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Mondi alieni e scenari post-apocalittici: due racconti di Flavio Garganese3 min read

7 Settembre 2017 3 min read

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Mondi alieni e scenari post-apocalittici: due racconti di Flavio Garganese3 min read

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È settembre, l’estate è quasi finita e la rubrica “Riflettori sugli autori di Penne Matte” riprende. Spulciando un po’ tra i racconti recenti pubblicati sul sito, aiutato anche dalla Mappa degli autori del web (uno strumento potentissimo di cui vi potrete servire direttamente a questo link, sia che siate autori, sia che siate lettori curiosi) ho scoperto non poche novità interessanti, soprattutto nei generi da me prediletti: fantasy e fantascienza.
L’autore di cui vi parlo oggi si chiama Flavio Garganese, ha sei opere pubblicate sul portale, due delle quali di sci-fi, molto diverse tra loro, e che vedremo da vicino. Di Flavio sappiamo poco. È nato il 15 luglio del 1997 (giovanissimo!) e dal suo avatar si intuisce che è un bassista. Un artista dalle diverse sfaccettature quindi, ma non ci è dato conoscere di più.

Operazione Heimdall è un racconto ambientato su un mondo alieno, Varus IV, la colonia terrestre più lontana dal pianeta d’origine. La narrazione inizia in medias res, durante lo sbarco di un contingente di guerra, di cui il giovane tenente Cato e il soldato semplice Drusus, i protagonisti, fanno parte. La truppa è impegnata in un’operazione di recupero del pianeta dall’invasione dell’Impero Khors, il quale ha attaccato senza una formale dichiarazione di guerra. Flavio descrive l’azione dei soldati mettendo in evidenza la tensione dei singoli personaggi all’interno dell’immediata battaglia che segue l’atterraggio sul pianeta. Gli scenari sono descritti molto bene, in particolare quello della cittadina all’interno della quale si svolge gran parte dell’azione. Il lettore è coinvolto durante tutta la narrazione, grazie al ritmo serrato della lunga descrizione della battaglia, tra esplosioni, attacchi e ritirate repentine, cecchini e mitragliate extraterrestri, fino alla cattura di Cato da parte dei suoi nemici alieni e alla temeraria liberazione del caporale da parte del soldato Drusius. Un racconto che mi ha ricordato Starship Troopers di Robert A. Heinlein (forse più il film che il romanzo), soprattutto nelle scene di guerra, più che nella descrizione delle truppe aliene.

Il guardiano sembra essere ambientato nello stesso universo narrativo, anche se non ci sono riferimenti diretti se non l’accenno a un Secondo Medioevo di cui si parla anche nel racconto precedente. Dopo una catastrofe interplanetaria, chiamata Inverno Nucleare, il sistema amministrativo centrale della galassia non è più lo stesso e i pianeti colonizzati sembrano essere sprofondati nella decadenza. Il protagonista qui è un cacciatore che vaga alla ricerca della sua preda. Il teatro è un deserto solitario e tetro e il Grixys, l’obiettivo della caccia, è un’enorme e mostruosa creatura che si scoprirà essere in realtà un automa rimasto attivo dalle guerre per la terraformazione di quel pianeta. Il racconto è molto interessante perché, sebbene anche qui l’azione della caccia vera e propria sia predominante, non viene trascurata la solitudine e la malinconia del cacciatore/guardiano, pronto a lottare e a ad abbracciare il suo destino per il bene della sua civiltà, o almeno dei suoi resti.
Complimenti quindi a Flavio Garganese per la sua scrittura pulita e avvincente, e aspettiamo presto di leggere nuove avventure ambientate in quello che può essere definito un vero e proprio Ciclo del Secondo Medioevo.

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