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Come sistemare i libri nelle proprie case?4 min read

28 Novembre 2017 3 min read

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Come sistemare i libri nelle proprie case?4 min read

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Immergersi nelle pagine di un libro, dimenticando tutto ciò che ci circonda, è una delle attività più emozionanti e affascinanti che ci siano. È un ammaliante e sorprendente viaggio verso lidi sconosciuti e misteriose realtà parallele, fatto di riti e passaggi quasi sacri: si sceglie un libro, lo si acquista e lo si degusta con calma, oppure lo si divora con avidità, per poi riporlo in uno scaffale della propria libreria. Ma in che modo è bene sistemare un libro dopo averlo assaporato, trovandogli una collocazione che ci permetta di trovarlo in un secondo momento?
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Chiunque ami la lettura si sarà chiesto più volte come organizzare la propria biblioteca, operazione non certo semplice o immediata ma spesso piacevole e appagante. Anche chi ha abbandonato la forma cartacea per e-book conosce bene il fascino che può esercitare una biblioteca casalinga, soprattutto se ricca e sistemata con cura.
Se ne parla in un libro intitolato L’arte di governare la carta Follia e disciplina nelle biblioteche di casa (Editrice Bibliografica), scritto da Ambrogio Borsani, appassionato bibliofilo e prolifico scrittore, nonché docente alla scuola di scrittura milanese Belleville. Borsani, che ha fondato la rivista di storia del libro Wuz e insegnato comunicazione all’Orientale di Napoli, alla Statale di Milano e all’Accademia di Brera, ripercorre la storia dell’ordine e del disordine, le abitudini, le regole e le follie legate al mondo del libro e del collezionismo. Dopo aver parlato degli “spazi abitativi” che hanno conosciuto i libri nella storia, di alcune biblioteche nella letteratura (da Thomas Mann, Stendhal, Alessandro Manzoni, Luigi Pirandello e molti altri), e dei principali sistemi per ordinare i libri nelle biblioteche pubbliche, dedica un capitolo, “L’ordine”, a una serie di soluzioni per le nostre case, di cui illustra pregi e difetti.
Il primo è l’ordine alfabetico per autore: impossibile da usare per biblioteche di dimensioni “importanti”, è difficoltoso perché spesso tendiamo a memorizzare il titolo piuttosto che lo scrittore, accomuna i generi più diversi e costringe ad affiancare libri di dimensioni molto disparate. Si può usare solo su piccole dimensioni, è adatto a chi ricorda a memoria tutti gli autori e indicato all’interno di sezioni già divise in vari soggetti. Tantissimi sono poi gli svantaggi dell’ordine cronologico, fattibile solo su piccoli numeri, mentre l’ordine per soggetti o argomenti (la divisione Dewey per le biblioteche pubbliche adattata per la casa) ha il rischio che alcuni temi risultino sovrabbondanti e altri esigui. Quello per collane, poi, è un tipo di divisione che può offrire un certo piacere estetico, ma funziona solo per grandi collezioni importanti, e poiché nessuno possiede una biblioteca composta solo di collane occorre trovare una collocazione per tutti gli altri volumi.
L’ordine per patrie e lingue, che è il preferito dall’autore, ha molti vantaggi ma comporta complicazioni in casi di stragrande preponderanza di una patria o di una lingua, inoltre spesso a un paese corrispondono due lingue e a una lingua più paesi (Inghilterra, America, Australia). All’interno di una divisione per patrie, occorrerà fare varie sottodivisioni per generi: più si suddivide, più le sezioni diventano snelle ed è più facile cercare un testo. Se si adotta questo sistema è comunque consigliabile una certa libertà di scorporare da patrie e lingue i soggetti di interesse personale. C’è, infine, chi si affida alla schedatura digitale, lavoro complesso e adatto a chi possiede più di 10.000 libri e usato, tra gli altri, da Umberto Eco.
Molti altri sono gli spunti, i suggerimenti e le considerazioni di questo libro, appassionante e appassionato. Probabilmente non esiste una soluzione per archiviare i propri libri valida per tutti, ma è possibile cercare l’ordine, aggiungendo componenti personali di sistemazione e fidandosi della propria memoria, stando attenti, come suggerisce Borsani, a “evitare di entrare nelle spirali ossessive di chi trasforma l’ordine nell’obiettivo principale di una biblioteca di casa e non in uno strumento per trovare più rapidamente un libro da leggere”.
Quindi, prendendo spunto dalle tante intelligenti indicazioni dell’autore, ognuno di noi può trovare una soluzione personale che tenga conto non solo della quantità di volumi posseduti e della loro tipologia, ma anche, e soprattutto, delle proprie passioni e interessi.
Ultima cosa, è bene ricordare che l’obiettivo principale di una biblioteca casalinga non è quello di suscitare l’altrui invidia o ammirazione, ma la possibilità di trovare il libro desiderato in modo semplice e rapido per non sprecare tempo prezioso da poter dedicare invece alla lettura.

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