I libri che non vorremmo ricevere a Natale (ma che forse ci toccheranno comunque)

La Leggivendola

Fino a un pochi anni fa ero solita ero solita fare una cosa, in occasione del Natale o del mio compleanno, che facilitava enormemente la scelta del regalo da farmi: lunghe liste di libri, che stavo bene attenta a distribuire in modo che i diversi gruppi di parenti e amici non incorressero nel rischio di prendere lo stesso titolo. È una cosa che ho smesso di fare quando ho capito quanto è importante la scelta di un regalo, in seguito a un compleanno in cui non avevo fatto liste per mancanza di tempo, e mi sono capitati soltanto regali scelti con immani cura e affetto.
Eppure quella delle liste non è una scelta che mi rimprovero; compilavo liste di libri perché 1. un libro è sempre un ottimo regalo, 2. mi venivano specificamente richieste come ultima spiaggia e 3. negli anni dell’adolescenza ero “quella che leggeva”, quindi chiunque dovesse farmi un regalo ma non aveva alcuna voglia di pensarci sopra, mi piazzava tra le mani uno di quei titoli brutti ma così brutti che non credo neanche di avere avuto il coraggio di donarli alla biblioteca.

Il rischio per un lettore forte di ricevere abbacinanti ciofeche editoriali, è sempre dietro l’angolo; si manifesta nelle sembianze oscure di parenti senza nome e amici di famiglia mai visti prima, si annida in anonimi pacchetti sotto l’albero, in quel bel mattone gonfio di pagine che sperate sia un fantasy epico ma che annida sotto la carta da regalo il sorriso smagliante di Bruno Vespa.

the presentation of Bruno Vespa’s new book © LaMalfaFoto / GraziaNeri

Questa è la lista dei libri che non vorremmo ricevere a Natale:

1. L’ultimo volume di una saga che conta finora nove libri.
2. Un saggio altamente specializzato su un tema che ti ha interessato per circa tre mesi quando avevi tredici anni.
3. Il romanzo dell’autore preferito di tuo fratello-sorella, quello che non puoi sopportare.
4. Quello che hai appena letto.
5. Quello che hai appena stroncato.
6. Quello che ti sei appena comprato.

7. Un romanzo in una lingua che non conosci, perché “in originale è tutta un’altra cosa”.
8. Il libro giusto, ma dalla persona sbagliata, – magari lo volevi da tanto, è pure una bella edizione fresca di stampa, ma a regalartelo è stata la zia che ti è sempre rimasta sulle scatole, e questa cosa non la puoi soffrire.
9. Il libro giusto e dalla persona giusta, ma dell’edizione sbagliata, – quelle che si trovano soltanto nelle librerie dell’usato e dell’invenduto, che manco riportano il nome del traduttore (che fai, ti fidi?), con una grafica tanto imbarazzante che ti vergogni quasi di sfoggiare tanta copia di Anna Karenina.
10. Quello di cui hai sentito parlare così tanto che ti ha già stufato, – anche se magari deciderai di dargli una possibilità tra qualche anno, e scoprirai che ti sei sbagliato.
11. Il libro col titolo simile a quello che volevi, – non ho mai confessato a mio padre che volevo L’anello di Salomone di Jonathan Stroud (fantasy per ragazzi) e non L’anello di Re Salomone di Konrad Lorenz, etologo e zoologo.


Buone feste e buoni regali, lettori.

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