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Vecchi e nuovi mondi, la libreria specializzata in fantasy e scifi4 min read

14 Gennaio 2018 4 min read

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Vecchi e nuovi mondi, la libreria specializzata in fantasy e scifi4 min read

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Abbiamo pensato di intervistare nuovamente Marco Dantini, ideatore nonché proprietario di Vecchi e Nuovi Mondi, una libreria torinese aperta un paio di anni fa e completamente dedicata al fantasy, alla fantascienza e al weird, per fare un po’ il punto della situazione dopo quasi due anni dalla sua apertura.
Vecchi e Nuovi Mondi si trova a Torino in via San Francesco da Paola 41, nel mondo reale. In quello virtuale potrete trovarla qui o qui.

Ciao, Marco. La prima domanda è scontata, ma qualcuno dovrà pur fartela. Quando e perché è nata l’idea di aprire un negozio di libri che sia specializzato nella letteratura fantastica e come procede dopo quasi due anni di attività? Ti ritieni soddisfatto?
Era l’estate del 2015 quando, in cerca di un’occupazione, qualcuno mi disse che mi avrebbe visto bene a lavorare in una libreria. Lì per lì non diedi peso alla cosa. Contemporaneamente stavo iniziando a gestire con alcuni amici una community di amanti dello spazio e dei simulatori spaziali. Il collegamento è stato abbastanza facile, ma devo dire che è stata una scelta fatta molto seguendo l’istinto. A quanto pare l’idea è piaciuta parecchio, ho già un piccolo zoccolo duro di clienti e organizzo spesso presentazioni ed eventi. Posso dirmi soddisfatto, anche se è davvero impegnativo.
Come è stata l’annata 2017 per fantasy e fantascienza? Non parlo solo delle vendite, ma tu, come persona inserita all’interno del mercato, hai notato un crescente interesse relativamente a qualche sottogenere, filone, autore in particolare?
La fantascienza è cambiata, ma non è morta. Si è dovuta adattare ai tempi odierni che, in un certo senso, lasciano meno spazio all’immaginazione di un possibile futuro. Sono molte le case editrici che propongono generi come il fantasy e il scifi e tutto sta nello scegliere quelle che lavorano meglio e propongono il meglio; soprattutto qualcosa di più ricercato e ben fatto rispetto ad altre pubblicazioni. Posso inoltre dire che il 2017 è stato un buon anno per il genere, anche grazie alla forte spinta che il mercato cinematografico ha apportato l’anno scorso, con nuovi film, remakes e serie TV.
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Nel tuo magazzino hai diversi titoli di piccole case editrici, anche italiane. Quanto è faticoso, per un libraio, avere libri di qualità sui suoi scaffali e contemporaneamente sperare di camparci? È vero, insomma, che c’è troppa gente che scrive (male) e poca gente che legge (molto) e che alla fine si vendono sempre i soliti autori (Asimov, Dick, Tolkien e compagnia bella)?
Confesso che farsi mancare i grandi classici del genere sarebbe stato un errore madornale (pensa a un cliente che entra in una libreria di questo tipo e si sente dire che non ci sono libri di Dick, o di Douglas), quindi il primo assortimento ha incluso anche loro. Poi, piano piano, ho iniziato a contattare le piccole case editrici, scoprendo a volte dei veri e propri gioielli tutti nostrani che sono le realtà su cui punto di più. Per il resto, presentazioni, eventi, mostre e soprattutto ricercatezza nell’offerta fanno sì che sia possibile viverci ma, come anticipato, è un lavoro piuttosto impegnativo: spesso anche a casa sono comunque costretto (con piacere) a sfogliare cataloghi, fissare date o seguire la pagina della libreria.
Secondo te quante e quali sono in Italia le realtà editoriali valide (e soprattutto originali) per quanto riguarda il fantastico?
Bella domanda infida! Sarò sincero: in questi quasi due anni ho incontrato tante belle realtà e poche cose da scartare. Tuttavia ce ne sono; questo perché, come hai detto, in Italia c’è tanta gente che scrive senza porsi la domanda “Ma so scrivere? È interessante ciò che voglio comunicare?“. Sono invece tante le menzioni d’onore che vorrei fare: a partire da Zona42, che è stata anche il mio contatto con questa realtà, dalle Edizioni Hypnos, per quanto riguarda il weird, passando per grandi nomi come le Independent Legions di Alessandro Manzetti e CUT-UP Publishing, entrambe dedicate all’horror. Più difficile trovare fantasy che non sia il solito urban fantasy moderno; in quel caso le edizioni Tabula Fati ed Elara hanno avuto la grande idea di riproporre alcuni grandi classici e di introdurre in catalogo titoli in grado di ricordarli degnamente.
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Nella tua libreria c’è uno spazio dedicato ad autori di fantascienza e fantasy italiani. Credi che qualcuno di essi possa essere competitivo sul piano internazionale?
Assolutamente sì, un grande spazio! E sono sicuro che alcuni possano essere competitivi anche all’estero perché lo sono già. Altri sono convinto che con una buona casa editrice potrebbero mettere meglio in luce le loro idee. Ovviamente non faccio nomi, ma se passate in libreria li riconoscete subito.
Se c’è un argomento di cui hai piacere (o dispiacere) a parlare, aggiungi pure altro.
Un argomento su cui spesso mi vengono chiesti pareri è quello degli e-book. Secondo me sono stati un po’ una grossa bolla piena di magnifiche speranza per il futuro dei libri, ma sempre di libri si parlava. Quando questa bolla è esplosa in molti si sono accorti di aver abbandonato la bellezza di POSSEDERE un libro, di ritirarlo nella biblioteca di casa, o sul comodino, e hanno ridimensionato un po’ l’uso degli e-reader (molto utili, a mio avviso, per leggere notizie, ma non un romanzo). Anche gli e-book si sono quindi dovuti evolvere; hanno dovuto cercare qualcosa di nuovo per essere competitivi. E qui arrivano gli e-bookgames, molto simili ai librigames di una volta, ma resi in pratica infiniti dalle nuove tecnologie dei reader. Questa è un’altra novità su cui mi piacerebbe puntare.

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