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Libri e passioni. I bibliofili5 min read

17 Aprile 2018 6 min read

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Libri e passioni. I bibliofili5 min read

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Adorano i mercatini di libri antichi e sono disposti a trascorrere ore in umide e vecchie cantine alla ricerca di tesori nascosti. Per una prima edizione possono arrivare a pagare cifre astronomiche, che altri spenderebbero per un’auto, una barca o, addirittura, per una casa. Un esempio? Somma di aritmetica, geometria, proporzioni e proporzionalità del matematico toscano Luca Pascioli, stampato a Venezia nel 1494, è stato venduto all’asta per 530 mila euro. Tra i libri del ‘900 la prima edizione di Porto Sepolto di Giuseppe Ungaretti, stampato nel 1916 in 80 esemplari, vale 30.000 euro mentre quella dei Canti Orfici di Dino Campana sfiora i 10.000.
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A livello internazionale tra i libri più cari al mondo c’è ovviamente la Bibbia di Gutenberg, la prima opera stampata, con circa 180 copie originali, di cui 48 sopravvissute fino a oggi e solo 31 in perfette condizioni: una di queste è stata venduta per 4,6 milioni di euro nel 1987.
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Per fare esempi di titoli più recenti, e con cui tutti abbiamo una certa familiarità, secondo l’indice delle trenta prime edizioni del ‘900 della società  inglese Stanley Gibbons, i tre libri più cari sono Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald, che vale oltre 240 mila sterline (poco meno di 350 mila euro), seguito da Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien, con un valore di 65 mila sterline (92 mila euro) e l’Ulisse di James Joyce, con 24 mila sterline (poco meno di 35 mila euro). Queste valutazioni potranno cambiare nei prossimi anni, ma danno comunque un’idea di come non siano solo i libri antichi a raggiungere cifre importanti.
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Se la parola bibliofilia significa semplicemente amore per i libri, in tutte le lingue europee un bibliofilo è chi considera il libro un oggetto di valore: si distingue quindi dallo studioso, o in generale dal comune lettore, perché il suo interesse per il libro va oltre il contenuto.
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Esistono diversi tipi di bibliofili. La maggior parte di loro ha una sua “specializzazione”. Alcuni sono attratti dalle opere di un particolare autore o periodo storico: il giornalista e scrittore Daniele Bresciani è appassionato di ‘800, con una particolare predilezione per le prime edizioni di Manzoni e Leopardi. C’è chi privilegia un certo genere o un determinato periodo storico, come Umberto Eco che, nella sua sterminata collezione, ha un’ampia sezione dedicata al Medioevo. C’è chi ha una forte passione per un certo editore o una particolare collana.
Pierluigi Vercesi, giornalista e scrittore, ha un’importante collezione di edizioni delle Mille e una notte, di prime edizioni di esplorazioni dell’Africa e di rapporti tra Venezia e l’Impero Ottomano, risalenti al ’500, ’600 e ’700: con modestia dice che la sua è una biblioteca “di un bibliomane, non quella di un bibliofilo”, ma di fatto possiede ho oltre 100 mila volumi.
Altri, invece, sono in generale attratti dai libri rari e preziosi e tutti sono accomunati da una vera e grande passione, talvolta ai limiti della mania. Di bibliofilia e collezionisti ha scritto Ambrogio Borsani (l’ultimo libro sull’argomento è Il morbo di morbo Gutenberg, Liguri, 2014) a sua volta bibliofiloe  fondatore della rivista di storia del libro “Wuz”.
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Tra i criteri che rendono un libro più prezioso di un altro, oltre ovviamente all’importanza del suo autore, ci sono il numero di edizione e la tiratura (più è bassa più un volume acquista valore), la presenza di disegni o immagini, dell’eventuale autografo dell’autore o di appunti scritti da lui.
La bibliofilia è una passione che attraversa le più svariate tipologie di persone, a prescindere dalla professione o dall’età. E dalla fede politica: basta pensare che tra i bibliofili italiani più conosciuti ci sono Marcello dell’Utri e Oliviero Diliberto, che per altro ha raccontato di aver provato una forte “invidia di classe” di fronte alla biblioteca di Dell’Utri, stracolma di volumi antichi e molto costosi.
Tra gli altri bibliofili famosi ci sono, o ci sono stati, Gianpiero Mughini, Umberto Eco (la cui biblioteca è stata di recente valutata intorno ai 2 milioni di euro), Philippe Daverio, Vittorio Sgarbi, Andrea Kerbaker, Giuseppe Pontiggia, Pablo Echaurren e Armando Torno.
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Se è vero che non esiste un bibliofilo tipo, ci sono però alcune condizioni che li accomunano, o che quantomeno aiutano a coltivare questa passione. Innanzitutto non guasta una certa disponibilità economica. Occorre, poi, una certa possibilità di spazio: per conservare con cura migliaia di libri servono grandi stanze in cui ospitare gli scaffali. Ci vogliono, poi, fiuto ed esperienza, per capire per esempio quali sono le librerie antiquarie o i mercati da frequentare. Tra questi ultimi uno dei più importanti è quello di piazza Diaz di Milano, mentre a Torino c’è Il libro ritrovato, ogni prima domenica del mese, sotto i portici di piazza Carlo Felice e via Roma, a Firenze ci sono il mercato del rione Ciompi, dove ci sono dei chioschetti permanenti, quello dei giardini della Fortezza da Basso e quello di piazza Santo Spirito. A Roma, tra i tanti, c’è il mercatino di Porta Portese oppure quello sotterraneo della Stazione Ostiense, di sabato e domenica. Libri Antichi in Piazza è la manifestazione di Bologna (il terzo venerdì e sabato del mese, in piazza San Giuseppe).
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Le librerie specializzate sono sparse in tutta Italia. Tra le città più attive ci sono Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli e Palermo, ma sarebbe impossibile citare le più importanti perché sono davvero tante. Si possono trovare diversi elenchi e indirizzi in alcuni siti, di cui dirò più avanti, nell’elenco dell’associazione Alai o dei partner di AbeBooks.
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La bibliofilia moderna nasce tra il XIV e il XV secolo, grazie all’iniziativa di signori e sovrani che formarono biblioteche di manoscritti preziosi, spesso fatti trascrivere e miniare a loro spese. Nei secoli si trasforma, rivoluzionata dall’invenzione della stampa, influenzata da guerre saccheggi, dalla creazione di biblioteche e raccolte pubbliche e, in generale, dall’evoluzione e dal progresso. Da ultimo, ovviamente, è arrivato anche l’on-line, che non poteva non trasformare un settore tanto variegato e importante. Esistono tanti e diversi tipi di siti, tra cui Libri Antichi on line, Bibliofilo, Libri Antichi e Rari, Mare Magnum, Copernicum, il blog Bibliophilia, Osservatorio Libri, Libri rari, in cui trovare informazioni, prezzi e valutazioni.
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Anatole France ha scritto che il “rinchiudere l’universo in un armadio è il sogno di ogni collezionista. E siccome questo sogno è irrealizzabile, i veri collezionisti, come gli amanti, anche nella felicità vengono colti da tristezza infinita. Sanno che non potranno mai chiudere a chiave la terra intera, mettendola in una vetrina. Da qui viene la loro profonda malinconia”. Probabilmente non è così, ma senz’altro è vero che la bibliofilia spesso si traduce in una ricerca senza fine, in cui ogni conquista invoglia alla ricerca di un tassello successivo . Finché si hanno spazio e risorse.
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