Trent’anni di Sandman, capolavoro a fumetti di Neil Gaiman

La Leggivendola

Il 29 novembre di quest’anno Sandman, fumetto creato e sceneggiato da Neil Gaiman e pubblicato con la DC dal 1989 al 1996, ha compiuto trent’anni. Ci tengo a specificare che quando parlo di Gaiman sto parlando del mio scrittore preferito, e che i suoi romanzi mi aprono a un mondo che sento di abitare. Non dimenticherò mai la passeggiata confusa tra le strade di Milano che ha seguito la lettura di Nessun dove, e prima o poi verrà il momento in cui deciderò di tatuarmi il simbolo di Delirio.

Neil Gaiman è nato nel 1960 a Portchester, nell’Hampshire. Strenuo araldo della lettura e delle biblioteche, ha scritto romanzi, raccolte di racconti, sceneggiature per cinema e serie tv – compresi un paio di episodi di Dr Who – e ha vinto ripetutamente i premi più importanti all’interno della letteratura di genere, il Premio Nebula, il Premio Hugo e il Premio Bram Stoker. Icona del fantastico perfino nel mainstream, è comparso nei panni di se stesso in un episodio dei Simpson e in Big Bang Theory. I suoi romanzi Nessun dove, Coraline, Stardust e American Gods hanno ispirato serie e lungometraggi, e di Sandman si attende prima o poi il film.

 

Sandman è la rielaborazione di un datato supereroe dell’universo DC, basato sulla leggenda del folklore del Nord Europa, l’Omino del Sonno che soffia la sabbia negli occhi dei dormienti. Una delle rielaborazioni più celebri è quella di Hans Christian Andersen nel suo Ole Lukoje, ed è famosa anche la canzone dei Metallica Enter the Sandman, in cui la leggenda si tinge di terrore.

Il Sandman di Neil Gaiman ha molto a che fare col mito originario per via del suo sacchetto di sabbia e per la sua generale buona predisposizione nei confronti dei mortali, per quanto rimanga di solito parecchio distaccato. Ma è anche una parte importante del creato, l’antropomorfizzazione di un concetto astratto. Sandman – o Dream, o Morfeo che dir si voglia – è insieme ai sette (sei?) fratelli, uno degli Eterni.

Gli Eterni sono entità nate dagli impulsi, dalla fantasia, dalla parte più profonda degli umani. Il più antico è Destino, che tiene tra le mani il fato degli uomini, ma non ne fa nulla, lo osserva e basta; poi viene Morte, così allegra e scanzonata, forse il personaggio più amato dai fan; il terzo è Morfeo, stranamente serio e compunto, visto il ruolo che ricopre di protagonista e Re del Sogno; vengono poi i gemelli Disperazione e Desiderio, e poi Delirio, che un tempo era Delizia, prima dell’abdicazione del gemello Distruzione. Sono più antichi dell’umanità, e soltanto la Creazione li precede. Cambiano nelle ere, usano nomi forgiati in varie epoche, e a ognuno è assegnato un dominio. Il Regno del Sogno abitato da Morfeo raccoglie tutto ciò che può essere sognato dai viventi, miti e leggende, archetipi e personaggi da fiaba. Caino e Abele lo abitano insieme a spaventapasseri con la testa di zucca, incubi di varia natura – il terribile Corinzio – e corvi parlanti. Il Signore del Sogno non amministra il proprio dominio con la fantasiosa spensieratezza che ci si aspetterebbe da lui; è metodico, severo, non ride. Veste sempre di nero, è sempre cupo e la sorella Death lo accusa di mancare di empatia per i mortali.

E capita che venga intrappolato da un gruppuscolo di umani che volevano imprigionare Death e ottenere la vita eterna, e che rimanga nelle loro impietose mani per settant’anni. Quando riesce finalmente a liberarsi, negli anni ’80, il mondo è cambiato, lui è indebolito, e gli araldi del suo potere gli sono stati sottratti. Poco a poco recupera pienamente i suoi poteri, ma il destino si è messo in modo nel momento in cui è riuscito a liberarsi, e Morfeo gli andrà incontro, in un rincorrersi di episodi, personaggi, stili di disegno e narrazione assai diversi tra loro.

Mentre tutte le copertine sono state disegnate da Dave McKean, a illustrare le storie si sono alternati diversi artisti, tra cui Jill Thompson e Sam Kieth, ognuno col proprio stile personale. Sono usciti anche diversi volumi dedicati ai singoli eterni o a vari personaggi secondari; splendidi i titoli dedicati a Death, adorabile I piccoli Eterni di Jill Thompson, in cui Delirio perde di vista il cane Barnaba, e chiede aiuto ai fratelli per ritrovarlo. Nel marzo di quest’anno la DC ha annunciato la creazione di una collana dedicata al Sandman Universe, supervisionata da Neil Gaiman.

Quello che è straordinario di Sandman è che continua ad avere cose da dire, anche dopo trent’anni di spin-off, prequel, sequel etc. Si tratta di un’opera così vasta, in cui la fantasia ha un potere tanto grande che si presta incredibilmente bene all’immortalità.

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