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Una chiacchierata con Giuseppe Sardano sul suo romanzo crime-fantasy5 min read

12 Luglio 2017 4 min read

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Una chiacchierata con Giuseppe Sardano sul suo romanzo crime-fantasy5 min read

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Giuseppe Sardano è l’autore di un romanzo a puntate su Penne Matte dal titolo Magia Sporca: Un racconto di maghi e crimine. L’ho trovato interessante almeno per due motivi. Il primo è appunto la serialità della narrazione: egli ha sfruttato la struttura del sito per pubblicare nel tempo i capitoli della saga, e questo, secondo me, può portare una certa affezione da parte del pubblico che lo segue. Inoltre è riuscito, molto bene a mescolare due generi che apparentemente sembrano molto distanti, il crime e il fantasy. Gli ho fatto alcune domande per capire la genesi di questo suo lavoro come autore, ma anche le sue intenzioni nella promozione di esso.

Il tuo romanzo a puntate, se così si può chiamare, si divide tra due generi narrativi: il fantasy e il crime. Ci puoi spiegare come ti è venuta questa idea e quali sono gli autori di riferimento dei due generi a cui ti ispiri, se ci sono?
Quella di uno stregone/gangster è una idea che ho covato per parecchio tempo, prima di decidermi a scriverla. Per il lato fantasy del romanzo mi sono ispirato ai capisaldi del genere. Il signore degli anelli, Harry Potter e i Guardiani della notte sono state letture che mi hanno segnato, anche se rispetto ad esse il mondo dove è ambientata la mia storia è leggermente diverso. Qui la magia si pratica e si insegna liberamente, ma non manca nemmeno la tecnologia, che procede di pari passo. È un mondo ordinario, esattamente come il nostro, ma in cui però non è raro imbattersi in incantatori o artefatti magici. Per il lato crime invece, più che i libri sono stati i film e i telefilm a farmi da guida. Breaking bad, Gomorra, Pulp fiction… Mi affascinavano le ragioni che potevano spingere i vari personaggi a diventare criminali, ma soprattutto mi affascinavano le meccaniche di questo mondo. Violento sì, ma con una sua logica. Come in ogni società, anche in quella criminale c’è un ordine, ognuno ha un proprio ruolo. C’è il boss, i suoi avvocati, i contabili, chi gestisce le attività di copertura… e poi ci sono i sicari. Quelli che fanno il lavoro sporco. Ci sono delle regole (e guai a chi sgarra) e sia che tu sia un teppista di strada o un laureato con lode, con una buona dose di ferocia e fortuna non è escluso che tu possa arrivare in cima alla catena alimentare (e a restarci per un tempo ragionevolmente lungo). Dinamiche interessanti, insomma. E dato che il suddetto mondo fantasy non è troppo dissimile dal nostro, mi sono chiesto: perché non dovrebbe esistere anche il crimine organizzato? E, se tali organizzazioni esistono, perché un giovane con poteri magici non dovrebbe farne parte?
Il tuo è uno dei pochi tentativi di storia a puntate presenti sul social. Volevo chiederti se in realtà il tuo è un romanzo che hai preferito pubblicare capitolo per capitolo, o se scrivi un pezzo della storia di volta in volta.
In realtà sono rimasto indeciso per molto tempo sulla direzione da far prendere al progetto. All’inizio ero intenzionato a pubblicare la storia a puntate, così appena ebbi finito il primo capitolo lo pubblicai su Penne Matte. Essendo un insicuro mi pentii quasi subito di averlo fatto. Per un bel po’ abbandonai l’idea di far leggere la mia storia a estranei, ma nel frattempo continuavo a scrivere. La storia mi piaceva e, anche se lentamente, riuscivo ad andare avanti. Dopo parecchi mesi finii la prima stesura. Mi sentivo soddisfatto, al punto che iniziai a rileggere tutto daccapo e a correggere e riscrivere là dove ce n’era bisogno. Finito anche il lavoro di revisione, mi ritenni abbastanza soddisfatto, al punto che rivalutai l’idea di pubblicarla sul sito. Ci misi qualche settimana a decidermi, ma alla fine mi dissi che valeva la pena lanciarsi. Il romanzo non è particolarmente lungo, ma ho comunque pensato che pubblicarlo tutto in una volta sarebbe potuto risultare pesante. E poi aveva già postato il primo capitolo, così optai per la pubblicazione a puntate.
Ancora sulla serialità. Credi che oggi il pubblico, anche quello dei lettori, possa essere maggiormente affascinato da una storia a puntate. L’attesa ha il potere di fidelizzare maggiormente i fan. Credi che possa essere vero, o è qualcosa che funziona soltanto per i serial televisivi?
Quelle delle pubblicazioni a puntate non è nulla di originale. Anche se ormai non si usa più, in passato era così che si pubblicavano le storie. David Copperfield e I tre moschettieri, tanto per dirne un paio, sono nati così: capitolo per capitolo, e l’idea di provare questo approccio mi affascinava. Poi sì, credo che la serializzazione di un racconto (sia in video che su carta) possa rendere più facile affezionarvisi. I personaggi e le vicende rimangono per più tempo nella vita di chi legge, e associare un periodo della propria vita ad una certa storia la rende senza dubbio più amabile.
Hai di recente pubblicato l’ultimo capitolo della saga. Ci sarà un ritorno o stai già lavorando a qualcosa di nuovo?
Certamente ho intenzione di continuare a scrivere. Il finale è aperto. Molte questioni vengono lasciate in sospeso e certi personaggi hanno ancora molto da raccontare. L’ultimo capitolo, più che un finale, è una sorta di punto e a capo. Ho parecchie idee, e spero di riprendere presto a raccontare le vicende di Daniel e della gente (più o meno rispettabile) che lo hanno accompagnato in questa prima parte della storia. Nel frattempo, però, non mancano i progetti. Ho un po’ di storie in cantiere, e nel tempo che mi avanza dallo studio ho intenzione di lavorare a quelle, e magari usarle per partecipare ad alcuni concorsi che sono stati banditi per i prossimi mesi.
Quanto la struttura di un sito come Penne Matte, e il suo funzionamento, hanno influenzato le tue scelte narrative e di pubblicazione?
La struttura del sito ha in parte influenzato la scelta di voler pubblicare a puntate, ma nulla di più. Il fantasy è stato da sempre il mio genere preferito, e alle volte mi capita anche di scrivere di fantascienza, ma in ogni caso non mi riesce proprio di raccontare storie con i piedi per terra. Se Penne matte non avesse avuto la sua sezione dedicata al fantastico, semplicemente non mi sarei iscritto al sito, ma visto che così non è, sono contento di far parte della community. È attiva, prolifica, e con iniziative davvero interessanti (il concorso Noi umani, tanto per dirne una). Mi auguro che con il tempo riesca a crescere sempre di più, anche perché è ormai chiaro come il web sia destinato ad influenzare un numero sempre maggiore di settori, editoria compresa.

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