blog di Alberto Grandi
Cose da scrittori

Occhio che il silenziatore fa rumore: cose che devi sapere se scrivi un thriller7 min read

2 Maggio 2017 6 min read

Occhio che il silenziatore fa rumore: cose che devi sapere se scrivi un thriller7 min read

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Il thriller, e in generale la crime novel, è una facile tentazione per uno scrittore esordiente. Come mai? Forse perché mette in gioco tematiche fondamentali della nostra esistenza: vita e morte, amore e odio, vendetta privata e giustizia sociale. Tematiche di tutti, che, inevitabilmente, si scontrano con l’area geografica e l’epoca di ambientazione. Se avete in mente di scrivere su una rapina in una banca italiana di questi anni, per documentarvi non potrete rifarvi ai classici (americani) del cinema e della letteratura come Inside Man, The Town o Heat. Un Paese diverso significa banche, criminali e armi diversi. Altra cosa fondamentale: informarsi sulle armi e il loro utilizzo perché se è vero che pistola e fucili sono oggetti che fanno parte dell’immaginario collettivo, in pochi sanno che cos’è una semiautomatica e come funziona un fucile a pompa.
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Lo sa bene, invece, Stefano Di Marino, autore milanese, presente nelle librerie come nelle edicole e che sotto lo pseudonimo di Stephen Gunn ha pubblicato la serie thriller Segretissimo.
Di Marino, esperto d’armi e di tastiera, ha anche pubblicato un manuale pensato proprio per gli autori che vogliono “sparare attraverso la penna”, Il manuale delle armi da sparo.
Noi gli abbiamo posto alcune domande sulle basi che un autore d’azione dovrebbe conoscere.

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Partiamo dalla pistola e mettiamoci dalla parte dei criminali: in Italia i malviventi usano gli stessi modelli che si usano negli Usa? 
Generalmente la malavita si serve di quello che trova. Mercato clandestino o armi sottratte a clan rivali. Oggi il mercato delle armi internazionale passa principalmente per i paesi balcanici. Anni fa mi stupivo come dei delinquenti potessero usare fucili d’assalto come il Kalashnikov che mi pareva un’arma da guerra. Ho capito che il calibro e la potenza delle armi si adattano anche nel contesto urbano. Non c’è una particolare differenza tra le armi usate in Europa o negli USA (dove però è molto più facile acquistare e riciclare armi anche da guerra). Generalmente i gruppi malavitosi etnici in America usano armi importate illegalmente o dall’Irlanda o dall’ex blocco sovietico dove ci sono ancora enormi arsenali di vecchi modelli. Una volta era diverso, si usava quello che capitava senza capire bene la differenza. Provate a leggere Manager calibro 9 di Colaprico nel quale si citano diversi esempi di armamento della mala sino agli anni 80. La differenza tra banditi e poliziotti sta ‘quasi’ sempre nell’addestramento.

E le pistole usate dai criminali sono diverse, in quanto a modello, da quelle di ordinanza della polizia?
Le forze dell’ordine di solito sono dotate di armi lunghe o corte del modello fornito dalla ditta che vince l’appalto, nel nostro paese la Beretta che fornisce armi di vario calibro (la Px4 e la 92F sono parabellum, armi da guerra in uso nei reparti speciali, i vigili hanno un modello di Beretta di calibro inferiore). I malavitosi hanno spesso a disposizione armi automatiche o semiautomatiche di provenienza straniera. Poco usato dalle forze dell’ordine il classico revolver a tamburo, è un’arma ancora adoperata dalla mala perché non espelle il bossolo e quindi diventa meno rintracciabile.

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Il silenziatore è veramente così silenzioso come risulta nei film?
No. È un soppressore di suono per cui attutisce la detonazione, ma in un ambiente chiuso fa un bel botto. Rallenta la velocità di uscita del proiettile. E non si può applicare alle armi a tamburo come pure si vedeva in molti film degli anni 50 americani.

Che cos’è un fucile a canne mozze?
È un fucile cui son ostate segate le canne per rendere più ampia la rosa dei pallini sparata dalla cartuccia. Un procedimento che si può adattare sia alle doppiette che ai fucili a pompa. Ovviamente risulta efficace a distanza molto ravvicinata. Si conti che, secondo le statistiche, gli scontri a fuoco urbani si svolgono alla distanza di non più di cinque metri.

E uno a pompa?
Sono i fucili il cui meccanismo di caricamento è azionato da una molla che si attiva a mano. Il Mossberg, il Franchi Spas calibro 12 sono tipici shotgun a pompa. Lo scattergun invece è la classica doppietta modello lupara che si carica aprendo l’arma e inserendo le cartucce a due alla volta.

Che cos’è una semiautomatica?
Sono le pistole a volte definite impropriamente automatiche del modello della Beretta, della Colt 1911 e della Glock per fare degli esempi. Sparano un colpo alla volta, scarrellando automaticamente per mettere il proiettile successivo nella camera di sparo.

Come funziona il caricamento di una pistola? Bisogna caricare a ogni colpo? Altrimenti quanti colpi consecutivi posso sparare?
Le armi moderne semiautomatiche o a doppia e singola azione (cioè tutte le pistole a tamburo e non che possono sparare anche alzando il cane e premendo il grilletto) una volta inserito il caricatore e messo il primo colpo in canna (nel caso delle semiautomatiche, scarrellando indietro la parte superiore dell’arma) sparano sino a esaurimento dei colpi. Le pistole a tamburo hanno di solito 6 colpi. Le Semiautomatiche una volta ne avevano 8 più quello in canna. Oggi si usano caricatori bifilari da 13 colpi.

Il mio killer è un cecchino e spara dalla lunga distanza, ma quanto può essere lunga, questa distanza? E di quali fattori deve tener conto un buon cecchino perché il colpo vada a segno?
Dipende dal fucile. Ci sono fucili come il Barrett calibro 50 che sparano anche a tre chilometri di distanza. Generalmente un fucile di precisione dotato di ottica è affidabile a più di un chilometro. In ogni caso va calcolata la direzione e la forza del vento con un anemometro. Per questo i cecchini militari, gli sniper, sono sempre accompagnati da uno spotter che calcola le variabili e dà la luce verde per il tiro. In città un cecchino di solito spara a una distanza non superiore ai trecento metri e calcola da solo le variabili.

Qual è il rapporto fisico di un detective con la sua pistola? Al cinema siamo abituati a vederla infilata in una fondina sotto l’ascella: è quella la posizione giusta? Oppure intorno alla vita?
La fondina ascellare era molto scenica nei film degli anni 60. Oggi che anche i detective (o meglio gli agenti) della polizia o dell’FBI hanno armi di grosso calibro, portano delle fondine alla cintura che è la posizione che permette l’estrazione più rapida senza l’impiccio dei vestiti. Certo non è il modo più discreto di girare armati.

Al cinema certi spari creano un buco in fronte, altri disintegrano mezza faccia, come mai?
Il cinema è sempre una interpretazione della realtà. Se voglio che il film passi alla censura meno sangue c’è, meglio è. Del resto anche un piccolo calibro provoca una forte fuoriuscita di sangue. Poi dipende dal calibro. Più è grosso più i danni saranno evidenti.

Nei vecchi western i colpi di fucile avevano una risonanza remota, quasi l’eco di un ululato. Qual è il rumore reale?
Anche qui il cinema distorce la realtà a seconda delle ragioni artistiche. Nei western all’italiana si aggiungeva un particolare fischio che rendeva tutto più epico. Il suono prodotto da una detonazione dipende dal tipo di arma ma è generalmente uno scatto secco e piuttosto forte ma non un boato (salvo che se uno spara con un canne mozze). Dipende anche se si spara in un ambiente chiuso o all’aperto.

In molti film di rapine, i rapinatori irrompono nella banca con un mitra: è una situazione verosimile?
Perché no? A volte c’è gente che rapina un negozio con un taglierino ma generalmente la potenza di fuoco, anche se non usata effettivamente e un’arma di grosso calibro hanno un impatto deterrente sui civili e sono usati per spaventare le vittime.

Qual è l’errore tipico in cui inciampa l’esordiente autore thriller che non sa nulla di armi?
Quello di scegliere l’arma sbagliata per la situazione. Consiglierei a tutti di leggersi bene qualche manuale specifico e di guardare molto bene film e telefilm. Non è necessario abbondare nelle spiegazioni o nei dettagli, così come dire semplicemente ‘pistola’ o fucile’ risulta un po’ semplicistico.

Ci sono scene in best seller che hanno riguardato l’uso di armi e così poco verosimili da risultare errate? Mi fai qualche esempio (anche film se te ne vengono in mente).
Una per tutte. Contratto per uccidere di Don Siegel con Lee Marvin e Ronald Reagan che eseguono un ’contratto’ sparando a Cassavetes con delle 38 a tamburo con il silenziatore. Come abbiamo detto non è possibile, ma l’immagine è rimasta nella mente di tutti. La fiction dopotutto è fiction…

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