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Gradi di connessione logica tra i romanzi di una saga3 min read

24 Marzo 2018 3 min read

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Gradi di connessione logica tra i romanzi di una saga3 min read

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Di recente, su un gruppo Facebook di scrittori, qualcuno ha espresso la fatidica domanda: “per quale motivo la gente scrive trilogie?” Già, perché tre romanzi, e non cinque, nove, ventidue? Effettivamente, anche se cicli di romanzi con più di tre capitoli esistono, non si può non constatare una certa predilezione per il tre, soprattutto nel fantasy. Che sia tutta colpa di Star Wars (ennalogia divisa in trilogia originale, trilogia prequel, trilogia sequel, ecc.)? Che la responsabilità invece sia di Tolkien e del suo Signore degli anelli? O che ci sia una più profonda ricerca della perfezione (più una mania ossessivo-compulsiva, direi) ispirata dal numero tre?
Il problema comunque non riguarda assolutamente chi scrive una trilogia, ma chi, prima di iniziare a scrivere, già decide che la sua lo sarà. Come può decidersi a priori una cosa del genere? E se poi l’obiettivo non si raggiunge, quali ripercussioni avrà il fallimento sulla psiche dell’autore? Un autore, che sia anche una persona normale, di solito inizia a scrivere, e solo in un secondo momento decide, o fa decidere a chi lo pubblica o ai suoi fan, quali siano i punti di contatto in una eventuale saga.
Queste piccole riflessioni solo per portarvi all’argomento di oggi, ovvero come possono essere interconnesse le saghe tra di loro? E quanto può essere utile, per un lettore, conoscerne il grado per evitare di partire dal punto sbagliato e non capirci più nulla? Vi propongo quindi quattro gradini che possono forse aiutarvi a orientarvi in questo fantastico mondo.
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1. Narrazione continua
Quando le diverse opere di un ciclo danno vita a una narrazione continua è come se fossimo davanti a un unico romanzo, ed è quindi necessario partire dall’inizio e procedere fino alla fine. Il Signore degli anelli, forse l’esempio più celebre di trilogia (dopo La divina commedia, ovviamente) è stato diviso probabilmente solo per comodità editoriale: non si possono leggere Le due torri senza La compagnia dell’anello, e se non leggi Il ritorno del re non sai come va a finire tutta la storia. Un esempio recente, in ambito fantascientifico, è la trilogia di Hunger Games di Suzanne Collins, anche questa da leggere in sequenza stretta.
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2. Narrazione continua, ma di storie autoconclusive
Un gradino più sotto nella scala delle connessioni logiche tra saghe abbiamo il caso in cui le opere portano avanti un racconto ben preciso, ma si possono leggere in maniera indipendente. Di questo tipo sono sicuramente il ciclo di Dune, godibile nei suoi diversi romanzi (anche se il primo è irraggiungibile) e quello di Odissea nello spazio di Arthur Clarke. Un esempio ormai famoso dei nostri giorni, grazie anche alla produzione della serie TV omonima, è The Expanse, space opera di nuova generazione. Fondazione di Asimov, saga più complessa e ripresa dall’autore anche a diversi anni di distanza, presenta connessioni sia del primo e del secondo grado.
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3. Narrazione indipendente, ma stesso universo
Con un altro passo indietro, possiamo descrivere quelle saghe le cui opere non sono connesse per la trama o i personaggi, ma solo attraverso l’ambientazione. Un’opera interessante di questo tipo è la trilogia del Bas-Lag di China Miéville. Qui il legame tra i romanzi è dato dal mondo fantasy-weird-horror e dalle razze che lo popolano. Ma Miéville si è ispirato senza dubbio a qualcuno più grande di lui. Il grandissimo Lovecraft e il suo Ciclo di Cthulhu infatti sono forse il più importante esempio di come un mondo letterario fantastico possa fare da vero e proprio protagonista, anche nell’opera di diversi autori.
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4. Connessione convenzionale
Allo stadio più basso di questa nostra scala di valutazione delle connessioni tra romanzi ci sono i casi in cui questi non hanno nessuna connessione tra loro, se non quella, blanda, che può derivare da una idea astratta. Un esempio è la Tetralogia degli elementi di James Ballard: quattro storie diverse, ambientate in universi diversi e totalmente indipendenti se non per il legame ideale dei quattro elementi. In quest’ultima categoria aggiungerei anche la trilogia di Valis di Dick, il cui collegamento è fatto solo in funzione della influenza del divino all’interno delle storie singole e indipendenti tra loro.

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