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Fahrenheit 451, la HBO ripropone il capolavoro di Bradbury al cinema2 min read

20 Aprile 2016 2 min read

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Fahrenheit 451, la HBO ripropone il capolavoro di Bradbury al cinema2 min read

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Era prevedibile che accadesse. Anzi, ogni tanto mi chiedevo: quando succederà?
Oggi che va forte la distopia, un romanzo come Fahrenheit 451 non poteva non essere rilanciato al cinema. Scritto da Ray Bradbury ben 63 anni fa (pubblicato nel 1953), espansione del racconto  The Fireman, l’opera venne trasposta sul grande schermo già nel 1966 da François Truffaut. Oggi veniamo a sapere sul sito The Wrap che verrà riproposto dalla HBO con la regia di Ramin Bahrani. Una seconda versione cinematografica era nell’aria già da tempo. Aveva provato anche Mel Gibson a realizzarla, ma senza riuscirci.

Fahrenheit-451

Ricordo che quando lessi Fahrenheit ero appena reduce dalla lettura di 1984 di Orwell e la storia mi puzzava un po’ di replica se non contraffazione. Certo non mancano le differenze: in Orwell l’informazione passa attraverso il filtro del regime, in Bradbury è letteralmente incenerita. C’è poi il tratto distintivo della prosa: in Orwell è oggettiva, in Bradbury è sempre fiabesca, suggestiva, letteraria, anche quando dipinge gli scenari più neri.

Comincia così il romanzo:

Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d’orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla solida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto sarebbe accaduto la prossima volta, l’uomo premette il bottone dell’accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che prese ad arroventare il cielo vespertino, poi a ingiallirlo e infine ad annerirlo.

Leggere questo romanzo è un piacere, ma una cosa va detta: il suo autore ha totalmente fallito la previsione. Egli immaginava un futuro dove la cultura, i libri venivano forzatamente estromessi dal bagaglio del popolo, semplicemente bruciandoli. In realtà, le cose sono andate e stanno andando in altro modo: si legge sempre meno, almeno stando agli ultimi dati, sebbene si sia liberi di scrivere, pubblicare e comprare ebook. È avvenuto quasi l’opposto di quanto Bradbury aveva predetto: è l’eccessiva libertà che ci ha reso prigionieri, è la democratizzazione dei sapere che ha disincentivato la lettura. Non è il governo, né il corpo dei vigili del fuoco a non permetterci di leggere, ma il nostro narcisismo compulsivo che ci spinge a cazzeggiare su Internet.
Oggi del romanzo di Bradbury rimane più che altro il valore metaforico, come detto il piacere di leggerlo, e tante cover del libro lanciate sul mercato o create per proprio diletto, davvero bellissime. Provate a dare un’occhiata su Pinterest.

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