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Roald Dahl oggi avrebbe cent’anni2 min read

13 Settembre 2016 2 min read

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Roald Dahl oggi avrebbe cent’anni2 min read

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Difficile dare una definizione di autore per l’infanzia. Di quale soggetto parliamo? Di un autore per adulti che decide di scrivere per i bambini? Di un autore che non riesce a crescere e a indirizzarsi a un pubblico adulto? Penso che le cose stiano diversamente. Un autore è un autore, punto e basta. Poi ce ne sono alcuni che hanno la fortuna o il talento di essere recepiti e letti anche dai bambini. E Roald Dahl, che oggi, se fosse vivo, avrebbe 100 anni, è appunto, autore a prescindere dal pubblico che predilige le sue opere. Cioè uno che ha scritto storie con una cifra stilistica personale e non replicabile e che piacevano a tutti, grandi e piccoli.

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La sua produzione annovera sì romanzi che hanno per protagonisti bambini come La fabbrica di cioccolato, Il Grande Gigante Gentile (di cui a breve uscirà la versione cinematografica firmata da Spielberg) e Le Streghe, ma anche racconti così paurosi che diversi furono selezionati da Alfred Hitchcock per la famosa serie televisiva Alfred Hitchcock presenta, composta da episodi auto conclusivi che hanno come comune denominatore il crimine perpetrato nei modi più fantasiosi. E poi ci sono i racconti del Libro dei fantasmi anche quelli difficili da immaginare per stile e argomentazione, tra le mani di un bambino.
Nato a Llandaff, nel Galles, il 13 settembre 1916, Dahl aveva lavorato per qualche tempo per la Shell Petroleum Company, occupazione che gli aveva dato modo di viaggiare per l’impero britannico e passare lunghi periodi in Africa. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, si era arruolato nella Royal Aire Force e aveva ottenuto il grado di tenente ed era volato in missione in Kenya, Libia, Siria e Libano. A causa di un incidente che gli causava stati di cecità temporanea aveva dovuto abbandonare il volo.
La carriera di scrittore inizia nel 1942 ed è inarrestabile. Tutti i suoi romanzi riscuotono un enorme successo, alcuni vengono tradotti in film più di una volta, è il caso de La fabbrica di cioccolato. Per il cinema realizza le sceneggiature di 007 – Si vive solo due volteGremlins. Tornando ai romanzi, le sue storie piacciono e continuano a guadagnare lettori perché sono scritte con un linguaggio semplice, diretto che innesca subito l’immedesimazione con la pagina scritta. Non c’è compiacimento e nessuna forma di paternalismo mascherato da pedagogismo. In Dahl i bambini se la devono cavare da soli e spesso sono messi in situazioni terribili, trasformati in topi, rapiti dai giganti. Leggendo certi racconti, viene da sospettare che questo autore fosse un minimo crudele o quanto meno si divertisse a mettere i suoi protagonisti (e i lettori) in difficoltà. Ma la crudeltà non sconfina mai nell’autocompiacimento o nella morbosità. Perché Dahl è un autore di fatti, fantastici, ma pur sempre fatti. Che alla fine ci deliziano e stupiscono.
articolo pubblicato su Wired.it
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