Come chiudere il capitolo di un romanzo

Penne Matte

Scrivere, soprattutto quando parliamo di letteratura di genere, è anche un lavoro di buon artigianato che si apprende con l’esperienza e seguendo certe regole. Parliamo dell’arte di chiudere un capitolo: sono alcuni punti da tenere presente.

Mai arrivare col fiato corto
Un autore è il primo lettore di se stesso. Scrivere significa leggere per primi una storia di cui non si ha completo controllo (e qui potremmo dilungarci sull’eterno dilemma se raccontare una storia sia scoprirla o inventarla). Quindi se arrivi al termine di un capitolo esausto, con la sensazione di aver grattato il fondo del barile e di aver rubato le parole per mettere per iscritto ciò che avevi in mente, sappi che la stessa stanchezza la sperimenterà il tuo lettore. Guarda indietro e cerca di capire cosa non ha funzionato, in che punto il capitolo ha cominciato ad andare in carenza di ossigeno.

Il trucco di sospendere l’azione
Sto leggendo uno dei miei autori preferiti, Glenn Cooper. Chiariamo: Cooper non è un genio, ma un ottimo artigiano. Conosce tutti i trucchi per tenere incollata l’attenzione del lettore, dalla prima all’ultima pagina. Il romanzo che sto leggendo ora è La mappa del destino (edizioni Nord). Senza spoilerare, sono arrivato a un punto in cui qualcuno fa del male a un personaggio, ma l’autore chiude il capitolo senza dirci chi lo abbia fatto né perché. Sospendere l’azione sul più bello è un trucco che funziona sempre, ma che va dosato e utilizzato con sapienza. Nel caso dei romanzi di Cooper funziona perché spesso si muovono su più livelli. Ovvero non seguiamo l’azione degli stessi personaggi in modo lineare, capitolo dopo capitolo, ma nelle sue storie capita che si alternino più piani temporali o che un capitolo sia dedicato a una situazione e quello successivo a un’altra. Se sospendete l’azione al termine di un capitolo, il mio consiglio è di non riprenderla subito in quello successivo altrimenti la sospensione potrebbe risultate stucchevole e pretenziosa. Tenete presente che il lettore va cucinato a fuoco lento.

Concludere una situazione
Un capitolo può anche concludere una situazione, esaurire un argomento, anzi, questa a ben vedere, è la sua vera funzione. Quindi ci sta che chiudiate un capitolo perché non avete più nulla da dire riguardo a un certo aspetto della storia, ma ogni conclusione che non sia il gran finale deve lasciare nel lettore la voglia di andare avanti. Quindi, va bene essere conclusivi, ma non con toni definitivi.

Niente punto esclamativo, interrogativo o punti di sospensione
Terminare un capitolo con un punto esclamativo, quindi con un picco emotivo, può risultare stucchevole. Lo stesso terminarlo con uno interrogativo. I punti di sospensione potrebbero risultare un’inutile sottolineatura che non tutto è stato detto e che per scoprire la verità si debba voltare pagina. Non forzate la mano. Sarebbe come se un barman servisse il mojito che avete ordinato su un bicchiere su cui è scritto “questo mojito è preparato dal barman migliore del mondo“.

Lascia un commento