5 titoli del noir italiano

Stefano Spataro

Spesso si abusa della parola noir. Voglio dire, non sono pochi i casi in cui si categorizza un’opera in questo modo, magari solo perché si crede, un po’ ingenuamente, che sia un sottogenere più figo del giallo. E non sono pochi i casi in cui dopo ci si ritrova a leggere (o a guardare) qualcosa di completamente diverso. Molto spesso, c’è da dire anche, è difficile distinguere i due generi, i quali hanno sicuramente molto in comune.

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Un romanzo noir, a differenza di un romanzo poliziesco o giallo, sebbene abbia come questo il suo perno di rotazione su uno o più omicidi, deve mostrare chiaramente delle deviazioni, e, a mio parere, su tre punti fondamentali. Innanzitutto riguardo al protagonista, che non può essere il classico detective che prende in mano un caso e svela piano piano i misteri, per poi risalire all’autore degli omicidi. Molte volte il protagonista di un noir è la vittima o addirittura lo stesso assassino; altre volte ancora gli “investigatori” sono persone perfettamente normali che si ritrovano coinvolti per caso in qualcosa più grande di loro. In secondo luogo un elemento caratterizzante per il genere è l’ambientazione metropolitana. Nel noir la città in senso lato diventa fondamentale per il dipanarsi della storia. È all’interno di essa che gli eventi possono rivelarsi in tutta la loro violenza e che si può descrivere il vero degrado morale e la corruzione della società e dell’individuo. In terzo luogo, la storia, per quanto già cruenta – in fondo stiamo parlando di ammazzamenti e killer – deve contemplare la risoluzione di enigmi dalle tinte scure e fuorvianti. Insomma, deve avere quella quota malsano in più rispetto ai classici polizieschi che ne connotino la venatura nera.

Ecco cinque titoli di nostri connazionali che secondo me meritano una particolare menzione.

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Carlo Lucarelli, Almost Blue (1997)
Questo è il classico esempio delle tre deviazioni dal giallo classico di cui vi parlavo. La soggettiva è di Simone, un ragazzo cieco che attraverso il suo scanner-radio ascolta le voci di una Bologna quanto mai viva e assiste, ovviamente solo a livello uditivo, a un omicidio. In città c’è una poliziotta che indaga sul caso di una serie di delitti commessi dall’Iguana, lo stesso assassino ascoltato per puro caso da Simone, e sarà il connubio tra i due a portare a risolvere il caso.

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Giorgio Faletti, Io uccido (2002)
Nel tranquillo Principato di Monaco, un dj riceve quello che per molti è uno scherzo telefonico di cattivo gusto, ma che ben presto si rivelerà essere qualcosa di molto più serio: un uomo rivela di essere un assassino. Il giorno seguente i giornali riportano la morte cruenta di un pilota di Formula Uno e della sua compagna e da qui ha inizio una lunga serie di delitti, preceduti sempre da una telefonata radiofonica con un indizio sulla prossima vittima.

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Tiziano Sclavi, Nero. (1994)
Romanzo particolarissimo del creatore di Dylan Dog che narra le vicende di tale Francesco Zardi che ritrovatosi a cospetto di un suo omonimo suicida ne prende l’identità accusando anche notevoli crisi di auto-coscienza. L’escalation di assurdità e fatti di sangue che seguiranno raggiungeranno l’apice in un finale surreale. Senza dubbio labirintico e talvolta di difficile lettura, a mio parere è un piccolo gioiello italiano, purtroppo sottovalutato.

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Grazia Verasani, Quo Vadis, Baby? (2004)
Una investigatrice privata, single e appassionata di jazz, trascorre la sua vita, soprattutto quella notturna, nei club della città di Bologna. All’apice del tormento dovuto alle sue questioni personali, Giorgia Cantini riceverà una scatola di scarpe piena di lettere della sorella Ada. Questa si era trasferita a Roma anni prima, all’inseguimento della sua carriera di attrice, terminata con il suo suicidio. Dopo questo ritrovamento Giorgia riapre il caso alla ricerca di un certo A., un uomo che forse c’entra con la prematura dipartita di Ada.

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Diego Cugia, Un amore all’inferno (2005)
Qualcuno ha deciso di fare fuori le coppiette di giovani amanti con una Beretta calibro 22. Sembra un racconto, ma in realtà è la storia del Mostro di Firenze tanto nota al popolo italiano. Il libro si svolge come un’intervista a Francesca, protagonista nonché vittima del Mostro, moglie del giovane medico scomparso nel lago Trasimeno e inevitabilmente testimone di un nuovo processo. Una sorta di inchiesta che diventa fiction e non si vergogna a tingersi di tonalità noir e horror.

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