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Stranimondi, intervista su editoria e fantascienza a a Silvio Sosio3 min read

14 Ottobre 2017 3 min read

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Stranimondi, intervista su editoria e fantascienza a a Silvio Sosio3 min read

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Per chi si interessa di fantastico (fantasy, horror e fantascienza), Stranimondi, la fiera-convention che riunisce annualmente la piccola editoria di genere, è un evento da segnare in agenda. Si tratta di una fiera perché ospita gli editori che espongono il catalogo, e di una convention perché il programma è scandito da appuntamenti con autori di livello internazionale. Questa terza edizione, Stranimondi si svolge sabato e domenica 14-15 ottobre a Milano e in programma vede la partecipazione di autori come Pat Cadigan, Jan Siegel e Bruce Sterling.
Con Silvio Sosio (nella foto in basso tra Pat Cadigan e Bruce Sterling) che di Stranimondi è uno degli organizzatori nonché direttore di Fantascienza.com e presidente di Delos Digital, abbiamo fatto una chiacchierata sulla fantascienza, quella del passato e quella contemporanea, e su editoria cartacea e digitale.

Che ne pensi della fantascienza italiana?
Negli ultimi anni c’è stata una forte ripresa grazie al premio Urania che ha permesso a nuovi autori di emergere, penso ad esempio a Dario Tonani pubblicato da Delos Digital e Mondadori. Anche la comparsa di nuovi editori sul mercato e lo strumento dell’ebook hanno aperto nuovi orizzonti.

Qual è la differenza tra la vecchia e la nuova generazione di autori scifi?
I vecchi autori erano cresciuti con Urania e con una fantascienza molto letteraria, mi sembra che gli autori recenti abbiano più il senso della struttura del racconto, del ritmo, sono più accessibili anche ai lettori che sono nuovi al genere scifi. Tra gli autori emergenti pubblicati da noi mi vengono in mente Emanuela Valentini, Marco Crescizz e Elena Di Fazio che col romanzo Ucronia ha vinto il premio Odissea, una storia piena di idee originali che ricorda Philip K Dick. C’è poi stata una corrente letteraria che ha caratterizzato le ultime generazioni di autori, il Connettivismo, una corrente italiana che in parte deriva da cyberpunk e tratta argomenti attuali come il transumanesimo e internet.
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A proposito di internet, in che modo ha cambiato il mestiere di scrittore?
Radicalmente. Ha messo in contatto vari autori, permettendogli di sostenersi l’un l’altro.
Parliamo adesso dell’editoria digitale e degli ebook. Quali sono i vantaggi di pubblicare fantascienza online?
Posso parlarti dell’esperienza di Delos Digital che si è rivelata più efficace di Delos Book, che pubblicava cartacei. Delos Digital arriva a pubblicare anche 500 titoli all’anno online senza il rischio di avere il magazzino pieno di invenduti. Gli ebook possono funzionare o meno, alcuni vendono 10 copie, altri un migliaio, dipende dai momenti e dal titolo. Internet permette di piazzare un libro in periodi diversi anziché esaurire la sua promozione al momento del lancio come succede con i cartacei. Altra cosa, tra quei 500 titoli ci sono romanzi ma anche racconti lunghi, con prezzi che variano dai 2,99 ai 4,99 euro. Insomma, il catalogo online permette scelte per diverse esigenze sia di lettura che economiche.
Su Amazon la concorrenza è spietata, alcuni autori self arrivano a pubblicare un ebook a 0,99, come fate a difendervi?
Io credo che sia giusto che un romanzo non scenda sotto una certa cifra soprattutto quando a pubblicarlo è un editore che paga le royalties, si preoccupa del progetto grafico per la copertina e sottopone il testo a editing. Poi, per quanto riguarda i prezzo dell’online, è vero, c’è chi vende a troppo poco ma anche chi esagera, come l’editore di Ken Follet, la versione digitale del suo ultimo libro è in vendita a ben 16,99 euro.
Serie tv: ne siamo invasi. Ti piacciono? E quale di genere scifi (ce ne sono parecchie) preferisci?
Mi piace Westworld perché a differenza del testo di Crichton a cui è ispirata, Il mondo dei robot, tratta il tema dei robot e dell’intelligenza artificiale da un punto di vista più sottile, filosofico. E sì, le serie tv mi piacciono, permettono di affrontare un argomento con più profondità che il cinema.

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