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Film famosi ispirati a romanzi non altrettanto famosi4 min read

26 Aprile 2016 3 min read

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Film famosi ispirati a romanzi non altrettanto famosi4 min read

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Ci sono film che hanno fatto la storia del cinema e la loro fama è tale che hanno oscurato i romanzi a cui si sono ispirati. Ed è un peccato perché i romanzi ne costituiscono il nucleo centrale e, in alcuni casi, meriterebbero di essere letti tanto quanto le loro trasposizioni cinematografiche di essere viste. Ecco qualche titolo che merita di essere letto, anche se conoscete già la fine.

Arancia Meccanica – Anthony Burgess
Il film di Kubrick è un capolavoro, ma brilla di luce riflessa, quella del romanzo distopico di uno dei più importanti autori inglesi del secolo scorso. Prima di Trainspotting, Burgess, in Arancia Meccanica, inscenava una gioventù distruttiva, crudele, allegramente nichilista. Il romanzo, ambientato in un futuro – per la prospettiva del tempo in cui venne scritto, 1962 – trova il suo punto di forza nel registro linguistico, il modo di parlare di Alex che il film solo in parte riesce a riproporre: “Folleggiammo alquanto con altri viaggiatori della notte da autentici sbarazzini della strada, poi decidemmo che era ora di eseguire il numero “visita a sorpresa”: un po’ di vita, qualche risata e una scorpacciata di ultraviolenza”.

Il padrino – Mario Puzo
La trilogia di Francis Ford Coppola si ispira al bestseller Il padrino soprattutto nei primi due capitoli. Nel romanzo di Puzo, difatti, viene raccontato l’arrivo di don Vito in America e la sua ascesa a boss criminale. Merita di essere letto perché è un noir malinconico ma documentato sulla mafia americana, le sue gerarchie, i suoi rapporti di potere e, nel dipanarsi, la trama è accompagnata da una malinconica grandezza insita nella prosa ed ereditata dal film. Il padrino, difatti, è spesso considerato una rielaborazione dei temi shakesperiani: c’è un re, don Vito, e i suoi figli che gli somigliano chi per un motivo chi per un altro. Ci sono amore, odio, vendetta e tante altre cose. Puzo ha una scrittura rapida ed efficace nel descrivere le scene di ordinaria violenza di certo ambiente, ma riesce comunque a trasmettere anche una pietà e un affetto per i suoi personaggi ai quali, per quanto male possano aver fatto, finiamo con l’affezionarci anche noi

Casino Royale – Ian Fleming
Qualcuno si ricorderebbe di Ian Fleming se 007 non fosse diventato uno dei personaggi più famosi del cinema? Probabilmente sì, perché i romanzi di Fleming hanno comunque rivoluzionato il genere thriller e sono sintomatici di un tipo di vita e di intendere la vita propri dell’autore e di una certa Inghilterra (quella imperialista e classista). Fleming, difatti, come “il suo” 007, era stato una spia al servizio dell’intelligence, aveva amato le auto di lusso, gli abiti eleganti ed era stato un grande donnaiolo. Era un personaggio controverso, di sicuro un misogino. La sua freddezza e la sua misoginia vengono edulcorate nella rielaborazione del suo alter ego, ma è innegabile che James Bond, al cinema rimanga quello che è nei romanzi: un assassino spietato, freddo.

Mano armata – Harry Grey
The Hoods, in italiano Mano armata, è il romanzo da cui è stato tratto il capolavoro di Sergio Leone, C’era una volta in America. È bene specificare che fu scritto da un vero criminale – vero nome Herschel Goldberg -, quindi getta uno sguardo esperto, consapevole di un certo periodo degli Stati Uniti, diversamente dal film in cui la storia è influenzata e romanzata dalla visione (non solo dell’America ma della vita intera) del regista. Il romanzo, difatti, è molto più oggettivo e lineare del film. Manca di magia, ma è forte di un’adesione alla realtà che il film non ha. Da questo punto di vista leggere il libro può essere interessante per chi ha amato il film: la pagina, sottratta alla regia estetizzante di Leone, alle musiche suggestive di Morricone, ci fornisce l’ossatura della vicenda.

Zorba il greco – Nikos Kazantzakis
Molti hanno visto il film con Anthony Quinn che interpretava Zorba, il greco – specifichiamo: il cretese – tellurico, semplice e profondo assieme che richiama il suo padrone, l’intellettuale astratto, alle leggi fondamentali del vivere. Molti di meno hanno letto quello che è tra i capolavori di uno dei più grandi autori del Novecento, pubblicato in Italia nella sua versione integrale dal greco solo nel 2011 dalla Crocetti Editore. Il romanzo è grandioso. Scritto con una prosa immediata, capace di riportarci ai sapori, agli odori della Grecia come di lanciare frasi profondissime che sembrano cominciare un nuovo vangelo. Due uomini, uno il contrario dell’altro, le loro vincente sullo sfondo di una Creta bellissima. Da leggere perché il film è un decimo di ciò che trasmette il romanzo.

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