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Dei greci versus dei norreni4 min read

26 Novembre 2017 4 min read

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Dei greci versus dei norreni4 min read

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Nel mito e nella religione, si sa, i parallelismi e le scopiazzature si sprecano. Alcuni temi ricorrono, si ripropongono in forma diversa, ma con analoga sostanza. Magari sono proprio questi temi comuni, la loro analisi dettagliata, a fornirci le informazioni più importanti sul passato dell’uomo, sulle sue origini e sui suoi costumi. Ciò si può ricavare anche dal confronto di due tradizioni mitologiche apparentemente molto diverse, come quella norrena dei popoli del nord (dalla quale la letteratura fantasy attinge a piene mani) e quella greca antica. Mettendo in risalto alcune delle affinità e delle divergenze esistenti tra eventi e personaggi delle due “fazioni” si può capire non solo quale sia il substrato comune che soggiace alle due culture (e più in generale alla nostra di contemporanei), ma anche i motivi della grande fascinazione che alcune di queste storie continuano ad avere sulla nostra letteratura, anche e soprattutto di largo consumo.
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ZEUS VS ODINO
Non c’è bisogno di dirlo. Sono entrambi la divinità principale per i rispettivi gruppi. Hanno entrambi un caratteraccio e i loro poteri sono davvero fuori dal comune, nettamente maggiori rispetto alle altre divinità. Il racconto della loro origine è simile. Zeus, nato da Crono, che aveva il brutto vizio di mangiare i propri figli, sopravvive al padre e cresciuto gli squarcia il ventre liberando i propri fratelli e spartendosi così il mondo. Odino, figlio di Borr, non ucciderà il padre diretto, ma una divinità dal quale questo era stato generato, chiamata Ymir; dal suo corpo Odino e i suoi fratelli genereranno l’universo.
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THOR VS ARES (O MARTE?)
È difficile trovare un corrispettivo per Thor all’interno del mito mediterraneo classico. Ares è forse il candidato migliore, anche se Thor sembra essere più bonario e umano rispetto al dio della guerra greco, un dio di cui diffidare costantemente, assetato di sangue e di violenza. In questo, in effetti il dio romano Marte sembra essere più simile quello norreno; secondo la tradizione romana arcaica infatti Marte era anche il dio del tuono, della pioggia e della fertilità. Anche le loro origini sono affini. Entrambi sono concepiti dal re degli dei e dalle rispettive divinità rappresentanti la terra, Jǫrð per i nordici, Flora per i romani.
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PANDORA VS GULLVEIG
Un altro parallelismo interessante, per quanto meno noto, è quello tra la dea greca Pandora e il suo corrispettivo norreno Gullveig. Questi due personaggi femminili sono entrambi nefasti per il destino dell’uomo. La prima, corrompe gli dei, viene lasciata tra gli uomini per portare guerra, invidie e incanti malefici. Meno strega, ma sicuramente più ingenua, anche Pandora viene mandata sulla terra degli uomini. L’apertura del famosissimo vaso, che Zeus le aveva affidato, libererà i mali del mondo, facendo terminare l’epoca dell’alleanza tra dei e mortali.
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FINE DEL MONDO
Le due mitologie sono affini per quanto riguarda la creazione del mondo: i nuovi dei, Odino, Zeus e compagnia bella dominarono sulle forze primordiali come giganti e titani. L’escatologia però non è così simmetrica come la genesi. Per i nordici tutto finirà con il famoso Ragnarok: la battaglia finale tra Bene e Male della quale ci sono noti alcuni dettagli ma di cui non conosciamo l’esito preciso. Sappiamo che probabilmente ripiomberà tutto nel Caos, ma non si può dire con certezza (non essendo ancora arrivato). Gli antichi greci invece non avevano un’idea precisa della fine del mondo, se non qualche mito minore.
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LA FASCINAZIONE CONTEMPORANEA
Alcuni degli elementi sopra riportati sono indicativi di come la teogonia norrena sia più adatta alla fascinazione contemporanea. All’interno del mito nordico non ci sono contraddizioni. Una divinità buona, o favorevole all’uomo, non avrà comportamenti bizzarri, molto più realistici ed esistenziali, oserei dire, come spesso avviene nel mito greco. Ogni azione, umana o divina che sia, ha una sua direzione precisa, che non lascia dubbi interpretativi. Thor ha senza dubbio una personalità più lineare e meno complessa di Ares, così come Pandora è essa stessa una vittima della sua curiosità, e non un’entità malvagia a tutto tondo, nata per portare scompiglio in ogni caso. Se si pensa poi che dal mito orfico sia nata una disciplina complessa come la filosofia occidentale, il quadro è chiaro.
Per tutti questi motivi, probabilmente, i miti nordici si prestano meglio anche a essere spunto per la narrativa fantastica di oggi. Tolkien, ad esempio, si rifà molto di più alla mitologia norrena, dove il bene e il male hanno una distinzione netta. Anche forze teologiche astratte, come la Forza di Star Wars, si dividono nettamente, senza punti di contatto, tra bianco e nero, tra lato chiaro e lato oscuro. Inoltre sembra che la mitologia norrena si adatti meglio alla parodia. Gli stessi vichinghi a volte rappresentavano Thor ora come il feroce e gigantesco dio del tuono, ora come un bonario protettore dell’umanità dai contorni comici. Oggi Thor è un’icona dei fumetti, con un target anche piuttosto infantile, e di conseguenza, scusate se forse generalizzo, primordiale; di sicuro è anche questa la causa per cui il Ragnarok rappresentato pochi giorni fa al cinema, sembra essere più una farsa che un film supereroistico.

One Comment
  1. Mattua

    Oddio qui c'è tanto lavoro da fare. Premettendo che apprezzo entrambe le mitologie in egual modo, mi sembra di aver appena letto il pensiero del classico classicista convinto che il mito greco sia l'unica mitologia degna di essere studiata e che tutte le altre siano solo una pallida imitazione semplificata delle tradizioni elleniche. E mi spiace dire che non é così; ma io andrei per gradi. 1. Zeus e Odino hanno in comune solo il fatto di essere i leader dei rispettivi Pantheon e la barba. Zeus é sempre stato descritto come un dio superiore agli altri praticamente in tutto, un vero e proprio Padre Celeste che si abbassa a compiere azioni poco divine solo per adempiere al suo ruolo di divinità simbolo di virilità; al di là dei meme Zeus é un dio saggio e giusto, che rappresenta la legge e l'autorità (sicuramente meno del Giove romano) avendo quindi un codice morale piuttosto stabile. Odino invece é un leader molto più ambiguo: i romani lo paragonarono a Mercurio perché, oltre ad essere il dio dei viandanti e delle strade, era anche uno psicopompo, un ladro, un truffatore e un ingannatore, esattamente come l'Ermes de no' altri. Odino é il dio dei massacri, della morte in battaglia, dell'onore, certo, ma anche della furia, della violenza (e qui ricorda molto Ares) e dei sacrifici. É, in senso più generale, il dio che incarna l'ispirazione assumendo anche ruoli da mago, bardo e veggente. Stiamo paragonando due dèi che in comune hanno solo l'archetipo di Deus Virilis. 2. Thor non incarna MAI la Guerra e non é così semplice come qui viene descritto. Ares lo eliminiamo completamente, piuttosto Marte era il nome con cui i romani parlavano della divinità germanica che probabilmente ha dato origine in terra norrena a Tyr, dio della guerra "giusta", della legge e dell'ordine, un'Atena al maschile direi, mentre Thor era più comunemente assimilato a Ercole tra i latini. Ricorderei a tutti che Eracle era stato divinizzato già prima di essere stato assimilato dai romani e in tutti i suoi aspetti ci sono enormi analogie con il campione di Asgard. Thor é un dio molto legato all'umanità (Ercole infatti é un semidio) e le sue gesta sono quelle di un dio eroico che combatte in prima linea ciò che può minacciare la stabilità dell'esistenza umana. Sia Thor che Eracle fronteggiano mostri e giganti e sono sia forti che perspicaci (non mi azzarderei a dire astuti, restano delle teste dure). Se vogliamo trovare un paragone con Ares possiamo dire che Thor venga spesso descritto come violento e sanguinario nelle sue battaglie ma questa caratteristica rimane secondaria. Se Odino é il proprietario del mondo, Thor é il cane sciolto che deve scacciare gli intrusi ovvero i giganti, non programmati nella loro natura caotica e bestiale. 3. Pandora e Gullveig. Parliamo in entrambi i casi di società maschiliste alla radice, per cui non mi stupirei tanto se il mito dice che la colpa di tutto il male é di una donna ancestrale. Il fatto é che Pandora ha un ruolo preciso, Gullveig un altro: Pandora é stata sempre descritta come una vittima delle circostanze la cui unica colpa é stata la curiosità quindi responsabile dei mali nel mondo; invece Gullveig è stata la dea Vani (non provateci neanche, Æsir e Vanir non hanno corrispettivi con Olimpi e Titani, non c'entra proprio niente... Al massimo direi Olimpi di Seconda generazione e di Prima) che fu responsabile della prima guerra che prese piede nel cosmo e che ha distrutto un equilibrio ideale nella realtà governata dagli dèi norreni. Inoltre c'è un falso mitoogico: Gullveig non é mai stata mandata tra gli uomini bensì é stata processata come strega e messa al rogo (Odino Torquemada ante litteram?). 4. Non c'è alcuna Escatologia nel mito greco e i pochissimi cenni che si trovano parlano solo di un figlio di Zeus potente quanto lui che lo scaccerà (e io ancora spero in una figlia di Efesto e Atena che incarni la tecnologia). Il Ragnarok (oltre ad essere dibattuto se sia effettivamente un mito autoctono o una loro risposta all'apocalisse) é un mito di ciclicità e rinnovamento in cui ordine e caos arrivano ai ferri corti (e non bene e male, dio mio, che questa dicotomia in Europa é solo sul piano morale e comportamentale, mai su quello divino) finendo per annichilirsi tra loro lasciando in vita alcuni superstiti tra dei e mortali che ripopoleranno il mondo. 5. La mitologia norrena é piena di contraddizioni quanto quella greca se non di più visto che nella maggior parte dei casi non sai davvero che dio sia potenzialmente amico o ostacolo. Odino é il re degli dèi ma fa cose che per la morale norrena sono considerabili degne di infamia, Thor é un crudele sanguinario che non ragiona quasi mai e avanza come una furia cieca per eliminare ciò che é per lui un ostacolo, Freyja é una vera e propria prostituta (e per i norreni l'adulterio e la promiscuità sono un vizio punito) che padroneggia la magia e si macchia del sangue dei morti. E vogliamo parlare dell'elefante nella stanza? Loki!, Il nostro malvagio dio dell'inganno é spesso alle basi del progresso umano: ha insegnato la fabbricazione delle reti da pesca, l'uso del fuoco per scaldarsi e la costruzione dei ripari. Allo stesso tempo é un gigante quindi un essere caotico e mutevole; qualche volta é uomo e qualche volta é donna; si trasforma in animali e vive nella promiscuità e in una vita dissoluta in cui fa semplicemente ciò che vuole. Ama ingannare ma anche aiutare e allo stesso tempo é il compagno della sventura (Angrbodha) e della fortuna (Sigyn) generando la morte (Hel), l'ira (Fenrir) e l'inevitabilità (Jormungandr) essendo quindi l'essere più contraddittorio e amorale che conosca, ben più di Ermes, che é anche lui un trckster ma é più moralmente indirizzato verso il bene divino, o Dioniso che é istinto puro e follia ed é completamente slegato dagli altri dèi avendo però un obiettivo: la diffusione del suo culto (fun fact: Loki non era venerato).

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