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Anna Todd e la fanfiction che diventa bestseller mondiale – intervista6 min read

17 Gennaio 2017 5 min read

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Anna Todd e la fanfiction che diventa bestseller mondiale – intervista6 min read

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articolo di Eleonora Caruso per Wired.it
Mexico Anna Todd
Sul valore letterario dei suoi libri si potrebbe discutere – e si è discusso – fin troppo, ma è innegabile che Anna Todd sia molto diversa da come ti immagini una giovane autrice (ha 27 anni) che ha già venduto oltre 5 milioni di copie nel mondo. Amichevole, alla mano, difende con decisione la propria opera dai detrattori ma ne riconosce lei stessa i limiti, e lavora sodo per migliorarli. Ammette di aver avuto fortuna ed è grata del proprio successo, ma a volte le manca la libertà di quand’era solo un’autrice di fanfiction come tante.
Anna ha cominciato così, quattro anni fa, pubblicando su Wattpad – la più grande community online di condivisione di storie – il primo capitolo di After, una fanfiction ispirata a Harry Styles degli One Direction (ma, ci tiene a specificarlo, solo nell’aspetto fisico). Anna – con il nickname di Imaginator1Dscriveva sul telefonino e postava direttamente, quasi senza correggere, per questo i singoli capitoli della sua storia erano brevi, semplici e incisivi. In breve tempo, After si guadagnò oltre un miliardo di lettori online, 11 milioni di Like e 5 milioni di commenti. Da lì alla pubblicazione cartacea, il passo è stato breve, e solo in Italia la serie di After (che conta 6 libri) ha venduto 1 milione di copie ed è presente in classifica dal 2015.
Un fenomeno simile a quello di 50 sfumature di grigio, nato nello stesso modo, cioè come fanfiction di Twilight. Anna conosce bene l’autrice E. L. James e la ammira molto: “È una persona davvero gentile. Si può dire ciò che si vuole sui suoi libri, ma il loro successo è innegabile, così come il fatto che hanno parlato a milioni di donne in tutto il mondo. Lei ha anche un’attitudine imprenditoriale che io non ho. Sfruttando il successo dei libri ha fondato delle compagnie, ha creato un business. È intelligente e intraprendente, la considero un esempio”.
La sua scrittrice preferita, però, è Cassandra Clare, autrice della saga di Shadowhunter e – indovinate un po’? – anche lei ex-autrice di fanfiction (scriveva su Harry Potter).
Il successo fulminante di Anna Todd, in un mercato editoriale affaticato e alla ricerca del fenomeno salvifico, ha avuto due grandi ripercussioni. La prima è sotto gli occhi di tutti, basta entrare in libreria: i cloni. Le case editrici producono da tre anni tomi seriali in colori arcobaleno, spesso andando a rovistare proprio tra i siti di fanfiction. Basandosi sui numeri, ovviamente. In Italia il caso più evidente è stato quello della serie My dilemma is you, i cui tre capitoli sono usciti a raffica all’inizio del 2016 (35000 copie nel primo mese), per cavalcare l’onda. Abbiamo così assistito da vicino alla sovraesposizione di un’autrice troppo acerba (16 anni) che – se davvero promettente – la casa editrice avrebbe potuto seguire, permettendole di crescere, ma ha scelto invece di spingerla senza rete nel recinto spietato dei media.
Non sono scampati alle copertine arcobaleno neanche Orgoglio e Pregiudizio, Anna Karenina e Cime Tempestose, ripubblicati in un’edizione intitolata “i classici di After”, poiché citati spesso dai protagonisti. Lo stesso accadde qualche anno fa con i libri citati in Twilight, che uscirono come “i libri preferiti di Edward e Bella”.
Ma non solo le case editrici tentano di emulare il successo di Anna Todd. Sono in molte le ragazze che hanno cominciato a scrivere fanfiction proprio nella speranza di essere notate da un grosso editore, anche se questa, secondo Anna, non è una buona idea: “Amo le fanfiction, spero che ne vengano pubblicate sempre di più. Ma scriverle con un secondo fine è inutile, perché i lettori se ne accorgono, se la tua passione non è genuina. Se ami scrivere, ami quello che scrivi e vuoi essere pubblicata, è fantastico, devi assolutamente provarci! Ma sarebbe ingiusto verso te stessa prendermi come esempio, perché il mio caso è davvero, davvero strano!
Anna è serissima, quando dice di amare la fanfiction. Le ama al punto che, nonostante il suo successo in libreria, ha insistito con il suo editore affinché le permettesse di continuare a pubblicare After e Nothing More – la serie spin-off, che sta promuovendo in Italia questi giorni – prima su Wattpad, man mano che la scriveva e senza editarla. Una richiesta che nessuna ficwriter diventata scrittrice aveva mai fatto prima.
I lettori di fanfiction sono più coinvolti in quello che leggono dei lettori normali. Considero i miei lettori la mia piccola famiglia, anche se adesso sono milioni. Loro c’erano dall’inizio e mi sembrava giusto che continuassero a esserci, che sentissero che questa è ancora la loro storia. Non voglio che all’improvviso il mio unico contatto con loro sia per dire ‘comprate il libro, ciao!’. Credo che questo faccia la differenza. Gli autori tradizionali magari rispondono ai messaggi dei lettori, ma non li conoscono davvero, non hanno una relazione con loro, non sanno cosa amano o cosa trovano più interessante. Io non riuscirei a lavorare così, con questa distanza”.
Dopo la tormentata storia d’amore tra Tessa e Hardin, l’emblema del cattivo ragazzo, con la serie Nothing More (di cui in Italia è appena uscito il terzo capitolo, Nothing Less – Fragili Bugie) Anna ha scelto di dare voce a Landon, il bravo ragazzo per eccellenza.
È una sfida scrivere di Hardin, perché è più, come dire…dark? Landon invece è realista, coi piedi per terra. Hardin è instabile, faceva cose che sembravano senza senso persino a me! Scrivere Before dal suo punto di vista mi ha aiutato a conoscerlo meglio”. Se le si chiede con quale dei due uscirebbe, però, non lascia quasi il tempo di finire la domanda: “Landon! È appassionante leggere di un badboy, ma non voglio assolutamente sposarlo!”.
www.mondadoristore
Allora perché Tessa, la sua protagonista, lo fa?
After è stato aspramente criticato perché vende come romantico il rapporto al limite dell’abuso tra i protagonisti. Anna però respinge questa critica.
Io stessa non sapevo se sarebbero rimasti insieme, all’inizio, perché la loro relazione faceva del male a entrambi. D’altra parte, perché dovevo essere costretta a dare il buon esempio? Se scrivi un libro su un assassino nessuno pretende che tu lo faccia! Ma ho capito che questa relazione poteva funzionare solo quando Hardin comincia a lavorare veramente su se stesso. Smette di bere, va in terapia. Vuole essere degno di Tessa, che pur non era perfetta, anzi! Per questo alla fine si separano a lungo, prima di rimettersi insieme. Dovevano prendere ognuno la propria strada, guarire dalle ferite e capire chi erano, solo a quel punto potevano avere una vera relazione. Tessa può amare Hardin, ma non può cambiarlo, è lui che deve cambiare sé stesso. Questo alle mie lettrici è chiaro. Se non lo è a chi critica i libri senza leggerli, pazienza”.
Proprio questo, secondo lei, è il segreto del suo successo tra gli adolescenti.
Certi libri per ragazzi vengono scritti per mandare un messaggio, ed è giusto che sia così, ma non i miei. Credo che dovrebbero esserci più libri in cui i ragazzi possano immedesimarsi senza bisogno di grandi poteri o di salvare il mondo. Voglio che i lettori si connettano ai miei personaggi, che in essi vedano i loro difetti, le loro mancanze, le loro paure”.
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