blog di Alberto Grandi
Articoli

I libri con i nostri figli protagonisti? Dannosi (e pallosi)4 min read

17 Dicembre 2017 4 min read

author:

I libri con i nostri figli protagonisti? Dannosi (e pallosi)4 min read

Reading Time: 4 minutes

articolo di Vanessa Niri per Wired.it
fiaba
Tra le centinaia di fiabe raccolte e poi pubblicate dai Fratelli Grimm a metà del 1800 si trova anche questa: “C’era una volta un bambino capriccioso che non faceva mai quello che voleva la mamma. Per questo il buon Dio ne era scontento e lo fece ammalare, tanto che nessun medico poté salvarlo e presto egli giacque sul letto di morte. Quando fu adagiato nella fossa e coperto di terra, d’un tratto spuntò fuori il suo braccino e si tese in alto; lo misero dentro e tornarono a coprirlo di terra fresca, ma era inutile: il braccino continuava a tornare fuori. Allora la madre stessa dovette andare alla tomba, e batterlo sul braccino con una verga; quando l’ebbe fatto il braccino si ritrasse e il bimbo ebbe finalmente pace sotto terra”.
Una fiaba da Telefono Azzurro, diremmo noi ora, che ci guardiamo bene dal raccontarla ai nostri bambini prima della nanna.
È pur vero però che le fiabe – anche senza raggiungere questo grado di raccapriccio – hanno sempre avuto un contenuto violento.
I cattivi delle fiabe sono cattivi sul serio, mica per ridere: in una delle sue versione originali Cappuccetto Rosso non ha alcun lieto fine. Nei Tre porcellini, invece, muore il lupo cattivo, ma con una descrizione dettagliata dei suoi atroci tormenti nel pentolone dell’acqua calda. E così via, tra giganti egoisti che muoiono dopo essersi redenti, streghe bruciate vive nel forno, pretendenti al trono decapitati, bambini orfani fin dalla più tenera età.
Perché le fiabe – lo hanno dimostrato decine e decine di studi tra cui il più famoso è sicuramente quello dell’antropologo russo Vladimir Propp – assolvono a diverse funzioni, tra le quali il piacere dell’ascolto è soltanto una delle tante.
Le fiabe educano, le fiabe rappresentano i pericoli del mondo in modo comprensibile per i bambini, le fiabe sottolineano i valori e i disvalori della società, le fiabe aiutano ad esorcizzare la violenza, la rabbia e l’aggressività.
Chi ascolta una storia letta dai genitori o dai nonni si immedesima nei personaggi, e non sempre nell’eroe ( ci sono bambini Don Chisciotte e bambini Sancho Panza, bambine Biancaneve e bambine Raperonzolo, bambini Hansel e bambine Gretel, bambini porcellini saggi, bambini porcellini tonti, bambine principesse e bambine materne).
Nell’ascoltare una fiaba, insomma, avviene un processo cognitivo che consente al bambino di diventarne un personaggio, ed è proprio compiendo questo percorso che i più piccoli sognano, si immedesimano, rielaborano, ripensano. Ed è anche così, che crescono.
Ecco perché il proliferare su internet – in particolar modo sotto Natale – di tutti quei libri su commissione in cui il protagonista non solo sembra, ma è proprio nostro figlio, mi sembrano un vuoto prodotto commerciale.
Se non li conoscete, vi racconto come funzionano.
All’interno delle decine di siti online che offrono questo servizio, potete scegliere tra molte storie pre elaborate, uguali per tutti, in cui potrete intervenire rendendo il vostro bambino protagonista del libro.
I siti chiedono i dettagli del bambino a cui il libro verrà regalato (colore degli occhi e dei capelli, piatto preferito, nome del peluche del cuore e dei parenti stretti, possibilmente una foto, e molto altro ancora) e a quel punto rielaborano il libro, applicando i dettagli alla trama e, ovviamente, mettendo bene in grande il nome del bambino nel titolo: Giovanni e gli animali del bosco, Erika la Regina delle Fate, Kevin cuoco provetto.
Ovviamente, le trame dei libri sono solari e pacificatorie.
Solitamente non ci sono cattivi, ma al massimo qualche blando problema da risolvere (Babbo Natale ha l’influenza: chi salverà il Natale?), e i bambini sono sempre i protagonisti.
Questo processo mette al bando alla fantasia: il libro presenta una versione iper realista del lettore, rappresentandolo proprio nel momento in cui lo sta leggendo, evitandogli quindi qualunque fatica. Il bambino non deve immaginarsi nei panni del protagonista (lo è), non deve rielaborare alcuna paura (non ce ne sono ), non deve parteggiare per nessuno dei personaggi, dal momento che tutta la storia si regge sulle sue spalle.
E’ un ribaltamento di tutti gli elementi che rendono tale una fiaba. È come cucinare le cozze e chiamarle pasta al sugo.
Insomma, il punto è che questi libri non sono né favole né fiabe.
Sono piuttosto dei costosi biglietti di auguri o dei souvenir: l’equivalente dei ritratti dipinti ai turisti lungo le strade delle città d’arte.
Ai bambini non sono utili né a crescere né ad imparare, né ad esercitare quella strepitosa caratteristica dell’infanzia che è la fantasia.
Sta arrivando Natale, e siamo tutti alla ricerca di un regalo prezioso ed originale, ma se volete avvicinare i bambini alla lettura e a tutti i suoi meravigliosi ingredienti, sotto l’albero mettete un libro vero.
Perché vostro figlio è già il protagonista di una storia. La sua.
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Su questo sito web utilizziamo strumenti di prime o terze parti che memorizzano i (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire il corretto funzionamento del sito (technical cookies), per generare rapporti sulla navigazione (statistics cookies). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.