Viaggio tra i podcast letterari italiani

La Leggivendola

Sono già diversi anni che il mondo letterario si è legato a quello di Youtube. Tralasciando le produzioni anglofone, in Italia booktuber poliedrici come Ilenia Zodiaco e Matteo Fumagalli  hanno conquistato l’attenzione di decine di migliaia di lettori, uscendo dalla nicchia in cui è relegato chi parla di libri, – quando si tratta di argomenti letterari, il pubblico di riferimento cala drasticamente. Video recensioni, book-haul e video-tag letterari, tutti su Youtube, da ascoltare senza impegno quando altri doveri chiamano, – vogliamo mettere la leggerezza del fare i piatti col sottofondo di una recensione trash?

Benché solo nel corso dell’ultimo anno il pubblico e i podcast disponibili siano aumentati esponenzialmente, – almeno in Italia, con un discreto ritardo rispetto a buona parte del mondo occidentale – il fenomeno in sé non è propriamente una novità, essendo la sua nascita datata già nel 2004. Con podcast si intende una registrazione radiofonica asincrona, comodamente scaricabile e disponibile in qualsiasi momento. Possono presentarsi in varie strutturazioni, avere durata variabile, essere informative o narrative, se non entrambe le cose. In USA è molto popolare il podcast Serial, prodotto da Sarah Koenig nel 2014, che ripropone la narrazione in chiave letteraria di fatti di cronaca realmente avvenuti. In Italia si segnalano podcast di divulgazione scientifica e storica, senza contare quelli dedicati all‘approfondimento giornalistico.

Nell’ultimo anno, dicevo, il mondo letterario-editoriale pare essersi accorto dell’esistenza dei podcast. Produttori di contenuti amatoriali e case editrici hanno deciso che Youtube e blog, per quanto ottimi strumenti di approfondimento, non sono gli unici modi per raggiungere un vasto pubblico di lettori.

Visto che avevamo iniziato chiacchierando di Youtube e del canale di Ilenia Zodiaco, il primo podcast citato sarà Quasidì – Storie di quasi adulti, in cui Ilenia e Valentina Tomic chiacchierano a ruota libera dei più svariati argomenti di attualità, commentando dati e statistiche, vagliando ipotesi e dando le proprie oneste opinioni. La prima puntata affronta il concetto del vandalismo, la seconda del consumo etico, ambiente e femminismo. E così via, a indagare le responsabilità sociali della nostra generazione, quella disgraziata dei millenials.

Un altro podcast nato in tempi recenti è Abisso editoriale di Alessanda Zengo e Maria Di Biase, blogger e editor che hanno deciso di accogliere la nicchia dei feticisti della letteratura in lunghi approfondimenti nei recessi delle leggende editoriali, – la prima puntata consta di 45 interessantissimi minuti sulla straziante vicenda editoriale tra Raymond Carver e Gordon Lish – e sull’uso dei social media.

Black Coffee sounds good è un podcast mensile che nasce dalla collaborazione tra la casa editrice Black Coffee e la giornalista, guida letteraria e fervente appassionata di letteratura americana Marta Ciccolari Micaldi, meglio conosciuta come la McMusa. In qualità di voce narrante, Marta ci presenta le varie pubblicazioni della casa editrice, specializzata in narrativa americana contemporanea, e lo fa parlandoci delle trame come degli autori, col tono entusiasta di chi si è divertito davvero a parlarci di quello che ha letto.

Un altro podcast assai recente è L’Audiolibraio, creato in collaborazione tra la rivista Il Libraio e Audible. Ha la voce del giornalista Carlo Annese, che di volta in volta si troverà a dialogare di argomenti editoriali e letterari, con particolare attenzione all’atto del raccontare ad alta voce, con professionisti ed esperti della materia.

Fantascientificast è il podcast più longevo tra tutti quelli nominati. In onda dal 2012, propone una vasta gamma di approfondimenti su tutto ciò che riguarda la fantascienza, che si tratti di libri, cinema o serie tv. Quest’anno sono stati al festival del fantastico Strani Mondi, per raccontarla ai disgraziati che come me non sono riusciti ad andare.

Seppure col già sottolineato ritardo, in Italia il fenomeno del podcast sta prendendo piede; sarà interessante osservare in che modo content creator e aziende continueranno a farne uso, – che la tecnologia è fatta per evolversi.

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