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Le biblioteche più strane della letteratura4 min read

7 Febbraio 2019 4 min read

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Le biblioteche più strane della letteratura4 min read

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Ho sempre considerato le biblioteche come un posto mio, in cui rifugiarmi, perdermi e ritrovarmi a mio piacimento. Se sono triste, vado in biblioteca, e quasi sempre riesco a trovare qualcosa che possa consolarmi; se anche non dovessi trovare nulla, la passeggiata tra gli scaffali funziona già di suo come il più caloroso degli abbracci. Le biblioteche sono il mio posto felice, e lo condivido più che volentieri con l’enorme, variegata e indefinita massa dei lettori.
Se i lettori – di solito – amano le biblioteche, figuriamoci gli scrittori, che sono lettori ancora più lettori. La letteratura straborda di biblioteche, e alcune sono particolarmente strane, bizzarre e misteriose. Qui di seguito un assaggio delle più bislacche che mi sia capitato di incontrare nelle mie peregrinazioni di sfogliapagine.

La strana biblioteca di Haruki Murakami (Einaudi editore, 2015)

Non parliamo di un romanzo, ma di un libriccino che sarebbe assai sottile se non fosse per la carta plastificata spessa necessaria a sostenere le splendide illustrazioni di Lorenzo Ceccotti. La trama è semplicissima quanto assurda, gli sviluppi inspiegabili. Un ragazzino si reca nella biblioteca civica della sua città – chissà di che città si tratta, o di che paese, o di che universo o dimensione – e si trova imprigionato in una cella sotterranea da un Vecchio bibliotecario che intende succhiargli il cervello. Ci sono un Uomo Pecora, una ragazza muta che parla con le mani, un labirinto. Tante domande, poche risposte, bizzarri meccanismi mnemonici e di lettura. E va bene così, è questa l’idea che Murakami ha delle biblioteche – forse. Luoghi fantastici, infiniti, minacciosi e pieni di possibilità.

La biblioteca di Gould di Bernard Quiriny (L’orma editore, 2013)

Si tratta di una raccolta di racconti suddivisa in tre sezioni – Una collezione molto particolare, Dieci città e La nostra epoca. A prescindere dalla meraviglia e dal genio che sprizzano da ogni pagina, a noi interessa solo la prima sezione, dedicata alla biblioteca di Pierre Gould, bizzarrissimo personaggio raccontato dall’amico e narratore che ne è affascinato. Qui stanno categorie di libri stranissimi, come i più noiosi del mondo, o i libri matrioska che si possono leggere in mille modi diversi, o che si lasciano leggere soltanto da individui debitamente abbigliati. Libri con un’anima, una volontà e capacità di azione.

Il cimitero dei libri dimenticati di Carlos Ruiz Zafòn (Mondadori, 2001-2016)

L’ombra del vento, primo libro della tetralogia, è stato un caso editoriale immenso diversi anni fa. Ricordo che me ne trovavo accanto pile su pile ogni volta che andavo in libreria, al punto che la sola vista mi faceva storcere il naso. Ero più giovane – parliamo di una decina di anni fa – e tristemente snob, e mi ero ormai abituata al menzognero assioma che vuole ogni caso editoriale una commercialata decisa a tavolino, priva di meriti letterari e destinata al dimenticatoio, ma mai abbastanza in fretta. Mi sbagliavo, ovviamente. L’ombra del vento mi piacque tantissimo quando mi decisi a dargli una possibilità, e riesco ancora a sentire il profumo di carta invecchiata del Cimitero dei libri dimenticati, una biblioteca immensa in cui sono presenti tutti i libri scomparsi dagli scaffali e dalla memoria, nascosta e protetta dall’anziano Isaac. Il protagonista e narratore del romanzo, il giovane Daniel, ha appena undici anni quando il padre lo porta al Cimitero, e gli dice di scegliere un libro tra tutti quelli che vede. Un libro che dovrà portarsi via, che sarà suo e solo suo, in un modo speciale.

Gargantua di François Rebelais (1534, recentemente ripubblicato da Gorilla Sapiens)

Parliamo di una satira antica che non ha ancora perso la capacità di affascinare e divertire il suo pubblico. La serie di Gargantua e Pantagruele conta cinque volumi e una lunghissima serie di racconti incentrati sulle assurdissime avventure dei due giganti, padre e figlio. Nel secondo volume Gargantua visita la biblioteca di San Vittore, e ne estrae un lunghissimo elenco di titoli improbabili, osceni e tendenzialmente volgari. Figurano De modo cacandi, Il belinato di corte, Cacatorium medicorum e altre facezie.

Ci sono sicuramente decine, centinaia di biblioteche che mi sto dimenticando, sparse nella storia della letteratura. Forse ogni scrittore ha una sua idea di biblioteca, e nessuna è uguale all’altra, e forse un giorno a qualcuno verrà in mente di creare una biblioteca composta solo da libri incentrati sulle biblioteche più bislacche mai pensate e mai esistite.
Una lettrice può sognare.

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