosa è sintetica e i plot ben calibrati. Certi racconti ibridano felicemente horror e fantascienza e per questo sembrano scritti oggi. Sempre di Aldani lessi anche il romanzo Quando le radici, ma senza lo stesso entusiasmo.

Gli scaduti – Lidia Ravera
Negli anni, l’autrice di Porci con le ali, ha definito un suo ambito narrativo e, di conseguenza, raccolto un suo pubblico fedele. La festa è finita, Il terzo tempo, Piangi pure sono tutti romanzi che parlano di vecchiaia, come affrontarla, il non facile compito di gestire il bagaglio dei ricordi, i rimpianti, i rapporti irrisolti e gli ideali falliti. La vecchiaia è anche al centro di questo romanzo che, paradossalmente, appartiene a un sotto genere che ha sempre fatto leva sulla giovinezza, sia come tema narrativo che come pubblico: la distopia. Il romanzo è attuale in quanto tratta il tema del confronto generazionale, lo scontro giovani-vecchi oggi, forse, più sentito che ieri, per quanto meno dibattuto e ideologicizzato. La trama in breve: nell’Italia europea del prossimo futuro, per decreto, a 60 anni si “scade”, si viene allontanati dalla società. Quando Umberto, impiegato statale di medio livello, raggiunge la fatidica età, non pare felice di essere rottamato. Si sente vivo, in grado di dare ancora molto al mondo. La ribellione di Umberto non tarda ad arrivare, e chi dice che un sessantenne non può fare la rivoluzione?

Dimenticami trovami sognami – Andrea Viscusi
Questo romanzo, a memoria il primo di un autore italiano pubblicato dalla piccola grande casa editrice Zona42 mi rimase impresso per tre motivi: lo stile neutrale, un po’ freddo; la vicenda assolutamente affascinante che tratta il tema del sonno prolungato visto come forma di viaggio spaziotemporale; il bellissimo termine “onironauta” che ho scoperto rifarsi a quelle persone che nei sogni sanno di stare sognando. È un romanzo di fantascienza interiore che gioca con temi immensi come il viaggio e l’origine del tutto, ma riuscendo a mantenere un misterioso equilibrio e a calare il personaggio in una quotidianità assolutamente non eclatante.

Nicolas Eymerich, inquisitore – Valerio Evangelisti
Il primo capitolo della saga, il primo romanzo di Evangelisti, quello che vinse il premio Urania e lo rese celebre. Come gli altri in cui compare il frate domenicano così rigido e spietato da apparire quasi cattivo, anche questo libro non è propriamente fantascientifico. Si svolge su tre livelli temporali. Il primo ci cala nel medioevo accanto a Eymerich che indaga su una misteriosa setta di neopagani, il secondo ai tempi di un fisico tedesco, Marcus Frullifer che elabora una teoria per spiegare fenomeni paranormali, il terzo nel futuro, a bordo dell’astronave Malpretuis, che viaggia verso un pianeta dove si manifesta la dea Diana. Il romanzo mescola con godimento del lettore, storia, teologia, politica e critica sociale. È intrattenimento puro e non a caso la sterminata produzione dell’autore mi fa pensare a lui come a un “Salgari contemporaneo”. Rimane l’originalità della sua prospettiva: mescolare più livelli temporali legati da un unico filone di indagine.

Infected Files – Dario Tonani
Uno degli autori scifi italiani più letti e apprezzati oggi, ha dato il suo meglio, secondo me, in questa antologia, una serie di racconti che sintetizzano il suo immaginario di carne e metallo fusi assieme, di macchine così evolute da diventare emotive e trasformarsi nell’anello più grande della catena alimentare, relegando l’uomo a preda. Siamo nell’ambito dell’hardware più che del software. Le macchine intelligenti e diaboliche segnano l’apice e poi la rovina della tecnologia umana. Lo sfondo sono le città verticali, fuori controllo nei cui bassifondi ristagna un’umanità miserabile, post catastrofe. Bello il primo racconto, Rigetto, che la vena horror dell’autore, confermata poi da Vangelo freddo ambientato in un mondo dove un serial killer uccide elettrodomestici. Ma tutte le storie offrono spunti interessanti.

Milano 2019, linea di confine – Roberto Perego
Credo che questo romanzo sia fuori catalogo. Chi riuscisse a reperirlo troverebbe la sua lettura divertente per vari motivi. Cominciano daquelli che esulano dalle abilità dell’autore: Milano 2019 è stato pubblicato nel 1999 ed è una testimonianza di come immaginavano il futuro (che poi sarebbe l’anno corrente) prima che succedesse… tutto. Sì, perché il romanzo è stato scritto (probabilmente qualche anno prima della sua data di pubblicazione) quando Internet era ancora agli albori, gli smartphone erano solo cellulari, il 2.0 non esisteva, né i social network o lo streaming e i ricordi digitali venivano impressi in CD-ROM e non riversabili da una chiavetta usb. Il romanzo è fortemente influenzato dalla letteratura cyberpunk e, per ambientazione metropolitana, da scenari suggeriti da film come Blade Runner o, per restare in patria, Nirnava. Detto questo, si tratta di una storia ben scritta, con un ritmo da hard boiled americano, frasi sintetiche e a effetto, e una vicenda che ruota attorno a una valigetta rubata.

Lo smeraldo – Mario Soldati
Romanzo atipico dell’autore piemontese per tematiche e ambientazioni, ma non per stile. Quello di Soldati è sempre stato fresco, diretto, scorrevole, caratteristiche che ritroviamo in questa onirica distopia italiana. La trama, in sintesi: il protagonista fa un sogno ambientato in un futuro inquietante. Il mondo è diviso tra confederazione del Nord dominata dai russi e basata sull’efficienza e la tecnologia e quella del Sud, dominata da arabi e cinesi, sostanzialmente contadina e agricola. L’Italia è sotto una dittatura, non si va più al cinema e tutti sono stipendiati dallo stato. Anche qui siamo davanti a una storia – e a un futuro – figlia degli anni – i Settanta – in cui venne scritta. I russi non sono più la superpotenza di opposizione all’America e occidente e oriente sono molto più amalgamati di quanto Soldati, evidentemente, immaginava. Rimane una lettura esotica, piena di spunti e bizzarra e portata avanti dalla disinvoltura tipica dell’autore.

Il re nero – Maico Morellini
Autore tra i più interessanti nel panorama del fantastico italiano, questo romanzo, che gli è valso il premio Urania, è ambientato in un’Emilia dove domina la città stato Polis Aemilia, che fonde le passate Modena, Reggio Emilia e Bologna. La vicenda prende l’avvio con l’assassinio di una prostituta su cui deve indagare un investigatore privato che si avvale di tutte le tecnologie del suo tempo sapientemente descritte dall’autore, e con pari cura viene inscenata l’ambientazione. La presenza dei Dissonanti, umani modificati e la politica con i suoi giochi sporchi rendono tutto più intricato. Bel romanzo, ben equilibrato. Dialoghi e descrizioni sono bilanciati. Forse la storia, proprio per eccesso di cura, si perde un po’ qua e là, ma la lettura è immersiva e la vicenda intrigante.

Dissipatio H. G – Guido Morselli
Romanzo di fantascienza apocalittica, scritto da un autore suicida e di fama postuma. Il romanzo è profondamente nichilista e, non a caso, quell’H. G sta per Human Generis. La storia è quella di un uomo disgustato dall’umanità e dalla sua vita al punto che decide di uccidersi. Per farlo sceglie di annegare nel lago in una grotta di una montagna, ma all’ultimo momento cambia idea. Quando esce dalla grotta si accorge che il paese dove abita è disabitato e, col proseguo della vicenda, si fa strada in lui il sospetto che l’intero genere umano sia sparito misteriosamente. Romanzo pervaso da un’ansia metafisica ma non privo di ironia – il protagonista, pur nella condizione post catastrofica in cui si trova a vivere, non manca di considerazioni sulla quotidianità e la banalità del vivere -, non è una lettura semplice. L’azione e l’indagine sul “come-mai-sono-tutti-spariti” passa in secondo piano davanti alle digressioni esistenziali del protagonista.

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