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Cosmopolis, Don Delillo – recensione di Bolabooks2 min read

8 Maggio 2016 2 min read

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Cosmopolis, Don Delillo – recensione di Bolabooks2 min read

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recensione pubblicata su Bolabooks

Voto: 9


Di cosa parla?
Eric Parker è giovane, bello e ricco. È talmente ricco che nel suo attico a New York ha fatto costruire 2 ascensori che trasmettono musiche diverse e che lui utilizza in base all’umore che ha quando si sveglia. Eric incarna il mito contemporaneo della giovinezza e della potenza. Ma è anche fragile, dorme pochissimo ed è ossessionato dalla sua salute.
Al termine di una notte insonne decide di andare dal barbiere e tagliarsi i capelli. In quel giorno New York è bloccata a causa di una visita in città del presidente degli USA perciò Eric a bordo della sua limousine impiegherà tutta la giornata per attraversare la città e andare dal suo barbiere di fiducia.
Il romanzo gira tutto attorno al viaggio in limousine di Eric dove si susseguono situazioni surreali e metaforiche.
Commento
Avete presente quando andate in un ristorante di categoria o uno stellato Michelin? Al di là del fatto che vi stanno dilapidando il portafoglio, state gustando dei piatti unici in cui gli ingredienti sono cucinati con sapiente maestria per dare al palato un piacere sublime. Quando uscite dal ristorante vi sentite sazi ma non appesantiti e leggermente euforici perché avete ancora con voi la sensazione piacevole che vi lascia il cibo buono quando solletica le vostre papille gustative.
Ecco, questa sensazione è la stessa che ho provato al termine della lettura di questo romanzo. Al di là della dinamica del racconto, che è geniale in quanto sa rendere avvincente un viaggio in limousine, il piacere arriva dalle parole e dalle espressioni usate. Si rimane affascinati dalle immagini metaforiche che l’autore suscita attraverso la lingua. Ci si trova, ad esempio, all’inizio del libro, a leggere termini quasi scientifici sull’insonnia del protagonista per passare a immagini poetiche che descrivono l’imminente arrivo dell’alba.
In tutto il romanzo i toni e il ritmo cambiano, a tratti sono dolci come una sinfonia di musica classica per passare a ritmi e immagini più brutali che ricordano le rime di un rap. Le situazioni sono molteplici e sarebbe inutile e noioso elencarle, passano da registri logico/scientifici ad altri irriverenti, lasciando spazio a digressioni filosofiche. Lo stesso protagonista vive di contrasti e la sua personalità è fortemente narcisistica fino a toccare il delirio di onnipotenza sconfinando nel nichilismo per poi precipitare in un’insicurezza infantile che lo rende bisognoso di affetto e considerazione.
Tutto il romanzo si svolge con una linea temporale disgiunta spiazzando il lettore, ma l’insieme degli ingredienti è ben abbinato e l’armonia non manca.
Il romanzo è una goduria per il vostro cervello, leggetelo che vi farà bene.
Citazione:
“Sapere e non agire è come non sapere”
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