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I computer alla ricerca della trama perfetta3 min read

8 Luglio 2016 3 min read

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I computer alla ricerca della trama perfetta3 min read

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articolo di Paolo Armelli pubblicato su Wired.it
All’inizio del Novecento, gli studiosi dello strutturalismo cercavano di ridurre il linguaggio in generale e la letteratura in particolare a un numero definito di strutture ricorrenti. Una tendenza che non è nuova: da Aristotele fino a Kurt Vonnegut, da sempre si cerca di ricondurre i grandi classici a elementi universali ben codificati, volendo capire certe dinamiche frequenti in ambito narrativo, ma anche tracciare in profondità gli elementi fondanti della nostra esigenza stessa di fare letteratura.
Al di là del dibattito (spesso aspro e senza soluzione) dei vari critici letterari, ora a individuare quei tropi letterari ci pensano i computer. Come riporta The Verge, i ricercatori del Computational Story Lab all’Università del Vermont hanno applicato le tecniche del data mining, cioè l’estrazione automatica di fenomeni da un grande numero di dati, per individuare le linee narrative base di tutte le storie che noi consideriamo classiche.
Great_Books
Hanno messo a disposizione i risultati in una piattaforma chiamata Hedonometer (dalla radice greca hedon-, “piacere, contentezza”), in quanto l’analisi si è concentrata sugli andamenti alterni di sentimenti positivi e negativi, di felicità e infelicità all’interno della stessa opera (ma anche di telegiornali, account Twitter e quant’altro). Dal romanzo di formazione alla tragedia shakesperiana, i computer riescono a incamerare un gran numero di dati da una semplice scansione lessicale dell’opera e traducono questi andamenti in grafici lineari.
La ricerca è stata condotta su 1793 titoli classici che fossero stati scaricati dalla piattaforma di pubblico accesso Project Gutenberg più di 150 volte. Un esempio abbastanza eloquente è il grafico relativo all’Amleto di Shakespeare che mostra come dalla serenità iniziale si arrivi alla, è proprio caso di dirlo, tragedia conclusiva.
hamlet
Più complesso da interpretare ma tutto sommato attendibile rispetto ai vari accadimenti che succedono nella saga, è il grafico che esprime felicità e infelicità all’interno di tutti i libri di Harry Potter:

Decisamente qualche perplessità suscita invece il diagramma su Canto di Natale di Charles Dickens: come sappiamo dalla negatività esercitata dall’avaro Scrooge si passa, durante i viaggi nel tempo della notte di Natale, a una redenzione positiva che rende tutti felici e contenti. Eppure il grafico mostra un diverso andamento:
christmas carol
Ciò dimostra probabilmente che la sistematica analisi lessicale portata avanti dai computer non può corrispondere esattamente alle effettive sensazioni dei lettori in carne ed ossa. Del resto è facile capire che la narrativa non si può ridurre a una semplice successione di poli positivi e negativi. I libri, come la vita, sono un intreccio di sentimenti complessi e molto spazio – soprattutto nella grande letteratura – è dato a zone di profonda ambiguità.
Qual è dunque il senso di un’operazione digitale come questa? Un aspetto interessante è quello di individuare quali archi narrativi sono più apprezzati da chi scarica i libri online: ad esempio troviamo gli archi corrispondenti a storie come quelle di Icaro o Edipo nei romanzi con maggior numero di download. Come osserva la MIT Technology Review, poi, sarebbe interessante vedere analogie e differenze di archi narrativi in opere in altre lingue, che non siano state necessariamente scritte in inglese come quelle considerate nel canone dei ricercatori.
Alla base c’è sempre la fascinazione per i meccanismi profondi e imperscrutabili della letteratura. Quella cosa misteriosa che ci affascina o ci respinge senza che riusciamo, nella maggior parte dei casi, a capire esattamente perché. Che questi grafici ci aiutino a farlo anche quello è tutto da dimostrare, ma sicuramente dà qualche argomento di discussione agli appassionati lettori.
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